Da Udine a Claut, il dibattito sulle terre alte passa dal cibo: una giornata di studio alla Dolomiti Mountain School

Il 23 ottobre a Claut confronto tra studiosi, imprese e operatori: nel programma anche l’intervento di Elisa Qualizza e dell’ex docente dell’Università di Udine Raffaele Testolin.

21 ottobre 2026 20:01
Da Udine a Claut, il dibattito sulle terre alte passa dal cibo: una giornata di studio alla Dolomiti Mountain School -
Condividi

Il rapporto tra montagna, produzione alimentare e vita delle comunità torna al centro di un appuntamento che interessa da vicino anche il territorio udinese. Venerdì 23 ottobre, a Claut, la Dolomiti Mountain School dedica un’intera giornata a un tema che unisce economia, paesaggio, saperi locali e nuove opportunità per le aree alpine.

L’incontro si intitola “Anche nel cibo la montagna insegna qualcosa” e si terrà nella Sala Convegni dell’Albergo Dolomiti, in via A. Giordani 4, con sessioni previste dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 18. L’idea di fondo è chiara: osservare il cibo non solo come elemento culturale o richiamo turistico, ma come parte concreta del futuro delle terre alte.

Per Prima Udine, l’appuntamento assume un rilievo particolare anche per la presenza di voci legate al nostro territorio e a istituzioni che operano su scala pordenonese e udinese. Tra queste Elisa Qualizza, responsabile dell’Ufficio Statistica della Camera di commercio Pordenone-Udine, chiamata a proporre una lettura socioeconomica della montagna del Friuli Venezia Giulia.

Un programma che incrocia ricerca, agricoltura e comunità

La giornata si aprirà con gli interventi istituzionali di Pierpaolo Zanchetta, del Servizio biodiversità della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, e del sindaco di Claut Federico Francesco Tomè. A introdurre i lavori sarà Gianpaolo Carbonetto, giornalista e studioso delle culture alpine, oltre che coordinatore della scuola.

Nella prima parte troveranno spazio anche Irma Visalli, che affronterà il legame tra paesaggio, cibo e comunità nelle Dolomiti Patrimonio Mondiale, e le antropologhe Iolanda Da Deppo e Daniela Perco, che porteranno l’attenzione sul patrimonio di conoscenze costruito attorno alla terra e alle pratiche tradizionali.

Un passaggio significativo sarà quello affidato ad Annalisa Bonfiglioli, vicepresidente della Cooperativa Cramars e autrice della biografia “Il mondo di Gianni Cosetti”. Il suo intervento, dedicato alla figura del cuoco carnico, offrirà uno spunto su una cucina di montagna capace di tenere insieme identità e innovazione. A chiudere la mattinata sarà Ursula Puntel, con un approfondimento sulle erbe spontanee e sul loro intreccio con alimentazione, salute e saperi del territorio.

Lo sguardo udinese sulle trasformazioni della montagna

Nel pomeriggio entreranno in scena i temi della produzione agricola e delle prospettive economiche. Tra i relatori figura Raffaele Testolin, già docente all’Università di Udine ed esperto di genetica agraria e frutticoltura, che interverrà sulla storia delle piante e sul legame costruito nel tempo tra uomo e coltivazioni.

Accanto a lui ci saranno Giannandrea Mencini, che parlerà della “battaglia dei semi”, e Pierpaolo Rovere, direttore tecnico della Fondazione Agrifood & Bioeconomy FVG, con un focus sulle possibilità aperte dai prodotti innovativi collegati al cibo e alle risorse forestali nell’ambito della bioeconomia montana.

Non mancheranno le testimonianze dirette di chi oggi lavora nelle terre alte. Carlo e Chiara Santarossa, dell’Azienda Agricola Saliet di Claut, racconteranno l’esperienza delle piante officinali coltivate in quota e il loro utilizzo in cucina. Francesco Ferraro, giovane imprenditore di Borgo Titol a Tramonti di Sopra, porterà invece il proprio percorso imprenditoriale con un intervento dedicato al passaggio “dalle radici al futuro”.

Dal rifugio all’impresa agricola, i casi concreti

Il programma prevede anche la testimonianza di Marica Freschi, gestrice del Rifugio Pordenone a Cimolais, che si soffermerà sui cambiamenti nella ristorazione in quota. La conclusione sarà affidata a una tavola rotonda, pensata per mettere in dialogo approcci diversi: quello accademico, quello delle istituzioni e quello delle attività economiche che cercano spazio in montagna.

Nel complesso, l’iniziativa propone una lettura ampia del tema alimentare: semi, erbe, ricette, coltivazioni, imprese e accoglienza diventano tasselli di un discorso più grande, che riguarda la tenuta sociale ed economica delle comunità alpine. Un confronto che, pur svolgendosi a Claut, tocca da vicino anche l’area udinese per relazioni, competenze e modelli di sviluppo condivisi.

La partecipazione è gratuita, ma è richiesta l’iscrizione entro le 14 di giovedì 22 ottobre. Sono inoltre previsti crediti formativi per gli iscritti all’Albo dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali, in base alla presenza effettiva, oltre all’attestato di frequenza per chi ne farà richiesta. L’appuntamento rientra nella decima edizione della Dolomiti Mountain School, organizzata con la collaborazione del Comune di Claut e degli enti che accompagnano il percorso della scuola.

Segui Prima Udine