Linea per Cividale, da Udine ai Comuni si attende entro l’estate il piano dei lavori

La Regione ha aggiornato amministrazioni locali e Fuc: in agenda il ritorno del servizio ferroviario, i passaggi a livello e la manutenzione dei Taurus del Mi.Co.Tra.

10 luglio 2026 03:59
Linea per Cividale, da Udine ai Comuni si attende entro l’estate il piano dei lavori -
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Per chi si muove tra Udine e l’area orientale della provincia, la questione non è solo tecnica: la riapertura della ferrovia per Cividale resta un passaggio atteso da territori che chiedono tempi certi. Dalla riunione convocata dalla Regione emerge un obiettivo preciso: arrivare entro la fine dell’estate 2026 a un quadro definito su opere necessarie e scansione degli interventi.

Al tavolo c’erano l’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante, Ferrovie Udine Cividale, i sindaci di Cividale del Friuli, Moimacco e Remanzacco e l’assessore alla Mobilità del Comune di Udine. Il confronto è servito a fare il punto su ciò che è già partito e su ciò che dovrà ancora essere chiarito prima di riportare i treni lungo la tratta oggi sospesa.

Il nodo per l’asse Udine-Cividale

Il tema centrale riguarda la definizione di un percorso condiviso con i Comuni toccati dalla linea. La Regione ha ribadito che gli enti locali saranno coinvolti nelle fasi che precederanno le decisioni finali, così da arrivare a un cronoprogramma fondato sugli approfondimenti tecnici ancora aperti.

Per l’area udinese il punto è rilevante anche sul piano della mobilità quotidiana. La ripresa completa del collegamento ferroviario dipenderà infatti non da un solo intervento, ma da una serie di passaggi coordinati, sia infrastrutturali sia autorizzativi.

Elettrificazione, passaggi a livello e ponte sul Torre

Tra le opere già finanziate, la più significativa indicata nel corso dell’incontro è l’elettrificazione della linea, considerata uno degli investimenti strategici per il futuro del collegamento tra Udine e Cividale.

Parallelamente prosegue il lavoro con Rete ferroviaria italiana su alcuni passaggi a livello. L’intervento punta a contenere i tempi di abbassamento delle barriere, con ricadute attese anche sulla viabilità stradale nei centri attraversati dal tracciato.

Resta poi aperto il capitolo degli approfondimenti con Ansfisa e con Rfi. In questo quadro rientra anche il tema del ponte sul Torrente Torre, infrastruttura considerata necessaria in prospettiva per far convivere traffico ferroviario e circolazione su strada.

Il confronto con Udine, Remanzacco, Moimacco e Cividale

La presenza del Comune di Udine, assieme alle amministrazioni di Remanzacco, Moimacco e Cividale del Friuli, conferma quanto il dossier superi i confini di un singolo municipio. La linea interessa infatti un corridoio locale che unisce pendolarità, servizi e collegamenti interni alla provincia.

Secondo l’indicazione uscita dal vertice, la Regione vuole presentare ai territori un quadro complessivo prima della conclusione dell’estate 2026. Non ancora date definitive, dunque, ma l’impegno a mettere nero su bianco lavori necessari e tempi previsti.

Mi.Co.Tra, risorse anche per i locomotori Taurus

Nella stessa riunione si è parlato anche del servizio internazionale Trieste-Udine-Villach del progetto Mi.Co.Tra. La Regione ha confermato l’intesa con Fuc per una manutenzione straordinaria dei due locomotori Taurus, dopo i problemi tecnici che negli ultimi mesi hanno provocato stop al servizio.

Per l’operazione verrà utilizzato un milione di euro di fondi regionali, senza nuovi stanziamenti di bilancio. Gli interventi risultano già programmati e, nel periodo necessario ai lavori, Fuc continuerà a garantire il collegamento con mezzi sostitutivi presi a noleggio.

Per il territorio udinese il passaggio decisivo resta ora quello dei prossimi mesi: trasformare gli aggiornamenti tecnici in un calendario comprensibile per Comuni e utenti, così da capire quando la tratta per Cividale potrà davvero tornare a regime.

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