A Feletto Umberto una serata per rileggere Mario Toros e il Friuli del dopo sisma
Sabato 3 ottobre al Teatro Paolo Maurensig la proiezione gratuita del docufilm di Massimo Garlatti-Costa chiude la rassegna comunale sul terremoto del 1976.
La memoria del terremoto del 1976 passa anche attraverso le biografie di chi, in quelle settimane e negli anni successivi, ebbe un ruolo nelle scelte pubbliche. A Feletto Umberto, sabato 3 ottobre, il Teatro Paolo Maurensig ospiterà proprio uno di questi racconti: quello dedicato a Mario Toros.
L'appuntamento è fissato per le 20.45 in via Mazzini 1/A, con ingresso libero. In programma c'è “Toros, ministro operaio”, documentario scritto e diretto da Massimo Garlatti-Costa, centrato sulla figura politica e sindacale del friulano che fu tra i protagonisti della vita istituzionale italiana del dopoguerra.
Una chiusura nel segno della memoria friulana
La proiezione conclude il percorso culturale promosso dal Comune di Tavagnacco e dedicato al sisma che colpì il Friuli. La rassegna, organizzata da Belka Media con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, ha proposto nelle scorse settimane diversi sguardi su quella stagione: dalla solidarietà degli emigrati friulani alle immagini dei giorni del terremoto, fino al ruolo delle comunità locali nella ricostruzione.
Per il pubblico dell'area udinese, la serata di Feletto Umberto rappresenta così l'ultimo tassello di un ciclo pensato per riportare al centro non solo il ricordo della tragedia, ma anche le persone che contribuirono a trasformarla in una fase di ripartenza.
Il percorso umano e politico di Toros
Il film ripercorre una vicenda personale che parte da origini contadine e dall'ingresso in fabbrica a soli quattordici anni. Poi la Resistenza, l'impegno nella CISL, l'attività parlamentare e l'approdo al governo, fino agli incarichi da sottosegretario e da ministro del Lavoro e degli Affari Regionali.
Nel docufilm emerge anche il peso avuto da Toros in passaggi cruciali della storia sociale italiana, compresa la stagione dell'Autunno Caldo e il confronto politico-sindacale che accompagnò l'arrivo dello Statuto dei Lavoratori nel 1970. Una traiettoria che lega il mondo operaio alle istituzioni nazionali.
Il rapporto con il terremoto del 1976
Uno dei nuclei più significativi dell'opera riguarda il legame tra Toros e il Friuli ferito dal sisma. La notte del 6 maggio 1976, mentre la regione veniva colpita dalla scossa, Toros sedeva al Ministero del Lavoro. Il documentario raccoglie il suo racconto su quelle ore e sulle decisioni che seguirono nella fase dell'emergenza e poi della ricostruzione.
Il ritratto restituisce anche il profilo di un uomo abituato a trattative lunghe e complesse, capace di cercare mediazioni fino all'ultimo. Un tratto che la stampa dell'epoca sintetizzò con il soprannome “Toros Sedutos”.
Le voci raccolte nel documentario
Accanto a un'intervista inedita allo stesso Toros, il lavoro di Garlatti-Costa mette insieme contributi di Giorgio Benvenuto, Pier Ferdinando Casini, Claudio Donat-Cattin, Carla Toros, Gianfranco Morgando, Giorgio Aimetti e Giorgio Merlo. Ne esce un racconto che attraversa Udine, Torino e Roma, seguendo decenni di storia politica e sindacale.
La produzione è firmata da Belka Media in coproduzione con Raja Films ed è stata promossa dall'Ente Friuli nel Mondo, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Friuli e del Comune di Udine.
Dopo la stagione nelle istituzioni, Toros tornò a dedicare energie anche al suo territorio assumendo per vent'anni la presidenza dell'Ente Friuli nel Mondo. La scelta di chiudere la rassegna con questo titolo, ha spiegato l'assessore alla Cultura Ornella Comuzzo, vuole riconoscere il contributo di un concittadino che prese parte al percorso di rinascita seguito al terremoto.