Da Udine a Terzo d’Aquileia, prende forma un patto civico per salvare la memoria friulana
All’incontro di Lidrîs d’Artuì è emersa l’idea di una rete tra Comuni e associazioni per dare continuità a storie, simboli e luoghi dell’area aquileiese.
Non solo una commemorazione, ma un progetto destinato a proseguire nel tempo. A Terzo d’Aquileia, nel quadro della decima edizione di Lidrîs d’Artuì, si è fatto un passo in più: trasformare una ricorrenza dal forte valore simbolico in una rete civica stabile, capace di tenere insieme amministrazioni, realtà associative e sensibilità culturali attorno alla memoria del territorio.
La proposta è stata rilanciata dal Fogolâr Civic di Udin durante l’incontro pubblico del 28 agosto 2026, ospitato nella storica sede municipale di via 2 Giugno 65. Per il mondo udinese coinvolto nell’iniziativa, l’obiettivo è chiaro: evitare che un patrimonio fatto di racconti, riferimenti storici e luoghi identitari si disperda, soprattutto nell’area che gravita attorno ad Aquileia.
L’appuntamento di Terzo d’Aquileia, nato nel 2017, negli anni ha assunto un profilo sempre più riconoscibile anche per chi segue da Udine le iniziative legate alla cultura friulana e alla cittadinanza attiva. Il nucleo della manifestazione resta il richiamo alla figura di Magno Massimo, legata nella tradizione a quel filone storico e mitico che conduce fino al racconto di re Artù.
Secondo la ricostruzione ricordata dagli organizzatori, l’imperatore usurpatore venne messo a morte il 28 agosto del 388 al terzo miglio fuori Aquileia. Su questo episodio il sodalizio udinese ha costruito, nel tempo, una cerimonia civile che intreccia memoria, identità friulana e dimensione europea.
Un’iniziativa che parte da Terzo ma parla anche a Udine
All’incontro hanno preso parte, accanto al Fogolâr Civic di Udin e sotto l’egida di ARLeF e dell’Arengo udinese, anche il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic”, il Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl”, il Club per l’Unesco di Udine/Udin e il Coordinamento Civico Udinese “Borgo Stazione”.
A ricevere i partecipanti è stato il sindaco di Terzo d’Aquileia, Giosualdo Quaini. Dal confronto è emersa una disponibilità concreta a costruire un coordinamento dedicato alla memoria locale, con l’idea di mettere in relazione esperienze diverse ma unite dalla stessa attenzione per la storia civile del Friuli.
Il rapporto tra il Comune e questa esperienza non nasce oggi. Già nel 2025 Quaini era stato accolto a Udine per la dedica annuale poi lanciata dal ponte “ad tertium lapidem”, segnale di un legame che negli anni si è consolidato tra il capoluogo friulano e Terzo d’Aquileia.
Il momento simbolico sul porto fluviale
Dopo il confronto in municipio, la manifestazione si è spostata sulla banchina del porto fluviale, dove ha trovato spazio il passaggio più visibile e rappresentativo dell’intera giornata. È stato infatti mostrato il Tricolore Civico Europeo, un vessillo di dieci metri firmato da Mirella Valzacchi, ricordata come l’ultima delle sarte “pasquottine” di Udine.
Nel drappo si incontrano il blu e il giallo dell’Europa, colori che richiamano anche Aquileia e il Friuli, insieme al bianco della toga virile romana, evocazione della cittadinanza. Un insieme di riferimenti che dà alla cerimonia un taglio non solo storico, ma anche civile.
Dal ponte è stata poi deposta nel fiume una corona d’alloro dedicata “a ducj i Artuìs dal mont ricuardant il prin”, omaggio rivolto idealmente a tutti gli “Artù” di ogni tempo. La giornata si è completata con una seconda corona collocata presso il ponte attraversato dalla Ciclovia Alpe-Adria.
Memoria storica, lingua friulana e partecipazione
Nel dibattito è tornato più volte un tema di fondo: usare una data storica come occasione per ragionare oggi su cittadinanza, solidarietà e coscienza europea. Il Fogolâr Civic interpreta infatti la figura di Magno Massimo anche come richiamo contemporaneo a una cultura civile attenta alla difesa del prossimo e al rifiuto di soprusi e bullismo.
Tra gli interventi conclusivi ha trovato spazio quello di Pietro Mangiacapra, giovane di Glaunicco di Camino al Tagliamento, ex alunno dell’Istituto comprensivo di Codroipo ed ex Sindaco dei Ragazzi della cittadina. Nel suo contributo in marilenghe ha ricordato quanto la storia del Friuli sia ancora poco conosciuta e quanto iniziative come questa possano aiutare a renderla più presente nella coscienza collettiva.
Per l’Arengo udinese erano presenti la procurator garante professoressa Maria Luisa Ranzato e la consiliarius del quintiere di Aquileia Marisa Celotti; per il direttivo del Fogolâr Civic di Udin è intervenuto il consigliere Mario Cozzi.
Le presenze in sala e il valore di una continuità
All’incontro hanno partecipato anche rappresentanze di AUSER e AVIS di Terzo d’Aquileia, con il presidente dell’AVIS locale Gianni Mariuzzi, il presidente emerito della Sociedad Friulana Buenos Aires Eduardo Dino Baschera e la coordinatrice del gruppo di studio di lingua, cultura e letteratura friulane “Furlans difûr – Furlans di cûr” Noemi Salva. È arrivato inoltre un saluto della presidente del Club per l’Unesco di Udine, Renata Capria D’Aronco.
Il segnale uscito da Terzo d’Aquileia, per Udine e per il resto del Friuli, è quello di una memoria che non vuole restare confinata a una sola data celebrativa. L’idea della rete civica nasce proprio da qui: dare continuità a un lavoro culturale diffuso, mettendo in collegamento persone, istituzioni e comunità che riconoscono nel passato locale una risorsa viva per il presente.
Se il progetto troverà sviluppo nei prossimi mesi, Lidrîs d’Artuì potrà diventare non soltanto un appuntamento identitario, ma anche il punto di partenza di una collaborazione più ampia tra Udine, Terzo d’Aquileia e le realtà che condividono la stessa attenzione per la storia civica friulana.