A Udine il punto sulla povertà: oltre 5 mila famiglie seguite dalla rete degli aiuti alimentari in Friuli Venezia Giulia

Nel capoluogo friulano presentata una mappa regionale del disagio economico: pesano redditi bassi e mancanza di lavoro.

08 ottobre 2026 15:15
A Udine il punto sulla povertà: oltre 5 mila famiglie seguite dalla rete degli aiuti alimentari in Friuli Venezia Giulia -
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Il disagio economico in Friuli Venezia Giulia passa anche da Udine, dove oggi è stata presentata una fotografia ampia del sostegno garantito dalla rete ecclesiale degli aiuti alimentari. Il dato più significativo riguarda le famiglie raggiunte sul territorio regionale: sono 5.273, secondo la rilevazione illustrata durante il convegno “Non solo pane” ospitato alla Fondazione Friuli.

L’incontro nel capoluogo friulano ha messo al centro non soltanto i numeri dell’assistenza, ma anche il profilo delle persone che chiedono supporto. Tra i nuclei seguiti, la componente straniera rappresenta il 60%, mentre le donne arrivano al 54% della platea considerata.

Udine al centro della lettura regionale del fenomeno

La raccolta dei dati costituisce una prima ricognizione sull’attività delle strutture caritative presenti in regione. L’indagine ha coinvolto 73 realtà, attraverso questionari compilati nelle diocesi di Udine, Concordia-Pordenone, Trieste e Gorizia, con l’obiettivo di restituire un quadro concreto della domanda di aiuto alimentare.

Ne emerge una situazione che va oltre la risposta all’emergenza immediata. La richiesta di sostegno, infatti, appare legata a condizioni di difficoltà economica che tendono a durare nel tempo e che toccano fasce diverse della popolazione.

Da dove arrivano le risorse distribuite

Una parte molto consistente degli aiuti consegnati proviene da pochi canali principali. Il 71% delle risorse distribuite fa capo infatti alla Colletta alimentare, che incide per il 43%, e ai fondi europeo e nazionale, che insieme coprono il 27,7%.

Il dato restituisce il peso della rete organizzata che sostiene i servizi caritativi, ma allo stesso tempo mostra quanto il sistema dipenda da strumenti di raccolta e da linee di finanziamento specifiche per riuscire a dare continuità agli interventi.

Le cause della fragilità economica

Tra gli elementi che ricorrono con maggiore frequenza ci sono il reddito insufficiente e la mancanza di occupazione. Il primo compare nel 90,4% dei casi rilevati, mentre la disoccupazione riguarda il 79,5% delle situazioni prese in esame.

Sono numeri che descrivono una povertà radicata, non limitata a episodi occasionali. Il bisogno alimentare, in questa lettura, diventa uno degli effetti più visibili di una condizione economica debole che fatica a trovare soluzioni stabili.

Il confronto con la Regione e il nuovo piano

Al convegno di Udine è intervenuto anche l’assessore regionale alle Politiche sociali Riccardo Riccardi, che ha richiamato il ruolo della collaborazione tra istituzioni e volontariato nel sostegno alle persone più esposte. Nel suo intervento ha sottolineato come le fragilità non si esauriscano nella sola povertà materiale, ma attraversino in modo più ampio la vita quotidiana.

Riccardi ha ricordato inoltre che la Regione sta lavorando al nuovo Piano regionale di contrasto alla povertà, sostenuto dal Fondo sociale regionale e da percorsi di collaborazione con il Terzo settore. A questo si affianca un’analisi dei fenomeni di fragilità sviluppata insieme all’Università di Udine.

Nel quadro emerso oggi nel capoluogo friulano, il messaggio che arriva dai dati è netto: la crescita del bisogno sociale chiede strumenti più strutturali e continui, capaci di intervenire non solo sulle conseguenze della povertà, ma anche sulle cause che la rendono persistente.

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