Manutenzioni e utenze, 720mila euro in più all’Edr di Udine nel ddl regionale

Nel provvedimento approvato in Aula anche le norme sul passaggio alle nuove Province dal 2027 e risorse per sicurezza e videosorveglianza.

A cura di Web Team Web Team
16 ottobre 2026 20:49
Manutenzioni e utenze, 720mila euro in più all’Edr di Udine nel ddl regionale -
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Per il territorio udinese, il passaggio più concreto del ddl multisettoriale 2026 approvato dal Consiglio regionale riguarda l’Ente di decentramento regionale: è previsto un aumento di 720mila euro per sostenere le spese di funzionamento, in particolare quelle legate alla gestione ordinaria degli immobili e ai costi delle utenze.

Il provvedimento è stato illustrato in Aula dall’assessore regionale alle Autonomie locali e alla sicurezza Pierpaolo Roberti. Nel pacchetto rientrano anche altri interventi distribuiti sul territorio regionale, ma per Udine il punto centrale è il rafforzamento delle risorse destinate all’Edr, chiamato a fronteggiare uscite più alte rispetto alle previsioni iniziali.

Il capitolo che interessa da vicino l’area udinese

L’incremento del trasferimento all’Edr di Udine punta a coprire maggiori costi operativi. Si tratta di fondi che servono a garantire continuità alla macchina amministrativa, con particolare attenzione alle necessità quotidiane dell’ente, dalla manutenzione degli spazi alle bollette.

Nello stesso articolo approvato dal Consiglio trovano posto anche disposizioni che guardano alla futura riorganizzazione degli enti locali. Un tema che riguarda direttamente anche l’Udinese, visto il percorso che porterà al ritorno delle Province operative dal primo gennaio 2027.

Il percorso verso le nuove Province

La norma stabilisce che il personale oggi in servizio negli Edr venga messo a disposizione dei nuovi enti a partire dall’inizio del 2027. Il trasferimento formale del rapporto di lavoro scatterà però dal primo aprile dello stesso anno.

La scelta, ha spiegato Roberti durante il dibattito, è legata all’esigenza di rendere più ordinato il passaggio amministrativo e contabile, soprattutto nella fase di adattamento ai nuovi sistemi informatici degli enti locali e all’applicazione del nuovo contratto del personale.

Restano inoltre previste misure transitorie per la gestione dei beni provinciali e per la restituzione di gonfaloni e riconoscimenti che in passato erano stati assegnati ai Comuni capoluogo.

Gli altri stanziamenti contenuti nel provvedimento

Accanto alla parte che tocca Udine, il ddl include un milione di euro destinato alla sicurezza tra Gorizia e Trieste. La somma è collegata a un addendum al protocollo con il Ministero dell’Interno, ancora in fase di definizione.

Nel dettaglio, 500mila euro sono indirizzati al Comune di Gorizia per la caserma Massarelli e altri 500mila alla Prefettura di Trieste per lavori sugli alloggi destinati al personale della Polizia di Stato. L’effettiva assegnazione delle risorse dipenderà dalla sottoscrizione dell’accordo integrativo con il Ministero.

Tra le altre misure figurano anche fondi per la Guardia Costiera Ausiliaria, sia per il funzionamento sia per gli investimenti, oltre a una rimodulazione delle somme già attribuite alle Camere di commercio per installare sistemi di videosorveglianza a supporto delle attività economiche, con una ripartizione calibrata sul numero di abitanti dei territori provinciali.

Il nodo dei costi per gli enti locali

Nel confronto in Consiglio è emerso anche il tema più generale delle spese che gravano su Comuni ed enti del territorio. Roberti ha annunciato che la Regione sta lavorando a un possibile incremento del Fondo unico comunale da inserire nella prossima legge di stabilità.

L’orientamento nasce dalla necessità di sostenere amministrazioni alle prese con rinnovi contrattuali, bilanci pluriennali e rincari, soprattutto sul fronte energetico. Per Udine e per gli enti locali del Friuli centrale, il segnale politico contenuto nel ddl va quindi letto su due piani: l’aiuto immediato all’Edr e la cornice più ampia della riorganizzazione istituzionale che accompagnerà il ritorno delle Province.

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