Povertà energetica in FVG: oltre 65mila residenti in difficoltà, cresce l’allarme bollette | VIDEO

Oltre 65mila residenti in FVG colpiti dalla povertà energetica: dati, cause e impatto su famiglie e imprese.

11 aprile 2026 07:25
Povertà energetica in FVG: oltre 65mila residenti in difficoltà, cresce l’allarme bollette | VIDEO -
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In Friuli Venezia Giulia oltre 65mila persone vivono una condizione di povertà energetica, un fenomeno che coinvolge più di 31mila famiglie e che rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi mesi. Si tratta di nuclei che faticano a sostenere le spese per energia elettrica e riscaldamento, con un impatto diretto sulla qualità della vita quotidiana.

Secondo le elaborazioni dell’Ufficio studi CGIA su dati Istat e OIPE, l’incidenza regionale si attesta al 5,5%, un valore inferiore alla media nazionale del 9,1%. Nonostante ciò, il fenomeno resta significativo e in evoluzione, anche alla luce dei recenti rincari energetici. In questo contesto si inseriscono anche altre criticità economiche del territorio, come evidenziato nell’analisi su imprese e intelligenza artificiale nel Nord Est, dove emerge una difficoltà diffusa nell’affrontare le nuove sfide economiche.

A livello nazionale, le situazioni più complesse si registrano nel Sud Italia, con la Puglia in testa: oltre 302mila famiglie coinvolte. Seguono Calabria e Molise, con percentuali superiori al 17%. Il Friuli Venezia Giulia, insieme a Marche e Lazio, resta tra le aree meno colpite, ma il quadro è destinato a cambiare.

Negli ultimi mesi, infatti, i prezzi di gas ed energia elettrica sono aumentati rispettivamente del 6,3% e 6,7%, un trend che rischia di incidere ulteriormente sui bilanci familiari già fragili. Un contesto economico che si intreccia anche con le difficoltà sociali documentate in episodi come quello di persone in difficoltà economica e disagio sociale, sintomo di un territorio che affronta sfide sempre più complesse.

Il rincaro è legato anche agli effetti delle tensioni internazionali. A marzo il prezzo del gas ha raggiunto i 53 euro/MWh, mentre l’energia elettrica si è attestata a 143 euro/MWh, livelli decisamente superiori rispetto agli anni precedenti. La crisi in Medio Oriente, in particolare il conflitto in Iran, ha contribuito a spingere verso l’alto i costi, con conseguenze dirette sulle famiglie più vulnerabili.

Particolarmente colpiti sono gli artigiani e i piccoli commercianti, che rappresentano una fetta importante del tessuto economico regionale. In FVG si contano oltre 45mila lavoratori autonomi, molti dei quali operano senza dipendenti. Per loro il caro energia pesa doppio: come famiglie e come imprenditori.

Le spese per mantenere attiva un’attività – tra illuminazione, riscaldamento e raffrescamento – sono diventate sempre più onerose. Questo porta molte microimprese a ridurre i consumi o a rinviare investimenti, con effetti a catena sull’economia locale. Un quadro che si collega anche alle dinamiche economiche territoriali, come dimostrato dai dati sulla crescita e solidità del sistema economico regionale, che però non riescono a compensare completamente le criticità attuali.

La povertà energetica si manifesta in diversi modi. Secondo l’OIPE, una famiglia è considerata in difficoltà quando non riesce a garantire servizi essenziali come riscaldamento, illuminazione o utilizzo degli elettrodomestici a costi sostenibili. Tra i casi più frequenti ci sono quelli di famiglie con redditi bassi che vivono in abitazioni poco efficienti, costrette a destinare una quota elevata del proprio reddito alle bollette.

Esiste poi il fenomeno del sotto-consumo energetico, quando per risparmiare si rinuncia a servizi fondamentali. Una condizione spesso invisibile, ma che nasconde un disagio reale. Altri segnali sono i ritardi nei pagamenti, l’accumulo di debiti o il rischio di distacco delle forniture.

Tra le categorie più vulnerabili emergono anziani soli, famiglie numerose e nuclei con redditi instabili, spesso già esposti ad altre forme di fragilità. Situazioni che si intrecciano anche con il tema della salute pubblica, come evidenziato in iniziative territoriali legate al supporto sanitario e sociale, ad esempio nel caso del potenziamento dei servizi sanitari sul territorio.

Guardando ai costi complessivi, nel 2026 si stima un aggravio di 5,4 miliardi di euro sulle famiglie italiane rispetto all’anno precedente, che sale a 6,6 miliardi rispetto al 2024. In Friuli Venezia Giulia l’aumento previsto è di 126 milioni di euro, un dato inferiore rispetto alle grandi regioni ma comunque significativo.

Il rischio, secondo gli analisti, è che la pressione economica continui a crescere, aggravando una situazione già delicata. La povertà energetica, infatti, non è solo una questione di reddito, ma il risultato di una combinazione di fattori che incidono profondamente sulla vita quotidiana delle persone e sulla tenuta dell’intero sistema economico regionale.

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