Barriere architettoniche, in Friuli Venezia Giulia i Peba sono già attivi in oltre metà dei Comuni

La Regione fa il punto sull’accessibilità: 127 amministrazioni hanno adottato il piano, mentre per opere e cantieri sono stati assegnati quasi 8 milioni di euro.

01 ottobre 2026 18:08
Barriere architettoniche, in Friuli Venezia Giulia i Peba sono già attivi in oltre metà dei Comuni -
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La mappa dell’accessibilità in Friuli Venezia Giulia mostra un percorso già avviato in molti territori: oggi sono 127 i Comuni che hanno adottato il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, su un totale di 215 amministrazioni locali.

Il dato, pari al 59,07% del totale regionale, emerge dal monitoraggio sull’applicazione della legge regionale 10/2018 illustrato dall’assessore alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante. Accanto allo stato dei Peba, la Regione ha aggiornato anche il quadro delle risorse stanziate per la progettazione e per gli interventi concreti negli spazi pubblici.

Risorse già assegnate tra piani e lavori

Per sostenere la predisposizione e l’aggiornamento dei Piani, l’amministrazione regionale ha finanziato 143 Comuni, mettendo a disposizione 1.427.203 euro. Non tutti, però, hanno concluso l’iter: 46 enti devono ancora arrivare all’adozione definitiva.

Il passaggio successivo riguarda le opere. In questa fase la Regione ha già sostenuto 108 interventi distribuiti in 71 Comuni, con un investimento complessivo di 7.947.907 euro. L’obiettivo è tradurre la ricognizione delle criticità in lavori su edifici pubblici, percorsi urbani e aree aperte alla collettività.

Accessibilità in Friuli Venezia Giulia, il 59% dei Comuni ha adottato il Peba

Perché il Peba conta anche per i contributi

Il Piano non è soltanto un documento di indirizzo. Per i Comuni rappresenta anche la condizione necessaria per accedere ai finanziamenti regionali destinati all’abbattimento delle barriere architettoniche.

In questi anni il Peba è diventato uno strumento utile per ordinare le priorità, individuare i punti più critici e programmare gli interventi in modo più coerente. Tutti gli ex capoluoghi del Friuli Venezia Giulia hanno già compiuto questo passaggio.

L’adozione più recente è quella di Trieste, che il 18 maggio 2026 ha approvato in Consiglio comunale il Piano riferito ai rioni di Servola, Chiarbola e San Giacomo.

Linee guida, università e strumenti digitali

Un elemento considerato rilevante dalla Regione è l’impatto delle Linee guida predisposte per accompagnare gli enti locali. Dei 127 Peba già adottati, 97 sono arrivati dopo l’introduzione di questo supporto operativo: una quota che corrisponde al 45,12% dei Comuni del Friuli Venezia Giulia.

Le Linee guida sono state sviluppate con il coinvolgimento delle Università di Udine e Trieste e del Criba Fvg, il Centro regionale d’informazione su barriere architettoniche e accessibilità. L’impostazione scelta guarda non solo alla rimozione degli ostacoli già presenti, ma anche a una progettazione universale capace di rendere più fruibili edifici, strade, piazze e servizi.

Dal 2024 i Comuni possono inoltre utilizzare l’applicativo PEBA FVG, pensato per rilevare in modo uniforme le criticità negli edifici e nei percorsi urbani, costruendo una banca dati consultabile ed esportabile anche verso sistemi Gis esterni.

A questo si affianca il portale FVG Accessibile, che rende disponibili dati e informazioni sia alle amministrazioni sia ai cittadini. All’interno del servizio è presente anche la funzione “Segnala la barriera”, con cui è possibile comunicare direttamente ai Comuni le problematiche riscontrate negli spazi pubblici.

Nel quadro tracciato dalla Regione, la disponibilità di dati omogenei e aggiornati resta uno dei passaggi centrali per decidere dove intervenire prima e utilizzare in modo più efficace le risorse destinate all’accessibilità sul territorio.

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