Aquileia, sciacalli uccidono 13 pecore nane custodite per anni

Un allevatore di Aquileia trova 13 pecore D’Ouessant uccise: anni di lavoro e cura spazzati via in una sola notte.

11 aprile 2026 15:30
Aquileia, sciacalli uccidono 13 pecore nane custodite per anni -
Condividi

Aquileia, mattina di dolore per un allevatore

AQUILEIA (UD) – Dopo certe notti resta un silenzio che pesa. È quello che Alessio Sverzut ha trovato entrando nel suo allevamento la mattina dell'8 aprile: tredici delle sue pecore nane non c’erano più.

Non si trattava di semplici bestie da pascolo, ma di presenze quotidiane riconoscibili una a una, nate e cresciute con attenzione e dedizione. Erano pecore della razza D’Ouessant, tra le più piccole al mondo, originarie della Bretagna e oggi sempre più rare.

«Non è solo la perdita materiale», spiega Alessio, «è il tempo, la cura e il legame che avevamo costruito». Tempo e affetto che ora sembrano cancellati in un attimo.

Una razza fragile, custodita con amore

Chi sceglie di allevare le D’Ouessant lo fa per passione: non sono animali comuni e richiedono cure costanti, rispetto dei loro ritmi e uno sguardo capace di coglierne la delicatezza.

Ogni nascita è un evento atteso; i parti sono spesso lenti e con un solo agnello, perciò ogni vita ha un valore molto alto.

L'obiettivo dell'allevamento era chiaro e significativo: proteggere una razza a rischio, farla conoscere e darle futuro, privilegiando il rapporto di compagnia più che la mera produzione.

La notte che ha cambiato tutto

In poche ore l’equilibrio si è rotto. Sei agnelli e sette adulti sono stati uccisi durante un assalto notturno: alcuni animali sono stati trascinati via, altri sono stati trovati senza vita.

«Credevamo fossero al sicuro», racconta l'allevatore, «intorno ci sono corsi d'acqua e elementi naturali che pensavamo potessero proteggere le nostre pecore». Quella fiducia è stata tradita, e la ferita è profonda.

Quegli animali vivevano in un ambiente tranquillo, seguiti ogni giorno: abitudini consolidate e gesti quotidiani che creavano un rapporto di fiducia, rendendoli però più indifesi davanti all'attacco.

Quando la natura si avvicina troppo

Negli ultimi anni nelle campagne del Friuli-Venezia Giulia la presenza di selvatici come gli sciacalli è aumentata: gli spazi cambiano, gli habitat si riducono e gli equilibri si spostano.

Così succede che mondi diversi si avvicinino troppo: la fauna selvatica entra in contatto con allevamenti e si creano situazioni di conflitto difficili da gestire.

Ma dietro la dinamica naturale c'è anche il dolore di chi quelle pecore le accudiva ogni giorno, le conosceva una per una e le aveva scelte con il cuore. La scelta di Alessio non era solo un lavoro: era custodia di una specie rara.

«Erano animali speciali», dice ancora, «meritavano di essere conosciuti e protetti». Il rimpianto è per le vite spezzate e per il progetto che perde parte della sua essenza.

Oggi, tra recinti vuoti e ricordi, resta la consapevolezza del tempo investito, della dedizione e del legame che unisce allevatore e animali. Un legame che, nonostante la perdita, non si spezza.

Segui Prima Udine