Addio al magistrato Tosel, simbolo dei processi alle Brigate Rosse e della giustizia sportiva
È morto a 85 anni Gianpaolo Tosel, magistrato protagonista dei processi alle Brigate Rosse e della giustizia sportiva nel calcio.
UDINE – Si è spento martedì 6 gennaio all’ospedale di Udine Gianpaolo Tosel, storico magistrato e figura di riferimento nella giustizia italiana, noto per il suo ruolo nei processi alle Brigate Rosse e per aver sventato il sequestro dell’industriale Roberto Snaidero. Aveva 85 anni.
Nato da una famiglia originaria di Pinerolo e figlio unico di un funzionario del Genio Civile, Tosel si diplomò al liceo classico Stellini e conseguì la laurea in giurisprudenza all’Università di Ferrara nel 1965, entrando poi in magistratura come sostituto procuratore a Udine, incarico che mantenne fino al 1985. Dopo una parentesi a Venezia come sostituto procuratore generale, nel 1989 tornò a Udine come procuratore capo.
Carriera tra processi e inchieste di rilievo
La carriera di Tosel si è distinta per la partecipazione a casi di grande rilevanza sociale e criminale. Tra questi spicca il processo per il rapimento e l’omicidio di Giuseppe Taliercio, dirigente del petrolchimico Montedison di Marghera, avvenuto nel 1981 a Tarcento, in cui Tosel fu pubblico ministero e si trovò a confrontarsi con il filone principale delle Brigate Rosse.
Altro episodio significativo della sua vita professionale è stata l’operazione che scongiurò il sequestro dell’industriale Roberto Snaidero, dimostrando il suo impegno e la sua capacità investigativa anche in situazioni delicate e complesse.
Il magistrato nello sport
Dopo la pensione, Tosel ha continuato a lavorare nell’ambito della giustizia sportiva, portando la sua esperienza nel mondo del calcio. Ha collaborato con Corrado De Biase all’ufficio inchiesta della FIGC, poi con la commissione disciplinare, e nel 2007 è stato nominato giudice sportivo della Lega Nazionale Professionisti di Serie A, incarico ricoperto fino alla fine del 2016, quando venne sostituito da Gerardo Mastrandrea.
Una vita intensa e famiglia
Gianpaolo Tosel lascia un ricordo di impegno, integrità e passione. La sua vita è stata scandita da oltre trentacinque anni di magistratura e da un contributo significativo anche nel campo sportivo. Tosel lascia la moglie Cecilia, i figli Federica, Filippo e Alessandro e la nipote Maria Vittoria, ai quali va l’affetto della comunità e dei colleghi che lo hanno conosciuto e stimato.