Da Buttrio a Trieste, sessant’anni di impresa: riconoscimento regionale alla famiglia Paravano
La storica azienda con sede a Buttrio è stata premiata dal presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin per il percorso costruito in Friuli Venezia Giulia.
C’è anche un pezzo di territorio udinese nel riconoscimento consegnato in Consiglio regionale alla famiglia Paravano, alla guida di Idrotermica Buttrio. L’azienda, nata e cresciuta nel comune alle porte di Udine, ha tagliato il traguardo dei sessant’anni di attività e per questo è stata ricevuta a Trieste dal presidente dell’assemblea regionale Mauro Bordin.
All’incontro di martedì 27 ottobre hanno preso parte Annalisa Paravano, oggi amministratrice delegata, insieme al fondatore Niveo Paravano e ad Adriana Tulisso, figura centrale nella crescita dell’impresa familiare. Nel corso della visita è stata consegnata una targa come segno di apprezzamento per il contributo offerto in questi decenni al Friuli Venezia Giulia.
Un’azienda del territorio che guarda avanti
Per Buttrio e più in generale per l’area udinese, la storia di Idrotermica rappresenta quella di una realtà che ha saputo consolidarsi nel tempo senza perdere il proprio radicamento locale. Oggi il testimone è nelle mani di Annalisa Paravano, chiamata a proseguire un percorso costruito nel tempo dalla famiglia.
La stessa Annalisa Paravano ha definito il confronto con il presidente del Consiglio regionale «molto costruttivo e piacevole», sottolineando il clima accogliente dell’incontro e la possibilità di raccontare il cammino dell’azienda, ma anche le difficoltà quotidiane e le prospettive di un comparto in continua evoluzione.
Dalle origini agli anni della ricostruzione
La vicenda imprenditoriale parte dal 1966, quando Niveo Paravano, allora poco più che ventenne, avviò un’attività nel campo degli impianti elettrici, idraulici e termici. Da lì è iniziato uno sviluppo che ha attraversato stagioni molto diverse, mantenendo però una forte impronta familiare.
Nel colloquio a Trieste il fondatore ha ripercorso i primi anni, soffermandosi anche sul sostegno decisivo della moglie Adriana. Nel racconto sono riemersi pure i rapporti avuti con il Canada e l’esperienza legata alla fase della ricostruzione successiva al terremoto del 1976, passaggio che ha segnato profondamente molte imprese friulane.
Il nodo della formazione e dei giovani
Uno dei temi portati all’attenzione delle istituzioni riguarda il futuro del settore. Annalisa Paravano ha richiamato la necessità di percorsi scolastici più vicini al mondo dell’impiantistica, evidenziando una carenza che pesa sulle aziende anche in un territorio produttivo come quello friulano.
Nel confronto si è parlato anche delle opportunità professionali da far conoscere alle nuove generazioni. L’azienda ha ricordato la propria presenza in diverse aree del Friuli Venezia Giulia, con lavori realizzati anche a Udine oltre che a Trieste, Lignano e Grado, ribadendo quanto sia importante creare un collegamento più forte tra scuola, mestieri tecnici e imprese locali.
Il valore delle persone dentro l’impresa
Durante l’incontro è emersa con chiarezza la visione della famiglia Paravano sul lavoro in azienda: al centro ci sono le persone, considerate collaboratori prima ancora che dipendenti. Un’impostazione che, nel tempo, ha accompagnato la crescita dell’attività e la gestione dei progetti più impegnativi.
Consegnando il riconoscimento, Mauro Bordin ha rimarcato il peso di una storia imprenditoriale che unisce continuità familiare e legame con il territorio. Il presidente ha richiamato inoltre l’importanza della formazione, dei mestieri manuali e della possibilità, per i giovani, di trovare anche in Friuli Venezia Giulia occasioni di lavoro qualificate e una buona qualità della vita.
Per il territorio udinese, il traguardo raggiunto da Idrotermica Buttrio assume così un significato che va oltre la celebrazione aziendale: racconta la tenuta di un’impresa locale, la sua capacità di attraversare le generazioni e il confronto aperto con le sfide che attendono il sistema produttivo friulano.