Asp Moro di Codroipo, la Regione si costituirà parte civile: svolta nell’inchiesta
Inchiesta Asp Moro di Codroipo, la Regione FVG sarà parte civile. Udienza il 17 aprile, atti ritenuti validi.
CODROIPO (UD) – La Regione Friuli Venezia Giulia scende in campo nell’ambito dell’inchiesta sull’Asp “Daniele Moro” e annuncia la volontà di costituirsi parte civile nel procedimento penale in corso. La comunicazione ufficiale è arrivata direttamente in Consiglio regionale dall’assessore alla Salute Riccardo Riccardi, che ha ribadito l’intenzione dell’Amministrazione di difendere l’ente e l’interesse pubblico nella vicenda giudiziaria che coinvolge anche precedenti amministratori.
La decisione segue la notifica del Tribunale di Udine con cui è stata calendarizzata l’udienza preliminare per il prossimo 17 aprile. “Dopo le opportune valutazioni – ha spiegato Riccardi – la Regione procederà secondo le modalità previste per la costituzione di parte civile”.
Udienza preliminare e posizione della Regione
Il passaggio in Aula ha segnato un punto fermo nella gestione istituzionale della vicenda. L’inchiesta ruota attorno alla precedente gestione commissariale dell’Asp, oggetto di rilievi anche da parte dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.
Nel frattempo, il procedimento penale entra nella sua fase preliminare con l’udienza fissata ad aprile. La scelta della Regione di intervenire formalmente nel processo punta a garantire la tutela dell’ente e a salvaguardare la correttezza amministrativa nel rispetto delle prerogative pubbliche.
Atti amministrativi: perché restano validi
Uno dei nodi centrali riguarda la validità degli atti adottati nel periodo oggetto di contestazione. A chiarire la posizione è stato lo stesso assessore, sottolineando che la continuità dei servizi e la stabilità dei rapporti con i cittadini non sono in discussione.
Secondo quanto spiegato, trova applicazione il principio del cosiddetto “funzionario di fatto”, istituto consolidato nella giurisprudenza costituzionale e amministrativa. In sostanza, eventuali irregolarità nella nomina del vertice non possono travolgere gli atti compiuti nell’interesse della collettività, né ricadere sui cittadini in buona fede.
L’ordinamento, infatti, tutela il buon andamento della Pubblica amministrazione evitando che i privati debbano farsi carico di verifiche complesse sulla legittimità delle nomine dei funzionari pubblici. Questa clausola di salvaguardia neutralizza l’eventuale carenza del titolo di nomina, salvo il caso in cui i singoli provvedimenti siano stati impugnati contestualmente all’atto di investitura.
Rilievi Anac e pronunciamenti amministrativi
La vicenda si intreccia anche con i recenti pronunciamenti del Consiglio di Stato, oltre ai rilievi dell’Anac che avevano dichiarato inconferibile il precedente incarico commissariale.
Il provvedimento dell’Autorità riguarda comunque un incarico conclusosi nell’aprile 2024. Un elemento che delimita temporalmente la fase oggetto di osservazioni e che consente di distinguere tra il passato assetto gestionale e l’attuale amministrazione dell’ente.
Nuova gestione e verifiche interne
Oggi l’Asp è guidata da un nuovo commissario con mandato fino al 2026. L’attuale governance ha avviato una ricognizione puntuale dell’attività amministrativa svolta nel biennio precedente, con il supporto della direzione generale e di consulenze specialistiche.
L’obiettivo dichiarato è duplice: consolidare il perimetro giuridico dell’ente e garantire l’erogazione senza interruzioni delle prestazioni essenziali sul territorio. Un passaggio tecnico, come definito dall’assessore, finalizzato a rafforzare la solidità amministrativa dell’Asp e a preservare la continuità dei servizi per la comunità locale.