A Lignano un Capodanno che unisce: festa, inclusione e socialità al Bella Italia Efa Village

L’iniziativa ha messo in luce il forte valore sociale del Bella Italia Efa Village

01 gennaio 2026 19:20
A Lignano un Capodanno che unisce: festa, inclusione e socialità al Bella Italia Efa Village -
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La notte di San Silvestro a Lignano Sabbiadoro ha assunto un significato speciale grazie alla grande festa organizzata al Bella Italia Efa Village, dove il nuovo anno è stato accolto da circa 1.300 persone tra ospiti della bella età, gruppi sportivi e persone con disabilità. Un Capodanno che ha messo al centro le relazioni, la possibilità di stare insieme e il diritto di vivere momenti di festa e condivisione, indipendentemente dall’età o dalle condizioni personali.

Per molte persone della bella età, alcune delle quali hanno superato gli ottant’anni e persino i novant’anni, la serata ha rappresentato un’occasione preziosa per celebrare il passaggio all’anno nuovo in un contesto sicuro, accogliente e ricco di stimoli. Allo stesso modo, tre gruppi di persone con disabilità hanno potuto partecipare pienamente ai festeggiamenti, vivendo una serata di musica, animazione e socialità negli spazi della struttura Le Vele, pensati per essere accessibili e inclusivi.

Accanto a loro erano presenti anche gruppi di acrosport arrivati da tutta Italia e dall’estero, contribuendo a creare un clima dinamico e aperto, capace di mescolare esperienze e storie diverse. La musica della band di Marianna Lanteri ha accompagnato la serata, trasformando il Capodanno in un momento condiviso, fatto di sorrisi, balli e partecipazione.

L’iniziativa ha messo in luce il forte valore sociale del Bella Italia Efa Village, capace di essere non solo una struttura ricettiva, ma anche un luogo di incontro e inclusione. «È stata una festa che ha dato senso profondo alla parola accoglienza», ha sottolineato la direttrice Ada Salgarella, «perché ha permesso a persone della bella età e a persone con disabilità di vivere il Capodanno come un’esperienza di comunità, dimostrando che la socialità non ha stagioni».

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