Lista di obiettivi nel dark web, c’è anche il sindaco di Aviano: indagine aperta a Roma
Tra i nomi cercati dagli hacker filorussi compare Paolo Tassan-Zanin. Offerte di denaro per ottenere informazioni private su 18 figure pubbliche.
Non c’è solo la grande politica o i vertici della sicurezza nazionale nella lista comparsa nel dark web: tra i nomi finiti sotto pressione c’è anche quello di Paolo Tassan-Zanin, sindaco di Aviano. Il caso, che tocca da vicino il Friuli Venezia Giulia, riguarda una raccolta di dati personali per la quale sarebbero state promesse ricompense economiche.
La vicenda ha assunto rapidamente un rilievo nazionale ed è ora al vaglio della Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo per accertare origine, finalità e possibili conseguenze dell’iniziativa attribuita al gruppo filorusso NoName057(16).
Per il territorio friulano il passaggio più delicato è proprio questo: non si parla di un attacco a un portale pubblico o a una rete informatica comunale, ma dell’esposizione diretta di un amministratore locale, indicato come bersaglio per la ricerca di notizie appartenenti alla sua sfera privata.
Un nome del Friuli in un elenco internazionale
Secondo quanto emerso, l’elenco comprenderebbe 18 personalità ritenute ostili alla Russia. Accanto a ministri, magistrati e responsabili delle forze dell’ordine, compare anche il primo cittadino di Aviano.
Tra i nomi italiani figurerebbero anche Antonio Tajani, il procuratore di Roma Francesco Lo Voi e Ivano Gabrielli, alla guida della Polizia Postale. Nell’elenco compaiono inoltre esponenti istituzionali europei, a conferma di un’operazione che va oltre i confini italiani.
La presenza di Tassan-Zanin colpisce perché inserisce un amministratore del Friuli occidentale in uno scenario che intreccia sicurezza digitale, tensioni geopolitiche e attenzione verso figure pubbliche considerate sensibili.
Perché Aviano richiama attenzione
Uno degli elementi che rende il caso particolarmente significativo è il ruolo di Aviano sul piano strategico. Il comune pordenonese ospita infatti una base aerea statunitense tra le più rilevanti presenti in Italia, legata al dispositivo militare occidentale.
Non è stato chiarito se la comparsa del sindaco nella lista sia connessa proprio a questo contesto. Resta però il fatto che, tra gli amministratori locali, Tassan-Zanin rappresenta un territorio da sempre osservato con attenzione per la presenza militare americana.
Per il Friuli Venezia Giulia si tratta quindi di un episodio che supera la dimensione locale e si inserisce in una cornice internazionale, nella quale anche un comune del territorio può finire esposto per ragioni che vanno oltre la politica amministrativa.
Quali dati sarebbero stati cercati
Da circa due settimane, secondo le informazioni circolate, il gruppo NoName057(16) avrebbe diffuso richieste finalizzate a reperire informazioni riservate sulle persone inserite nella lista.
Fra i dati ricercati ci sarebbero indirizzi di casa, numeri di telefono privati, email personali e altri elementi sensibili. A chi fosse riuscito a procurare questo materiale sarebbero state promesse somme di denaro.
Al momento, però, non risultano conferme pubbliche sull’effettivo ottenimento dei dati riferiti al sindaco di Aviano. Il punto già accertato, per quanto emerso finora, è la sua presenza tra i nominativi sui quali sarebbe stata sollecitata un’attività di ricerca.
L’inchiesta e il nodo sicurezza
L’apertura del fascicolo a Roma servirà a ricostruire la provenienza dell’iniziativa, il ruolo del gruppo indicato e l’eventuale circolazione di informazioni personali raccolte in modo illecito. Un altro aspetto da chiarire riguarda l’effettiva risposta alla promessa di ricompense economiche.
Il caso si inserisce in una fase di attenzione crescente sul fronte della sicurezza informatica anche nel Nordest. Nelle scorse settimane in Friuli Venezia Giulia e Veneto si è parlato di altri episodi legati ad attacchi digitali, pur senza collegamenti accertati con questa vicenda.
In questo episodio, tuttavia, il punto più sensibile riguarda l’esposizione personale di un rappresentante istituzionale. Non un sistema da bloccare o un sito da colpire, ma la ricerca di dati privati riferiti a chi amministra un territorio friulano finito, suo malgrado, dentro una partita molto più ampia.