Giro d’Italia 2026, partenza da Gemona nel segno della memoria del terremoto

Il Giro d’Italia 2026 partirà simbolicamente da Gemona per i 50 anni dal terremoto. Coinvolti 45 Comuni e Protezione civile.

03 marzo 2026 21:19
Giro d’Italia 2026, partenza da Gemona nel segno della memoria del terremoto -
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UDINE – Il Giro d’Italia 2026 avrà un valore che va ben oltre lo sport. La ventesima tappa maschile, la “Gemona 1976-2026” con arrivo a Piancavallo, partirà simbolicamente dalla Caserma Goi Pantanali di Gemona, luogo centrale nelle celebrazioni per il 50° anniversario del terremoto del Friuli.

A sottolinearne il significato è stato l’assessore regionale alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, intervenuto a Palazzo Belgrado a Udine durante l’incontro operativo con i sindaci e i coordinatori dei volontari della Protezione civile dei 45 Comuni coinvolti dal passaggio della carovana rosa.

Una tappa nel segno del 1976

“Non sarà una tappa tra tante – ha evidenziato Riccardi – ma un momento destinato a restare nella memoria collettiva, perché richiama un tornante fondamentale della storia di questa terra e del suo popolo”.

Sabato 30 maggio 2026 la partenza avverrà da Gemona e, prima del via ufficiale, la carovana si fermerà davanti al cimitero monumentale per una commemorazione delle vittime del sisma del 1976. Un gesto simbolico che unisce sport, memoria e identità regionale.

L’evento si inserisce nel calendario delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del terremoto, che vedrà Gemona e l’intero territorio protagonisti di iniziative istituzionali e culturali.

Un percorso impegnativo verso Piancavallo

La ventesima tappa maschile si svilupperà su 200 chilometri con oltre 3.000 metri di dislivello, culminando con la doppia ascesa verso Piancavallo, uno dei tratti più selettivi dell’edizione.

A presidiare i punti critici saranno la Motostaffetta friulana e il Soccorso alpino, mentre il sistema regionale di Protezione civile garantirà assistenza e supporto lungo tutto il tracciato.

Il Giro Women farà invece tappa in Friuli Venezia Giulia il 31 maggio e 1° giugno 2026, completando un fine settimana che promette grande afflusso di pubblico e massima attenzione sul territorio.

Investimenti e macchina organizzativa

L’impegno regionale è significativo: 15 milioni di euro destinati alla viabilità del Giro maschile e circa un milione di euro per le due tappe del Giro Women.

“Metteremo in campo tutte le forze possibili – ha assicurato Riccardi – non solo risorse economiche, ma il nostro modello organizzativo che vede il sistema di Protezione civile sempre in prima linea, con i sindaci e soprattutto con i volontari chiamati all’assistenza alla persona”.

Un modello che negli anni ha dimostrato efficacia anche in contesti complessi, come raccontato in occasione di altri grandi eventi regionali e celebrazioni, tra cui la recente commemorazione della tragedia mineraria di Arsia, momento di memoria collettiva per l’intera comunità.

Il ricordo di Enzo Cainero

Nel suo intervento l’assessore ha ricordato anche Enzo Cainero, storico promotore delle tappe friulane del Giro, sottolineando la responsabilità morale di essere all’altezza del suo impegno.

“La gratitudine mia personale, del presidente Fedriga e dell’Amministrazione è totale – ha aggiunto Riccardi – perché abbiamo il dovere di garantire un esito positivo della manifestazione, ma anche di farlo nel rispetto delle persone che non ci sono più”.

Presentazione ufficiale a Venzone

La presentazione ufficiale delle tappe, alla presenza dei direttori del Giro maschile e femminile, è fissata per venerdì 27 marzo presso la caserma Feruglio di Venzone.

Il Friuli Venezia Giulia si prepara così a vivere un evento che unisce sport, memoria e comunità, con una macchina organizzativa che coinvolge istituzioni, volontari e cittadini in un appuntamento destinato a lasciare un segno profondo nel cuore della regione.

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