Giuramento sul Corano a New York, l’allarme dell’on. Cisint: «Si stanno prendendo l’Occidente»

Dichiarazioni forti dell’on. Cisint sul giuramento sul Corano del sindaco di New York e sull’influenza islamica in Occidente.

03 gennaio 2026 09:10
Giuramento sul Corano a New York, l’allarme dell’on. Cisint: «Si stanno prendendo l’Occidente» -
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Le dichiarazioni dell’on. Anna Cisint (Lega) sul giuramento del nuovo sindaco di New York sul Corano aprono un fronte di forte tensione politica e culturale, destinato a far discutere a lungo anche in Italia. Secondo la parlamentare, l’immagine del giuramento non sarebbe un semplice gesto simbolico, ma un messaggio preciso e studiato nei dettagli, rivolto ai musulmani di tutto il mondo.

Per Cisint, quella fotografia rappresenta un segnale esplicito: l’idea che l’Occidente possa essere conquistato dall’interno, sfruttando le sue stesse leggi e le istituzioni democratiche, definite da alcuni imam come “deboli e corrotte”. Un processo che, secondo la deputata, avverrebbe senza scontri frontali, ma attraverso una penetrazione graduale e strategica, capace persino di ottenere consenso e applausi.

Un messaggio simbolico che va oltre New York

Nel ragionamento dell’on. Cisint, il giuramento sul Corano non è un atto isolato né neutrale. Al contrario, sarebbe un’immagine costruita per comunicare un passaggio di fase, un incoraggiamento a chi vede nelle democrazie occidentali uno spazio da occupare e trasformare dall’interno.

La parlamentare sottolinea come questo messaggio venga rafforzato dal sostegno di una sinistra in profonda crisi di consenso, che, a suo giudizio, starebbe cercando una nuova legittimazione politica passando dal progressismo all’islamismo. Una scelta che, sempre secondo Cisint, rischia di avere conseguenze irreversibili sul piano dei valori e delle libertà.

La critica alla sinistra e il tema della sharia

Uno dei passaggi più duri dell’intervento riguarda l’accusa a una parte della sinistra di aver aperto le porte a un progetto di sostituzione culturale e normativa. Cisint parla apertamente di una strategia che, in nome del Corano, mirerebbe a rimpiazzare le leggi occidentali, le libertà individuali e i valori democratici con quelli della sharia.

Secondo la deputata, non si tratterebbe di integrazione, ma di una vera e propria visione alternativa di società, incompatibile con l’impianto giuridico e culturale europeo. Una dinamica che, a suo avviso, viene sottovalutata o addirittura giustificata per ragioni di opportunità politica.

Il riferimento all’Italia e alle organizzazioni islamiche

Nel suo intervento, l’on. Cisint collega direttamente quanto avvenuto negli Stati Uniti alla situazione italiana. A suo giudizio, nel Paese si sarebbe recentemente “squarciato il velo di ipocrisia” che per anni avrebbe coperto i rapporti tra una parte della politica e associazioni e organizzazioni islamiche.

La parlamentare denuncia un corteggiamento politico prolungato, che avrebbe coinvolto imam e predicatori interessati non solo alla diffusione ideologica, ma anche al sostegno economico di realtà violente e sovversive filo-Hamas. Un’accusa pesante, che inserisce il dibattito sul giuramento di New York in un quadro molto più ampio e delicato.

“Serve intervenire prima che sia troppo tardi”

Il messaggio conclusivo dell’on. Cisint è un appello all’azione immediata. Per la deputata, regolare la presenza e l’influenza del mondo islamico in Italia non è più rinviabile. Il rischio, secondo la sua analisi, è che Roma e l’intero Paese possano essere travolti da chi, a suo dire, odia tutto ciò che rappresenta l’identità occidentale.

Cisint afferma di essere pronta con proposte concrete, ribadendo l’urgenza di un intervento politico deciso. Un avvertimento che chiude un intervento dai toni durissimi e che promette di alimentare un confronto acceso sul futuro delle democrazie occidentali e sui confini tra libertà religiosa, integrazione e sicurezza.

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