Lorenzo vince la leucemia a 10 anni: il papà racconta a Nordest24 la rinascita dopo il trapianto

A Nordest24 la storia di Lorenzo, 10 anni, guarito da una rara leucemia dopo cure e trapianto al Burlo.

10 giugno 2026 12:30
Lorenzo vince la leucemia a 10 anni: il papà racconta a Nordest24 la rinascita dopo il trapianto -
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È andata in onda su Nordest24, lunedì 8 giugno alle 20.30, una puntata carica di emozione e speranza dedicata alla storia di Lorenzo, bambino friulano che a soli 8 anni ha dovuto affrontare una rara forma di leucemia. A raccontare il lungo percorso della famiglia è stato il papà Marco, ospite in studio per ripercorrere la diagnosi, le cure, il trapianto di midollo osseo e il ritorno alla vita quotidiana.

Una storia iniziata con una febbre che sembrava non passare e che, nel giro di poche ore, ha cambiato completamente la vita di una famiglia. Ma anche una storia di coraggio, sanità d’eccellenza, solidarietà e rinascita.

Dalla febbre alla diagnosi

Tutto comincia alla fine di novembre 2024. Lorenzo ha la febbre, prima leggera e poi sempre più alta. I genitori si rivolgono al pediatra, che rileva uno streptococco e prescrive l’antibiotico. Dopo due giorni, però, la situazione non migliora.

La famiglia decide così di portarlo al pronto soccorso pediatrico dell’ospedale di Pordenone. I primi controlli fanno pensare a una polmonite. Lorenzo viene trattenuto in osservazione, ma nella tarda serata arrivano gli esiti delle analisi del sangue.

Alle 23.30, come ha ricordato il papà Marco durante la puntata, i medici comunicano ai genitori la diagnosi: leucemia.

Da quel momento tutto cambia. La famiglia, originaria del Pordenonese, sceglie di affidarsi al Burlo Garofolo di Trieste, riconosciuto come centro di riferimento pediatrico. Il giorno seguente, il 1° dicembre 2024, Lorenzo viene trasferito in ambulanza a Trieste per iniziare il percorso di cura.

Una forma rara e un percorso complesso

Gli accertamenti effettuati al Burlo chiariscono presto che non si tratta di una forma comune. Lorenzo ha una leucemia di tipo ambiguo, molto rara, con pochissimi casi registrati in Italia e in Europa. Una condizione complessa anche dal punto di vista terapeutico, perché non esisteva un protocollo unico e standardizzato da seguire.

Il primo ciclo di chemioterapia non dà i risultati sperati. Il corpo del bambino non risponde come i medici avrebbero voluto. Poi arriva un secondo ciclo, e questa volta la risposta inizia a essere positiva.

Durante la trasmissione, Marco ha raccontato il peso di quei mesi: la paura, gli interventi, le complicazioni, la perdita dei capelli, le lunghe giornate in ospedale. Ma ha raccontato anche la forza di Lorenzo, che non ha mai smesso di sorridere.

Il sorriso di Lorenzo durante la malattia

Uno degli aspetti più toccanti della storia è proprio il modo in cui Lorenzo ha affrontato la malattia. Secondo il papà, non ha mai chiesto “perché proprio a me”. Anche quando ha iniziato a perdere i capelli per effetto delle terapie, non si è lasciato travolgere dallo sconforto.

Marco ha spiegato che il bambino ha mantenuto uno spirito positivo, spesso dando forza persino ai genitori. Una forza che, accanto alle cure, è diventata parte del percorso di guarigione.

Nel racconto emerge anche l’importanza del clima trovato al Burlo Garofolo: medici, infermieri, operatori, psicologhe, maestre e personale del reparto hanno accompagnato Lorenzo e la famiglia con professionalità e umanità. Una presenza fondamentale in un momento in cui ogni parola, ogni sorriso e ogni gesto possono fare la differenza.

Il tema della sanità pediatrica e delle cure specialistiche nel Nordest resta centrale anche in altre storie raccontate da Nordest24, come nel caso dell’ematologia di Treviso pubblicata su The Lancet, segnale di un territorio che continua a esprimere competenze mediche di rilievo.

La scuola dentro l’ospedale

Durante il periodo delle cure, Lorenzo ha potuto continuare anche il suo percorso scolastico grazie alla scuola presente all’interno dell’ospedale. Un servizio fondamentale, non solo dal punto di vista didattico, ma anche emotivo.

Il collegamento tra la scuola del Burlo e l’istituto frequentato da Lorenzo, il Mondo d’Amicis di Bannia di Fiume Veneto, ha permesso al bambino di non perdere l’anno. Un dettaglio che, per un adulto, potrebbe sembrare secondario rispetto alla malattia, ma che per un bambino di 8 anni rappresenta un pezzo importante di normalità.

Lorenzo ha continuato a studiare, è stato seguito dagli insegnanti e alla fine è stato promosso. Anche questo ha contribuito a mantenere vivo il legame con la sua vita di prima, quella fatta di compagni, lezioni, scuola e quotidianità.

Il trapianto e la donatrice dall’Inghilterra

Il passaggio decisivo arriva con l’iscrizione alla banca dati internazionale per la ricerca di un donatore compatibile. Essendo figlio unico, Lorenzo non aveva un fratello o una sorella compatibili al 100%. La speranza era quindi trovare un donatore attraverso il circuito internazionale.

Dopo settimane difficili e nuove complicazioni, tra cui un intervento per appendicite e un problema polmonare poi gestito dai medici, arriva la notizia tanto attesa: viene individuata una donatrice compatibile in Inghilterra.

Il trapianto avviene il 16 luglio 2025, attraverso una sacca di cellule staminali arrivate dall’estero. Una data che la famiglia non dimenticherà mai.

La risposta del corpo di Lorenzo è quasi immediata. Nel giro di pochi giorni il nuovo midollo inizia a produrre cellule. Dopo alcune settimane, i segnali sono sempre più incoraggianti. Il trapianto funziona.

Il ritorno alla vita normale

Dopo mesi di ricoveri, terapie, attese e paure, Lorenzo può finalmente riprendere la sua quotidianità. Dopo Pasqua torna a scuola in presenza, accolto dai compagni con uno striscione di benvenuto.

Ritrova la classe, gli amici, le abitudini e soprattutto il calcio, la sua grande passione. Un ritorno alla normalità che per la famiglia ha il sapore di una vittoria.

Marco ha raccontato che oggi Lorenzo è più sereno, più rilassato, finalmente libero da quella tensione costante fatta di ospedale, controlli, spostamenti tra Pordenone e Trieste e lunghi periodi di isolamento.

Il ritorno alla vita quotidiana assume così un valore enorme: non è soltanto guarigione clinica, ma recupero dell’infanzia, delle relazioni e dei sogni interrotti.

Il valore dell’eccellenza sanitaria

La famiglia ha scelto di raccontare pubblicamente questa storia anche per ringraziare il Burlo Garofolo. Marco ha spiegato di aver voluto inviare una lettera di elogio alla direzione dell’ospedale, citando medici, infermieri, operatori sociosanitari, psicologhe, maestre e personale che hanno accompagnato Lorenzo.

Nel racconto del papà emerge un concetto forte: spesso si parla di sanità solo quando qualcosa non funziona, ma è giusto raccontare anche quando un sistema cura, sostiene e salva.

L’umanità trovata in reparto è stata descritta come parte essenziale del percorso. Medici capaci di scherzare con Lorenzo, operatori sempre presenti, personale attento anche agli aspetti emotivi. In un contesto così duro, quel clima positivo ha aiutato il bambino e la famiglia a resistere.

Il valore della sanità territoriale e delle strutture specialistiche è un tema che Nordest24 segue con attenzione, come dimostrano anche gli approfondimenti dedicati a Ulss4 e dermatologia pediatrica tra Portogruaro, Jesolo e San Donà e al convegno di Trieste sulla riabilitazione uditiva.

Le associazioni e il sostegno attorno alla famiglia

Accanto alla sanità, un ruolo importante è stato svolto anche dalle associazioni e dalla rete di solidarietà nata attorno a Lorenzo. Tra queste, il papà ha ricordato La partita da vincere, realtà benefica che organizza iniziative a sostegno di bambini malati e reparti pediatrici.

Grazie a questa rete, Lorenzo ha ricevuto messaggi e video da diversi calciatori, tra cui il suo idolo Alessandro Del Piero. Un momento che per il bambino ha avuto un forte valore emotivo, perché lo ha aiutato a sentirsi sostenuto anche fuori dall’ospedale.

Marco ha poi ricordato anche altre associazioni e persone che hanno accompagnato la famiglia, tra cui realtà legate al mondo dei bambini oncologici e figure del mondo sportivo che hanno voluto portare vicinanza concreta.

Il rapporto tra sport, solidarietà e comunità è un filo che attraversa molte iniziative del territorio, come la Friuli Doc Run a Udine, dove l’attività sportiva diventa occasione di partecipazione e sostegno.

“Mai perdere la speranza”

Nel finale della puntata, Marco ha voluto lasciare un messaggio alle famiglie che stanno affrontando una diagnosi difficile. La prima reazione è lo smarrimento, la paura, il dolore. Ma, ha spiegato, non bisogna perdere la speranza.

La vicenda di Lorenzo insegna che anche nei momenti più duri può aprirsi una strada. Servono fiducia nei medici, coraggio, positività e la capacità di guardare oltre la paura iniziale.

La malattia ha cambiato profondamente la vita della famiglia, ma ha anche restituito una consapevolezza nuova: la vita è un dono prezioso, da vivere con gratitudine e senza perdersi in ciò che non conta davvero.

Una storia di paura, cura e rinascita

La puntata trasmessa su Nordest24 l’8 giugno alle 20.30 ha raccontato una storia familiare, ma anche una storia collettiva. Dentro il percorso di Lorenzo ci sono la competenza dei medici, la forza dei genitori, la rete delle associazioni, la solidarietà degli amici, il ruolo della scuola e il valore della speranza.

A 10 anni, dopo aver sconfitto una rara forma di leucemia, Lorenzo è tornato a scuola, al calcio e alla sua vita di bambino. Il suo sorriso, rimasto acceso anche nei mesi più difficili, diventa il simbolo di una battaglia vinta e di un messaggio che vale per tutti: davanti alla malattia, la paura è inevitabile, ma la speranza può restare più forte.

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