Arbitri e sanzioni disciplinari: cartellino giallo e cartellino rosso

Ecco come funzionano l’ammonizione e l’espulsione: quando si danno, cosa significano e a che cosa servono

30 settembre 2025 08:15
Arbitri e sanzioni disciplinari: cartellino giallo e cartellino rosso -
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Nel calcio, il rispetto delle regole è garantito dall’arbitro, figura centrale che ha il compito di mantenere il gioco corretto e sicuro. Tanto sminuiti e criticati, alla fine la certezza è una a livello professionistico: senza arbitro non si può giocare.

Ma come si mantengono le regole e il rispetto del gioco? Tra gli strumenti a disposizione ci sono i cartellini giallo e rosso, simboli universalmente riconosciuti di ammonizione ed espulsione. Questi due segnali, semplici ed immediati, hanno cambiato il modo di concepire la disciplina nel calcio, diventando parte integrante del linguaggio del gioco.

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Cos’è il cartellino giallo: l’ammonizione

Il cartellino giallo rappresenta un avvertimento ufficiale per un calciatore che ha commesso un’infrazione grave ma non tale da comportare l’espulsione diretta.

Le motivazioni che possono portare ad un’ammonizione sono diverse. In primis un comportamento antisportivo, come simulazioni o proteste eccessive. Oppure un fallo tattico volto ad interrompere un’azione pericolosa. Poi ci sono anche infrazioni più “leggere”, ma ugualmente punibili con un giallo: il mancato rispetto della distanza regolamentare su calci di punizione, corner o rimesse, ma anche i ritardi volontari nella ripresa del gioco.

Detto ciò, attenzione: un giocatore già ammonito che commette una seconda infrazione meritevole di un secondo cartellino giallo viene espulso, trasformando la doppia ammonizione in cartellino rosso.

Cos’è il cartellino rosso: l’espulsione

Il cartellino rosso è la sanzione disciplinare più severa e comporta l’espulsione immediata dal terreno di gioco. Un calciatore espulso non può essere sostituito, lasciando la propria squadra in inferiorità numerica per il resto della partita. Inoltre, egli viene anche squalificato per almeno una giornata successiva.

La principale causa di espulsione diretta è il gioco violento o la condotta gravemente scorretta. Al di là della condotta violenta verso avversari e compagni però, viene sanzionato anche il comportamento nei confronti dell’arbitro qualora vengono rilevati linguaggi o gesti offensivi. Infine, c’è il fallo da ultimo uomo: si tratta di falli che impediscono una chiara occasione da rete e che meritano un’espulsione diretta.

Questa misura drastica serve a tutelare sia la correttezza della competizione sia l’incolumità dei giocatori.

L’introduzione dei cartellini ha avuto un enorme impatto sulla chiarezza delle decisioni arbitrali. Prima del loro utilizzo, molte sanzioni non erano immediatamente comprensibili a pubblico e giocatori. Con il giallo e il rosso, invece, la comunicazione è diventata universale e inequivocabile: tutti sanno immediatamente quale sia la decisione presa dall’arbitro. Cartellino giallo e rosso rappresentano anche un messaggio di rispetto e responsabilità. La loro funzione non è solo quella di punire, ma di educare: attraverso le sanzioni disciplinari, si costruisce un contesto in cui regole e correttezza diventano parte integrante del gioco.

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