La morte di un figlio ed il coraggio di una mamma: la storia di Diana a Nordest24 | VIDEO

Intervista a Diana Rukaj su Nordest24: il dolore per la perdita del figlio Leonardo e il libro nato per aiutare altre famiglie.

21 aprile 2026 15:23
La morte di un figlio ed il coraggio di una mamma: la storia di Diana a Nordest24 | VIDEO -
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Una serata carica di emozionI. Ieri, 20 aprile 2026 alle 20:30, su Nordest24, è andata in onda un’intervista toccante a cura di Patrick Ganzini. Al centro della puntata, una storia che scuote e interroga: quella di Diana Rukaj, madre di Leonardo, scomparso a soli 19 anni nel 2024.

Durante l’intervista, Diana ha ripercorso la vita del figlio Leonardo, descrivendolo come un ragazzo “che brillava e allo stesso tempo sanguinava”. Un’immagine potente che racchiude la sua intelligenza, creatività e sensibilità, ma anche un disagio interiore difficile da gestire.

Leonardo, racconta la madre, era un giovane vivace e fuori dagli schemi, capace di sorprendere con gesti semplici ma profondi. Allo stesso tempo, però, conviveva con una disregolazione emotiva che lo faceva sentire spesso incompreso e distante dagli altri.

Uno dei passaggi più complessi è stato quello legato alla diagnosi di ADHD, arrivata durante l’adolescenza.

Diana ha raccontato anni segnati da psicoterapia, visite specialistiche e tentativi di trovare una terapia efficace. Un percorso lungo e faticoso, fatto di speranze e ricadute.

Le giornate di Leonardo erano altalenanti: momenti di entusiasmo e grande energia si alternavano a fasi di isolamento, in cui il ragazzo restava a letto, chiuso nel proprio dolore. Una condizione che ha inciso profondamente anche sul suo percorso scolastico, tra assenze e difficoltà di integrazione.

Un tema centrale emerso durante l’intervista riguarda il rapporto con la scuola. La madre ha sottolineato come spesso mancassero strumenti adeguati e comprensione reale del problema.

L’assenza di un piano personalizzato riconosciuto ha portato a conseguenze pesanti, tra cui una bocciatura vissuta come un primo grande fallimento.

Secondo Diana, le istituzioni dovrebbero fare di più: questi ragazzi non sono semplicemente “difficili”, ma necessitano di attenzione, formazione e supporto concreto.

Uno degli aspetti più duri è stato il senso di solitudine. La famiglia si è trovata spesso a dover affrontare tutto da sola, cercando informazioni e soluzioni senza un adeguato supporto.

“Non si tratta solo di una crisi adolescenziale”, ha spiegato Diana, ma di dinamiche più profonde, che richiedono competenze specifiche e una rete di sostegno efficace.

Tra i momenti più toccanti, il racconto dell’impotenza di una madre di fronte alla sofferenza del figlio. Un dolore descritto come “disumano”, accompagnato dal desiderio di poter prendere su di sé quella sofferenza.

Leonardo, ha ricordato, parlava spesso della sensazione di “perdere tempo”, un pensiero che nel tempo si è trasformato in un peso sempre più difficile da sostenere.

Senza entrare nei dettagli, Diana ha raccontato il momento più drammatico: la perdita del figlio. Un gesto estremo, accompagnato dal desiderio di trovare pace e liberarsi da un dolore interiore insostenibile.

Da quel momento, però, nasce anche una nuova consapevolezza: nessuno deve sentirsi solo.

Dal dolore è nato un progetto importante: il libro “Il salto nel silenzio”, scritto da Diana come una lettera al figlio.

Un’opera intensa, che rappresenta allo stesso tempo un atto d’amore e uno strumento di aiuto per altre famiglie. La scrittura, ha raccontato, è stata anche una forma di salvezza personale, un modo per dare senso a una tragedia.

Il titolo richiama il gesto di Leonardo, ma anche una dimensione più ampia: un passaggio verso l’infinito, oltre la vita terrena.

Il libro nasce con un obiettivo preciso: aiutare altre mamme, genitori e giovani che si trovano ad affrontare situazioni simili.

Diana ha voluto condividere esperienze e pensieri che inizialmente aveva tenuto per sé, nella speranza che possano diventare uno strumento di comprensione e supporto.

Nel finale dell’intervista, il ricordo più intimo. Leonardo viene descritto come un ragazzo empatico, intelligente, altruista e privo di pregiudizi.

“Era il sole”, ha detto la madre, sottolineando come il suo amore continui oltre i confini della vita. Una presenza costante, che accompagna ogni giorno.

L’intervista andata in onda su Nordest24 non è solo un racconto personale, ma un invito collettivo a prestare attenzione al disagio giovanile, a informarsi e a costruire una rete di supporto più solida.

Perché dietro ogni storia come quella di Leonardo c’è una famiglia, un dolore immenso, ma anche la possibilità di trasformare la sofferenza in aiuto concreto per gli altri

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