Alimentare, da Udine parte il percorso per allineare controlli e HACCP: coinvolte 50 aziende del Friuli Venezia Giulia
Firmata l’intesa tra Regione e Confcommercio Udine: previsti dieci gruppi di lavoro con sanità, imprese e Università per definire criteri condivisi.
Per chi lavora ogni giorno tra cucine, laboratori, punti vendita e filiere produttive, avere regole applicate nello stesso modo può fare la differenza. È da Udine che prende forma un nuovo percorso regionale pensato per rendere più omogenei i controlli nel settore alimentare e dare alle imprese indicazioni tecniche più chiare sul fronte igiene e HACCP.
L’intesa è stata sottoscritta il 30 luglio 2026 tra la Regione Friuli Venezia Giulia e Confcommercio Udine. Il progetto punta a ridurre le differenze interpretative che possono emergere nei vari territori quando si applicano norme complesse, con un impatto diretto sia sull’attività delle aziende sia sulle garanzie offerte ai consumatori.
Alla firma erano presenti l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi e Antonio Dalla Mora, vicepresidente provinciale di Confcommercio Udine e presidente di Fipe. Hanno preso parte all’incontro anche Cristian Vida, che segue il progetto per Confcommercio, oltre ai rappresentanti di Confindustria Alto Adriatico e dell’Università degli Studi di Udine.
Un lavoro comune per evitare interpretazioni diverse
Il punto centrale dell’accordo è la costruzione di riferimenti condivisi tra sistema sanitario, mondo produttivo e ambito scientifico. L’obiettivo non è soltanto aggiornare procedure e metodi di verifica, ma arrivare a una base tecnica comune che renda più lineare il rapporto tra controlli pubblici e organizzazione interna delle imprese.
Alla base del progetto c’è anche l’adeguamento al quadro europeo più recente. In particolare, il regolamento 625/2017 sui controlli ufficiali ha richiesto una revisione delle modalità di vigilanza e degli obblighi a carico degli operatori del comparto alimentare, rendendo necessario un confronto più strutturato.
I comparti che saranno al centro del confronto
Il protocollo riguarda alcuni settori considerati strategici per l’economia regionale. Tra questi figurano le carni, con un’attenzione specifica anche alla filiera legata all’export del San Daniele, il lattiero-caseario, la ristorazione di grandi dimensioni, la grande distribuzione e il comparto dei vegetali.
Per il territorio udinese il tema ha un peso particolare, perché coinvolge attività produttive e commerciali che rappresentano una parte rilevante del tessuto economico locale. L’idea è offrire agli operatori strumenti più leggibili e criteri applicativi meno esposti a differenze tra un’area e l’altra.
Dieci gruppi tecnici e circa 50 imprese coinvolte
Il percorso operativo passerà attraverso dieci tavoli tecnici paritetici. Ai lavori parteciperanno circa 50 imprese del Friuli Venezia Giulia insieme ai loro esperti, con il contributo di tecnici delle Aziende sanitarie, tecnologi e responsabili di produzione.
Il confronto servirà a mettere a fuoco i nodi che più spesso emergono nella gestione quotidiana delle norme su igiene alimentare e autocontrollo. L’obiettivo finale è predisporre documenti e strumenti utilizzabili sia durante le verifiche ispettive sia nell’organizzazione dei processi aziendali.
Il ruolo della Direzione Salute e dell’Università di Udine
Il coordinamento tecnico-scientifico sarà affidato alla Direzione centrale Salute della Regione, che avrà anche il compito di esaminare gli elaborati prodotti dai tavoli. All’Università di Udine spetteranno invece monitoraggio e validazione scientifica attraverso il Comitato di indirizzo.
Secondo l’impostazione dell’accordo, il risultato conclusivo dovrà diventare una piattaforma di riferimento comune per controlli, produzione e applicazione delle regole. Per le imprese significherebbe poter contare su indicazioni più uniformi; per i cittadini, su standard di sicurezza alimentare rafforzati e più coerenti in tutto il territorio regionale.