Fauner porta la fiamma a Verona: 32 anni dopo Lillehammer lo sci nordico torna protagonista | VIDEO

Milano Cortina chiude all’Arena di Verona: Fauner e i fondisti di Lillehammer protagonisti, emozione azzurra.

22 febbraio 2026 22:20
Fauner porta la fiamma a Verona: 32 anni dopo Lillehammer lo sci nordico torna protagonista | VIDEO -
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La cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Milano Cortina, andata in scena stasera all’Arena di Verona, ha regalato uno dei momenti più significativi dell’intera manifestazione. A portare la fiamma olimpica è stato Silvio Fauner, protagonista assoluto dello sci nordico italiano e simbolo di quella storica staffetta di Lillehammer 1994 che, il 22 febbraio di 32 anni fa, consegnò all’Italia una delle vittorie più iconiche di sempre.Con Fauner erano presenti anche Maurilio De Zolt, Marco Albarello e Giorgio Vanzetta, i quattro fondisti di Lillehammer che hanno segnato un’epoca e che oggi sono tornati al centro della scena olimpica in un passaggio carico di significato. Una scelta rimasta riservata fino all’inizio della cerimonia, mantenuta volutamente top secret, che ha colto di sorpresa il pubblico e gli spettatori collegati in tutto il mondo.

Una presenza tutt’altro che scontata, soprattutto alla luce della polemica che aveva accompagnato le settimane precedenti. Il mancato coinvolgimento iniziale dei quattro di Lillehammer come tedofori aveva acceso il dibattito, ma il confronto diretto avvenuto a Predazzo, in occasione della sprint di fondo, ha chiuso definitivamente la questione. L’incontro tra Fauner e il presidente della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò, sancito da uno sguardo e da una stretta di mano, ha riportato la vicenda su binari di rispetto e riconoscimento reciproco.

«Essere all’Arena di Verona – ha spiegato Fauner – nella cerimonia di chiusura di un’Olimpiade che ha lasciato il segno sia per l’organizzazione sia per i risultati sportivi è stata un’emozione fortissima. Parliamo di un’edizione storica, quella con il maggior numero di medaglie italiane. Per me è stata una grande soddisfazione personale, ma soprattutto un omaggio allo sci nordico».

A rendere il momento ancora più simbolico è stata la coincidenza con l’anniversario esatto dell’impresa di Lillehammer. «Trovarmi lì proprio il 22 febbraio – ha aggiunto – ha dato a tutto un valore ancora più profondo». Un ritorno carico di memoria, ma anche di attualità, che ha collegato passato e presente dello sport azzurro.

Subito dopo il passaggio della fiamma, un’altra immagine ha rafforzato il peso simbolico della serata: Lisa Vittozzi, anche lei sappadina, ha fatto il suo ingresso come portabandiera. Un passaggio di testimone ideale tra generazioni e discipline diverse, unite dallo stesso territorio.

La cerimonia di chiusura di Milano Cortina ha così evidenziato una forte presenza del Friuli Venezia Giulia sotto i riflettori internazionali. Fauner e Vittozzi hanno rappresentato due volti dello sport azzurro che, a distanza di decenni, continuano a raccontare una storia fatta di continuità, lavoro e risultati.

In un’Arena di Verona seguita da milioni di spettatori, non è stata celebrata solo la fine dei Giochi ma anche un pezzo di identità sportiva italiana, che da Lillehammer arriva fino a Milano Cortina, senza perdere significato.

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