Ad Aquileia il Calice Dora 2026: riconoscimenti anche a un produttore del Friuli e focus sul dialogo con l’Istria

Nell’appuntamento ospitato da ItinerAnnia premiati Fausto Ghenda, l’azienda Donda e Vina Medea. Degustazioni guidate e chiusura con Enos Costantini.

01 giugno 2026 18:41
Ad Aquileia il Calice Dora 2026: riconoscimenti anche a un produttore del Friuli e focus sul dialogo con l’Istria -
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Il territorio udinese entra tra i protagonisti dell’edizione 2026 di Calice Dora, il premio dedicato ai vini della DOC Annia che si è svolto ad Aquileia all’interno di ItinerAnnia. Tra i nomi messi in evidenza dalla rassegna c’è infatti quello di Fausto Ghenda, produttore di Marano Lagunare, premiato per il miglior bianco.

La manifestazione ha confermato una formula che unisce selezione enologica, assaggi guidati e racconto delle radici produttive dell’Alto Adriatico. Accanto alle etichette friulane, spazio anche al confronto con l’Istria, in una giornata costruita attorno a vitigni, territori e tradizioni che hanno molti punti di contatto.

Per la categoria dei bianchi il riconoscimento è andato alla Malvasia 2025 di Fausto Ghenda. Sul fronte dei rossi, la giuria ha indicato il Refosco dal Peduncolo Rosso dell’azienda Donda di Aquileia. Il voto del pubblico ha invece premiato Vina Medea di Vodnjan, in Croazia, con la Malvasia Istriana 2025, destinataria del Premio del Cuore.

Calice Dora 2026, a ItinerAnnia premiati i migliori vini della DOC Annia
Calice Dora 2026, a ItinerAnnia premiati i migliori vini della DOC Annia

Un premio che guarda anche al territorio udinese

Per Prima Udine il dato più interessante è la presenza, tra i vincitori, di una realtà di Marano Lagunare, a conferma del peso che l’area friulana continua ad avere nella valorizzazione delle produzioni legate alla DOC Annia. Il riconoscimento assegnato a Ghenda porta così in primo piano una zona che, pur con una sua identità precisa, dialoga da sempre con il più ampio paesaggio vitivinicolo della fascia lagunare e aquileiese.

L’iniziativa non si è limitata alla consegna dei premi, ma ha puntato su un taglio culturale e divulgativo. La rassegna ha infatti messo al centro non soltanto la qualità dei vini in concorso, ma anche il rapporto tra produzioni locali, turismo e memoria storica del Nord Adriatico.

Degustazioni guidate e confronto con l’altra sponda dell’Adriatico

Per il secondo anno l’organizzazione tecnica del premio è stata seguita dalla sommelier Barbara Diana Pupolin, con la collaborazione di Emil Perdec, sommelier istriano, docente HSK e già due volte Miglior Sommelier di Croazia. Il loro lavoro ha accompagnato il confronto tra vini autoctoni friulani e produzioni croate, mettendo in rilievo caratteristiche comuni e differenze stilistiche.

Calice Dora 2026, a ItinerAnnia premiati i migliori vini della DOC Annia
Calice Dora 2026, a ItinerAnnia premiati i migliori vini della DOC Annia

Il percorso di assaggio è stato arricchito dagli abbinamenti gastronomici, con formaggi ovocaprini istriani Istraski Sir Agrolaguna dop di Parenzo e con i prodotti dell’azienda Bordiga di Bagnaria Arsa, nel territorio udinese. Un elemento che ha dato alla giornata un taglio ancora più concreto, legando il vino alla filiera agroalimentare e alle eccellenze che si muovono tra Friuli e Istria.

Calice Dora 2026, a ItinerAnnia premiati i migliori vini della DOC Annia
Calice Dora 2026, a ItinerAnnia premiati i migliori vini della DOC Annia

Il contributo dei collaboratori e la chiusura affidata a Costantini

Nel corso dell’appuntamento è stato ricordato anche il supporto operativo di Camilla e Viola, citate dagli organizzatori per il lavoro svolto durante la mescita e per il contributo alla buona riuscita dell’iniziativa.

Calice Dora 2026, a ItinerAnnia premiati i migliori vini della DOC Annia
Calice Dora 2026, a ItinerAnnia premiati i migliori vini della DOC Annia

Calice Dora 2026, a ItinerAnnia premiati i migliori vini della DOC Annia
Calice Dora 2026, a ItinerAnnia premiati i migliori vini della DOC Annia

A chiudere la giornata è stato l’intervento del professor Enos Costantini, agronomo e studioso della storia della viticoltura altoadriatica, con un approfondimento dedicato a “Malvasia e Terrano”. Il suo contributo ha collocato il premio dentro una cornice più ampia, fatta di vicende agricole, identità locali e percorsi comuni tra le comunità affacciate sull’Alto Adriatico.

Nel complesso, Calice Dora 2026 ha confermato una linea precisa: valorizzare le etichette della DOC Annia e, allo stesso tempo, costruire un racconto che tenga insieme qualità del vino, cultura del territorio e relazioni con l’area istriana. Un’impostazione che, per il Friuli e anche per l’udinese, continua a rappresentare un segnale interessante.

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