Nata con metà cuore e diventata mamma: l'incredibile storia di Laura a Nordest24 | VIDEO
L’11 marzo alle 20:30 Laura Guerra ospite di Nordest24 racconta la sua incredibile gravidanza con metà cuore e la nascita di Atena.
VERONA – Una storia che ha emozionato il pubblico e che molti hanno definito un vero miracolo clinico. L’11 marzo alle 20:30 la redazione di Nordest24 ha ospitato in diretta Laura Guerra, protagonista di una vicenda straordinaria raccontata durante un’intervista condotta da Patrick Ganzini. La donna, nata con solamente metà cuore e un solo ventricolo, ha condiviso il lungo percorso della sua vita, segnato da interventi, controlli medici e scelte difficili. Nonostante i rischi evidenziati dai medici, Laura è riuscita a realizzare il suo più grande sogno: diventare mamma della piccola Atena.
Durante la puntata, Laura Guerra ha ripercorso la sua storia fin dalla nascita. La diagnosi della grave malformazione cardiaca arrivò solo pochi giorni dopo il parto, quando i medici si accorsero che qualcosa non andava.
I genitori, pronti a portarla a casa, si sentirono dire che la bambina doveva rimanere in ospedale per ulteriori accertamenti. Da quel momento iniziò un lungo percorso fatto di interventi chirurgici e cure specialistiche.
A soli quattro mesi di vita Laura fu sottoposta a un primo intervento a Vicenza, necessario per permetterle di raggiungere il peso sufficiente per una seconda operazione più complessa. Quest’ultima arrivò quando aveva quasi quattro anni, a Milano, dove fu operata dal dottor Frigiola.
Dopo quell’intervento Laura rimase in ospedale per circa quaranta giorni, un periodo delicato che segnò l’inizio di una vita sempre accompagnata da controlli cardiologici costanti.
Nonostante la sua condizione, Laura è riuscita a costruirsi una vita il più possibile normale. Durante l’intervista ha raccontato come la famiglia abbia sempre cercato di non farla vivere sotto una campana di vetro, incoraggiandola a fare ciò che poteva con le dovute attenzioni.
Ha proseguito gli studi, ha imparato a suonare il clarinetto e ha praticato anche attività sportiva moderata, mantenendo il cuore il più allenato possibile.
Una routine fatta di visite mediche periodiche e controlli regolari, ma che le ha comunque permesso di crescere, studiare e diventare insegnante di scuola primaria, professione che ama profondamente.
Il desiderio di avere un figlio è sempre stato presente, ma per anni Laura ha cercato di non pensarci troppo. La sua condizione cardiaca rendeva infatti la gravidanza estremamente rischiosa.
I medici parlavano di possibili aritmie, sanguinamenti e rischio di trombosi, oltre allo sforzo che una gravidanza avrebbe comportato per un cuore già compromesso.
Nel 2020, insieme al marito Giovanni, Laura ha iniziato a riflettere seriamente sulla possibilità di avere un bambino. Tuttavia, tra pandemia e visite rinviate, la valutazione decisiva arrivò solo all’inizio del 2022.
La cardiologa dell’ospedale di Verona ha avviato una serie di esami approfonditi. Uno dei problemi principali era la saturazione del sangue troppo bassa, che rendeva impossibile procedere senza ulteriori interventi.
Da lì è iniziato un lungo percorso di test, valutazioni e consulti tra cardiologi, anestesisti e ginecologi, un lavoro di squadra che ha permesso di stabilire se la gravidanza fosse possibile.
Durante l’intervista a Nordest24, Laura ha descritto la gravidanza come “una montagna russa”, fatta di momenti di serenità e altri di grande paura.
Per diversi mesi tutto è andato sorprendentemente bene. Laura continuava a camminare e fare ginnastica moderata, e anche i medici erano positivamente colpiti dal suo stato di salute.
Il primo episodio critico arrivò durante la curva glicemica, quando il suo battito cardiaco salì improvvisamente fino a 150 battiti al minuto a causa di una fibrillazione atriale.
I medici decisero di intervenire con una cardioversione elettrica in sedazione, una procedura delicata resa ancora più complessa dalla gravidanza. In quel momento Laura era alla venticinquesima settimana, un periodo ancora troppo precoce per un eventuale parto.
Accanto a lei erano pronti anche i neonatologi, nel caso fosse stato necessario far nascere la bambina.
La gravidanza è proseguita tra controlli continui e nuovi ricoveri. Per essere più vicina all’ospedale, Laura ha preso una stanza in affitto a Verona, dove i controlli erano diventati settimanali.
Il parto era stato programmato con taglio cesareo il 12 giugno, ma la situazione è cambiata improvvisamente.
La notte del 29 maggio si sono rotte le membrane e i medici hanno deciso di anticipare l’intervento. Atena è nata il 30 maggio, a 32 settimane e 6 giorni, quindi classificata come prematura moderata.
Nonostante la nascita anticipata, i parametri della bambina sono sempre stati molto buoni, dando grande sollievo alla famiglia.
Il periodo dopo la nascita non è stato semplice. Laura ha trascorso tre giorni in terapia intensiva, mentre la piccola Atena è rimasta in terapia intensiva neonatale.
Dopo le dimissioni, però, un nuovo problema ha costretto i medici a intervenire nuovamente. Alcuni monitoraggi avevano evidenziato pause tra un battito e l’altro, rendendo necessario l’inserimento di un pacemaker.
L’intervento è stato effettuato il 19 giugno, ma pochi giorni dopo Laura ha dovuto affrontare un altro momento critico: una grave emorragia che ha portato i medici a eseguire un’isterectomia, cioè la rimozione dell’utero.
È stato il momento più difficile, come ha raccontato durante l’intervista: la paura di non svegliarsi dall’intervento è stata reale.
Laura ha voluto esprimere un profondo ringraziamento a tutta l’equipe medica dell’ospedale Borgo Trento di Verona, che l’ha seguita durante tutto il percorso.
Un ruolo centrale lo ha avuto la cardiologa dottoressa Cristofaletti, definita da Laura “un faro” durante l’intero cammino. Accanto a lei hanno lavorato ginecologi, anestesisti e neonatologi.
Tra loro anche il dottor Uccella, che ha eseguito sia il cesareo sia l’intervento successivo che ha salvato la vita alla madre.
Secondo Laura, oltre alla grande competenza medica, ciò che ha fatto davvero la differenza è stata l’umanità e l’empatia dimostrate da tutto il personale sanitario.
Oggi Laura e il marito Giovanni stanno finalmente vivendo la loro nuova vita da famiglia. La piccola Atena, che ha appena compiuto 9 mesi, sta bene e cresce circondata dall’affetto dei genitori.
Il nome scelto per la bambina nasce dalla passione del papà per la mitologia greca. Atena, dea della saggezza e della forza, è diventata per loro un simbolo di determinazione e coraggio.
Durante l’intervista a Nordest24 Laura ha raccontato che a volte guarda la figlia e fatica ancora a credere che tutto questo sia davvero successo.
Dopo mesi di paure, interventi e momenti difficili, oggi la famiglia può finalmente guardare al futuro con ottimismo, immaginando la crescita di Atena e la vita insieme