Cornino, nella colonia dei grifoni compare una specie rarissima: in Italia era successo solo un’altra volta
Alla Riserva del lago di Cornino identificato un giovane grifone di Rueppell, avvoltoio africano in pericolo critico. Il 6 settembre torna la giornata dedicata alla colonia.
La colonia di grifoni del lago di Cornino torna al centro dell’attenzione scientifica con una presenza fuori dall’ordinario: tra gli avvoltoi osservati nell’area protetta di Forgaria nel Friuli è stato riconosciuto un giovane grifone di Rueppell, specie africana considerata tra le più rare da vedere in Italia.
Per il territorio udinese si tratta di una segnalazione di grande interesse, perché questo avvoltoio subsahariano non solo è classificato in pericolo critico di estinzione, ma risulta comparso nel nostro Paese soltanto in un altro caso documentato. Quella rilevata a Cornino è inoltre una delle osservazioni più a nord mai registrate per la specie.
L’esemplare è stato notato nell’area di alimentazione della Riserva naturale regionale del lago di Cornino, gestita dalla Coop Pavees. I tecnici si sono accorti quasi subito che uno degli individui presenti mostrava caratteristiche diverse dagli altri grifoni della colonia: corporatura un po’ più contenuta, piumaggio con segni chiari e una tonalità particolare nella parte inferiore delle ali.
Il riconoscimento dopo controlli e confronto con gli esperti
La conferma non è arrivata in modo immediato. Sono servite osservazioni ripetute, verifiche sulle immagini raccolte dalla webcam della Riserva e il confronto con specialisti internazionali. Al termine degli approfondimenti, il direttore scientifico Fulvio Genero ha identificato l’animale come un individuo immaturo di Gyps rueppellii.
Questa specie vive principalmente nell’Africa subsahariana ed è minacciata da più fattori, tra cui il bracconaggio, gli avvelenamenti e la progressiva perdita degli habitat naturali. La sua comparsa in Friuli assume quindi un valore che va oltre il semplice avvistamento naturalistico.
Presenza documentata da maggio nella Riserva friulana
Le analisi delle riprese hanno permesso di stabilire che il giovane esemplare frequenta Cornino almeno dal mese di maggio 2026. I responsabili della colonia continueranno a seguirne i movimenti per capire quanto a lungo resterà nell’area prima di ripartire.
Secondo quanto spiegato dalla Riserva, alcuni grifoni di Rueppell possono aggregarsi agli avvoltoi europei durante lo svernamento in Africa e poi spostarsi con loro verso il continente europeo, soprattutto in direzione della penisola iberica. In Italia, però, i casi restano rarissimi: il precedente noto risale alla Sicilia, nel 2019.
Il 6 settembre la giornata simbolo della Riserva
L’avvistamento arriva a ridosso di uno degli appuntamenti più seguiti organizzati a Cornino. Domenica 6 settembre 2026 è infatti in programma “Vivi e liberi di volare”, iniziativa che richiama appassionati, famiglie e osservatori della fauna attorno al lavoro portato avanti nella Riserva da trent’anni.
La mattinata prenderà il via alle 10 con visite guidate gratuite al Centro visite e nell’area del lago. Nel pomeriggio spazio agli aggiornamenti scientifici sulla situazione delle colonie che gravitano attorno a Cornino, con un focus sul bilancio della stagione riproduttiva 2025/26 e uno sguardo a quanto avviene negli altri Paesi.
Nel programma è prevista anche una parte dedicata alle altre specie che popolano il sito. Oltre ai grifoni, la Riserva conserva infatti un ambiente molto particolare, descritto come quasi mediterraneo pur all’interno di un contesto prealpino, dove trovano spazio numerose presenze animali e vegetali. Tra i simboli dell’area resta il gufo reale.
Nel pomeriggio la liberazione di tre giovani esemplari
Il momento più atteso della giornata è fissato alle 16, quando tre giovani grifoni saranno rimessi in libertà. Gli animali fanno parte di un gruppo sottoposto a cattura nell’ambito di periodiche indagini sanitarie realizzate con il dottor Stefano Pesaro dell’Università di Udine e con il Centro di Ricerca e Coordinamento per il Recupero della Fauna Selvatica.
Dopo controlli e cure, i tre esemplari torneranno quindi in natura. Il presidente della Coop Pavees, Luca Sicuro, ha spiegato che questa operazione si inserisce nel lavoro di gestione e monitoraggio della colonia friulana.
Le colonie delle Alpi Orientali tra crescita e criticità
Durante l’incontro del 6 settembre sarà affrontato anche il quadro più ampio delle colonie collegate a Cornino. Nel tempo, secondo Genero, i grifoni hanno sviluppato una maggiore autonomia e ampliato in modo significativo le aree percorse per cercare cibo, consolidando così il loro ruolo ecologico nell’ambiente alpino orientale.
Tra gli elementi che hanno favorito questa evoluzione vengono indicati la presenza di avvoltoi di origini diverse sulle Alpi Orientali, l’aumento dei mammiferi carnivori, che rende più disponibile il nutrimento sul territorio, e la permanenza di forme di pastorizia tradizionale. Questi fattori hanno sostenuto un andamento definito discreto nelle nascite, nonostante il minore apporto alimentare nel punto di alimentazione della Riserva.
Non mancano però i problemi. In alcune colonie, incendi e disturbi localizzati hanno compromesso l’involo dei giovani. Sarà anche su questi aspetti che si concentrerà una parte del confronto pubblico in programma a Cornino, in una giornata che per il Friuli rappresenta insieme divulgazione, monitoraggio e tutela concreta della fauna.