Dengue in Friuli Venezia Giulia: «tre casi, scatta la sorveglianza sanitaria»

Tre casi di Dengue in Fvg tra Trieste e Gradisca: infezioni importate, sorveglianza attiva e attenzione alla prevenzione.

20 marzo 2026 16:31
Dengue in Friuli Venezia Giulia: «tre casi, scatta la sorveglianza sanitaria» -
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Due casi accertati a Trieste e un terzo caso a Gradisca d’Isonzo, ancora in fase di accertamento. È questo il quadro comunicato da Asugi dopo le segnalazioni arrivate nelle giornate del 18 e 20 marzo 2026. Si tratta, secondo quanto reso noto, di persone rientrate da viaggi all’estero in aree considerate endemiche, con episodi che risultano importati e non collegati tra loro.

L’azienda sanitaria ha precisato di aver già attivato tutte le procedure previste dal Piano regionale 2025-2026 per la prevenzione, la sorveglianza e la risposta alle arbovirosi, intervenendo per quanto di competenza nella gestione dei casi umani di Dengue. In questa fase, però, non verrà effettuato alcun controllo straordinario dei vettori, misura che di norma viene adottata nei mesi di maggiore attività delle zanzare, quindi soprattutto durante l’estate e all’inizio dell’autunno.

L’elemento che emerge con maggiore chiarezza è che non si tratta di contagi sviluppati localmente, ma di infezioni contratte fuori dai confini regionali. Per questo motivo il sistema sanitario regionale mantiene alta l’attenzione, ma senza far scattare misure eccezionali sul territorio dal punto di vista entomologico. La situazione viene seguita con la massima attenzione, anche alla luce della necessità di garantire una risposta rapida ogni volta che si verificano casi riconducibili a malattie trasmesse da vettori.

Il tema della tenuta del sistema sanitario e della capacità di risposta sul territorio resta centrale anche in altre vicende regionali, come dimostra il recente dibattito sulla sanità pubblica e sulle difficoltà degli ospedali di rete, affrontato anche nell’approfondimento su Latisana e il rischio cessione ai privati.

La Dengue è una malattia di origine virale provocata da quattro diversi sierotipi, indicati come Den-1, Den-2, Den-3 e Den-4. La trasmissione non avviene direttamente da persona a persona, ma attraverso la puntura di una zanzara che abbia punto in precedenza un soggetto infetto. È quindi il vettore a rendere possibile il passaggio del virus.

Una persona colpita dalla Dengue può avere il virus in circolo nel sangue per un periodo che va generalmente da due a sette giorni. In quella finestra temporale, una zanzara può prelevarlo e poi trasmetterlo a un altro individuo. È proprio per questo che la prevenzione si concentra tanto sul controllo dell’esposizione alle punture quanto sulla sorveglianza dei casi importati.

Nella maggior parte delle situazioni, l’infezione si presenta in forma asintomatica oppure con una sintomatologia lieve e autolimitante. Secondo i dati disponibili, circa l’80% dei casi non sviluppa manifestazioni cliniche rilevanti. Quando i sintomi compaiono, però, la Dengue può presentarsi con febbre alta improvvisa, forte cefalea, dolore dietro agli occhi, dolori muscolari e articolari, nausea, vomito, ingrossamento dei linfonodi, rash cutaneo ed episodi emorragici minori.

Si tratta di una sintomatologia che, nella maggior parte dei casi, tende a esaurirsi in meno di dieci giorni, ma che richiede comunque attenzione, soprattutto nei soggetti rientrati da Paesi in cui il virus è diffuso.

Il tema della prevenzione sanitaria e della corretta informazione alla popolazione è sempre più rilevante sul territorio, anche in relazione ad altre campagne di sensibilizzazione e salute pubblica, come quella raccontata nell’articolo su “Cena in salute” ad Aviano e la prevenzione che passa dalla tavola.

La prevenzione contro la Dengue continua a basarsi soprattutto su un principio semplice ma decisivo: evitare le punture di zanzara. L’uso di repellenti cutanei, indumenti adeguati, zanzariere e una maggiore attenzione agli ambienti domestici rappresentano le principali forme di protezione individuale.

Sul piano collettivo, resta fondamentale eliminare i ristagni d’acqua, luoghi ideali per la deposizione delle uova delle zanzare, e proseguire con azioni di contrasto ai vettori nei periodi più favorevoli alla loro proliferazione. Si tratta di una strategia che punta non solo alla tutela della salute individuale, ma anche alla protezione della comunità.

L’attenzione verso i rischi sanitari legati al territorio e agli stili di vita richiama anche altre recenti riflessioni su sicurezza e salute pubblica nel Nordest, come emerge dall’analisi sui dati choc della movida estiva a Jesolo nel progetto Off Limits.

Tra gli strumenti oggi disponibili c’è anche un vaccino destinato ai viaggiatori diretti in zone endemiche per la Dengue. È una possibilità recente, pensata proprio per chi si sposta verso Paesi dove il rischio di contrarre il virus è maggiore. Per questo, prima di partire, è sempre consigliabile informarsi in modo approfondito e valutare con il proprio medico o con i servizi sanitari dedicati ai viaggi internazionali le misure più adatte.

In un contesto in cui la mobilità internazionale aumenta e le malattie trasmesse da vettori possono tornare d’attualità anche in Europa, la rapidità nell’individuazione dei casi e la corretta informazione diventano strumenti essenziali. Un lavoro che si affianca alla quotidiana attività di aggiornamento e informazione sul territorio, come avviene anche attraverso la rassegna stampa video di Nordest24 e agli approfondimenti dedicati alle notizie del Friuli Venezia Giulia.

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