Udine apre Collega-Menti con una platea di ragazzi: il Giovanni da Udine accoglie oltre mille studenti
Il festival dell’Università di Udine ha inaugurato l’edizione 2026 davanti a una platea gremita.
UDINE - Più di mille studenti delle scuole secondarie di secondo grado del Friuli Venezia Giulia hanno riempito questa mattina il Teatro Nuovo Giovanni da Udine per l’apertura di Collega-Menti, il festival di divulgazione scientifica e culturale promosso dall’Università degli Studi di Udine. L’edizione 2026, dedicata al tema degli “Equilibri”, è entrata nel vivo con un debutto da tutto esaurito e con un programma che proseguirà fino a domenica 4 ottobre tra Udine, Gorizia, Pordenone e Gemona.
La giornata inaugurale, già annunciata nei dettagli del programma di Collega-Menti 2026, ha portato nel principale teatro cittadino una platea giovanissima, chiamata a confrontarsi con i temi della scienza, della società e della vita quotidiana attraverso incontri e attività pensate per rendere accessibili ricerca e conoscenza.
L’apertura al Giovanni da Udine
A dare il via alla quarta edizione della rassegna è stato il rettore Angelo Montanari, che ha richiamato il valore della complessità, del dialogo tra competenze e dell’onestà intellettuale. Nel suo intervento ha spiegato che il festival nasce per mettere insieme anima scientifica, tecnologica e umanistica e per offrire uno spazio di incontro reale, in presenza, in un’epoca segnata dalla comunicazione virtuale.
Accanto a lui sono intervenuti anche Federico Pirone, assessore alla Cultura del Comune di Udine, e Alessia Rosolen, assessore regionale all’Università. Pirone ha ricordato il rapporto tra Ateneo e territorio, nato anche dalla stagione della ricostruzione dopo il terremoto, mentre Rosolen ha collegato la manifestazione alla scelta compiuta dal Friuli cinquant’anni fa di investire sulla conoscenza.
La curatrice scientifica Barbara Gallavotti ha poi concentrato l’attenzione sul filo conduttore dell’edizione 2026, osservando come la perdita di equilibrio, dal clima all’impatto dell’intelligenza artificiale, possa diventare anche una condizione da cui far nascere modelli nuovi.
Lo spettacolo-laboratorio con Marco Testa
A presentare la mattinata è stato il conduttore Rai Marco Carrara. Dopo i saluti istituzionali, il pubblico ha seguito lo spettacolo-laboratorio “Tubology - La scienza del tubo”, proposto dal fisico e formatore Marco Testa dell’Università di Milano-Bicocca.
Nei panni del professor Farluk, Testa ha trasformato la fisica in una dimostrazione dal vivo costruita con oggetti quotidiani, senza formule astratte, coinvolgendo direttamente gli studenti. L’obiettivo era mostrare in modo accessibile e dinamico le leggi della materia, puntando su meraviglia, immaginazione e metodo scientifico.
Cosa prevede il festival fino al 4 ottobre
Il cartellone proseguirà fino a domenica con numeri ampi: saranno 20 i luoghi coinvolti nel centro di Udine, Gorizia, Pordenone e Gemona. Gli spazi scelti vanno dall’ex Chiesa di San Francesco alla Fondazione Friuli, da Casa Cavazzini alla Camera di Commercio, fino ai teatri Giovanni Da Udine e San Giorgio.
Nel complesso sono previsti 20 incontri, 23 laboratori e altri 11 eventi speciali. Tra questi figurano una mostra, due spettacoli teatrali e un concerto. A questo si aggiunge la grande vetrina allestita nella chiesa di San Francesco, dove trovano spazio 19 esposizioni dedicate alla ricerca dell’Ateneo friulano.
Il festival coinvolge quindi non solo il pubblico scolastico, ma anche cittadini, famiglie e appassionati interessati ai temi della divulgazione.
L’inaugurazione di oggi al Giovanni da Udine ha aperto ufficialmente un programma distribuito su quattro giornate, con 20 incontri, 23 laboratori, 11 eventi speciali e 19 esposizioni nella chiesa di San Francesco dedicate alla ricerca dell’Università di Udine.