Friuli Doc riporta in piazza il Festival della Canzone Friulana: a Udine la finale con 15 inediti
Il concorso torna nel cuore della città dopo sei anni: appuntamento il 10 settembre in piazza Libertà con orchestra dal vivo e giuria dedicata.
Nel programma di Friuli Doc rientra quest’anno anche uno degli appuntamenti storici legati alla musica in marilenghe. A Udine, giovedì 10 settembre 2026, il Festival della Canzone Friulana ritrova il pubblico con la serata finale prevista alle 21 sul palco di piazza Libertà.
Per la città è un ritorno che pesa più del semplice dato artistico: dopo sei anni di stop, la manifestazione riprende posto dentro la festa più rappresentativa del centro udinese, riportando sotto i riflettori un repertorio contemporaneo scritto e cantato in friulano.
In concorso ci saranno quindici pezzi originali, scelti a partire da circa cinquanta candidature arrivate alla segreteria del Festival. I finalisti si presenteranno dal vivo accompagnati dall’orchestra guidata dal maestro Rudy Fantin, impegnato anche nella direzione artistica insieme a Marco Bianchi.
La finale nel cuore di Udine
L’inserimento della serata conclusiva nel cartellone della 32ª edizione di Friuli Doc rafforza il legame tra il festival e il centro cittadino. La scelta di piazza Libertà come sede della finale dà alla manifestazione una visibilità particolare e la riporta in uno spazio simbolico per gli eventi pubblici udinesi.
Secondo gli organizzatori, la nuova edizione ha raccolto una risposta superiore alle attese. Non soltanto per il numero delle proposte, ma anche per la varietà dei linguaggi musicali e dei testi, elemento che ha reso più articolata la selezione finale.
I brani scelti per la serata del 10 settembre
Sul palco arriveranno Brennero – Dismenteâ il me non di Gianluca Versolatto; Cence di te di Federica Copetti; Cjatâsi pierdût di Alvise Nodale e Cinque uomini sulla cassa del morto; Dîs minûts degli AccorDòs; Jenfri me e me di Margherita Zuccato; La balade dal pensionât di Franco Ferruglio; Lassimi l'amôr di Veronica Moro e Eliana Cargnelutti; Lassimi sumiâ di Franco Giordani; Mari mê di Monica Commisso; Nine nane di Michela Franceschina; Salvadie di Eva Tomat; Sot da ploe di Raffaello Indri; Stagjons di Emil Lenisa; Stele di Anna Viola e Strie di Marta Savorgnan.
La lista dei finalisti restituisce l’idea di un panorama composito, con interpreti e autori di generazioni diverse. È anche uno dei segnali che accompagnano la ripartenza del concorso, nato nel 1959 e rimasto per decenni un riferimento riconoscibile per la canzone friulana.
Una ripartenza che guarda anche ai più giovani
Il rilancio dell’iniziativa è stato promosso dall’Associazione musicale e culturale Armonie APS, che ha riportato il festival dentro Friuli Doc. Per il presidente Mattia Mestroni, tra gli aspetti più significativi di questa edizione c’è la presenza di numerosi giovani tra autori e interpreti, un elemento che può dare continuità al progetto anche negli anni successivi.
La partecipazione raccolta in fase di bando viene letta proprio in questa chiave: esiste ancora un interesse concreto verso la scrittura musicale in lingua friulana, non soltanto sul piano della memoria, ma anche come spazio creativo attuale.
La giuria e i sostegni all'edizione 2026
A guidare la giuria sarà Enrico Brun, autore, produttore e studio manager degli RCA Recording Studio di Milano. Con lui ci saranno Marco Bianchi, Rudy Fantin e Fabrizio Fontanot per la direzione artistica, Rossella Dosso per l’Arlef, Daniele Stolfo per Confindustria Udine, Nicola Angeli e Stefania Garlatti Costa in rappresentanza dell’Ente Friuli nel Mondo.
L’edizione 2026 viene realizzata con il contributo di Regione Friuli Venezia Giulia, Aclif e Banca360. Sono inoltre coinvolti il Comune di Udine e l’Arlef per il patrocinio, la Cooperativa Arte e Libro Onlus per la collaborazione e diversi media partner del territorio. Per Udine sarà una delle serate da seguire con maggiore attenzione dentro il calendario di Friuli Doc.