Malori tra gli scout a Cavazzo, emergenza quasi rientrata: verifiche di Asufc sul pasto condiviso

Dopo i trasferimenti negli ospedali di Udine, Tolmezzo e San Daniele resta sotto controllo solo un adulto. Gli accertamenti puntano anche sul pranzo.

16 agosto 2026 16:12
Malori tra gli scout a Cavazzo, emergenza quasi rientrata: verifiche di Asufc sul pasto condiviso -
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Si sposta dagli ospedali agli accertamenti sanitari il caso dei numerosi malesseri che hanno coinvolto un gruppo scout in rientro da Cavazzo Carnico. Dopo le cure prestate tra il campo sportivo e i pronto soccorso della zona, la gran parte dei ragazzi e degli accompagnatori ha già lasciato le strutture sanitarie.

Il quadro, che nel pomeriggio di Ferragosto aveva richiesto una gestione straordinaria, oggi appare molto meno critico. Fra le persone trasferite negli ospedali di Udine, Tolmezzo e San Daniele del Friuli, soltanto un capo scout risulta ancora in osservazione e, al momento, non emergono elementi che facciano pensare a conseguenze gravi.

Ora l’attenzione è sulle cause

Il passaggio decisivo riguarda adesso il lavoro del Dipartimento di prevenzione di ASUFC, chiamato a chiarire che cosa abbia provocato nausea e vomito in un numero così alto di persone appartenenti alla stessa comitiva.

L’ipotesi presa in esame resta quella legata a un possibile problema alimentare, ma non c’è ancora una conferma. Sono stati eseguiti campionamenti e sarà l’indagine epidemiologica a ricostruire in modo puntuale ciò che è stato consumato, i tempi di comparsa dei sintomi e l’eventuale collegamento tra i diversi casi.

Tra gli elementi al vaglio c’è il pranzo condiviso dal gruppo prima della partenza: pasta con tonno e formaggio. Si tratta, al momento, di un dato utile alla ricostruzione, non di una conclusione sulle origini dei malori.

Il rientro verso casa interrotto dai malesseri

Il gruppo scout proveniva da Sarmeola di Rubano, nel Padovano, e aveva trascorso circa due settimane a Cesclans, frazione di Cavazzo Carnico, nel villaggio scout “Aldo Braida”. L’esperienza era ormai conclusa e la comitiva si era spostata al campo sportivo di Cavazzo, dove attendeva il pullman per tornare in Veneto.

Proprio in quella fase, a campo ormai terminato, decine di ragazzi e adulti hanno iniziato a stare male quasi contemporaneamente. I casi registrati sarebbero stati attorno a cinquanta, in gran parte minorenni, con sintomi concentrati in un intervallo ristretto di tempo.

La risposta sanitaria tra Cavazzo e gli ospedali friulani

La centrale Sores ha attivato la maxi emergenza, disponendo l’invio di otto equipaggi sanitari. Nell’area del campo sportivo è stato organizzato un triage per valutare rapidamente le condizioni di tutti i presenti e stabilire chi avesse bisogno di ulteriori cure.

Per alcuni scout è stato necessario il supporto con flebo, soprattutto per contrastare la perdita di liquidi dovuta agli episodi di vomito. Al termine delle prime valutazioni, circa trenta persone sono state accompagnate negli ospedali del territorio, compreso quello di Udine.

Con il passare delle ore la situazione si è progressivamente alleggerita e durante la notte sono arrivate le dimissioni per quasi tutti. Resta quindi aperto soprattutto il fronte degli accertamenti, anche con verifiche affidate ai Carabinieri del Comando provinciale di Udine.

Per il territorio friulano l’emergenza sanitaria può dirsi in larga parte superata, ma il nodo centrale rimane capire perché tanti componenti dello stesso gruppo abbiano accusato gli stessi disturbi nello stesso momento. La risposta arriverà dagli esami e dalla ricostruzione epidemiologica in corso.

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