Martignacco, l’olivicoltura friulana riparte dalla formazione: primo incontro sulla difesa dell’olivo

Nella sede del Consorzio Olio EVO FVG parte il percorso SISSAR dedicato alle aziende di Udine e Pordenone. Al centro del debutto c’è il contrasto alla mosca dell’olivo.

01 luglio 2026 03:09
Martignacco, l’olivicoltura friulana riparte dalla formazione: primo incontro sulla difesa dell’olivo -
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Da Martignacco passa una parte importante della crescita dell’olivicoltura friulana. Mercoledì 1 luglio alle 16, nella sede del Consorzio Produttori Olio EVO del Friuli Venezia Giulia, prende avvio il percorso formativo previsto dal programma SISSAR 2026-2028 per le imprese della filiera nelle province di Udine e Pordenone.

Il primo appuntamento affronta subito uno dei temi più delicati per chi produce: la prevenzione e il contenimento della mosca dell’olivo, insetto che può compromettere resa e qualità del raccolto. L’incontro è pensato come momento tecnico operativo, con indicazioni utili per il monitoraggio della coltura e per le scelte di difesa.

Martignacco punto di riferimento per Udine e Pordenone

Il Consorzio con sede nel comune friulano è stato individuato come soggetto incaricato di erogare il programma formativo per questo territorio. Una scelta che rafforza il ruolo di Martignacco come centro di coordinamento per un comparto agricolo che, anche in Friuli Venezia Giulia, sta ampliando numeri e prospettive.

L’obiettivo del progetto è accompagnare le aziende con strumenti concreti, aggiornamento tecnico e trasferimento di conoscenze scientifiche, così da sostenere produzioni più stabili e attente alla sostenibilità. In un settore ancora giovane ma in espansione, la formazione viene indicata come leva decisiva per consolidare il percorso di crescita.

Gli esperti attesi al primo incontro

A intervenire saranno Michele Morten della Fondazione Edmund Mach, specialista della filiera olivicola negli areali del Nord Italia e del Garda, e Gianluca Gori di ERSA. I due relatori illustreranno le pratiche ritenute più efficaci per seguire l’andamento dell’infestazione e proteggere gli impianti.

Il focus sulla mosca dell’olivo non è casuale. Per i produttori rappresenta infatti una delle criticità più rilevanti nella gestione della stagione, soprattutto quando l’obiettivo è ottenere un extravergine di livello elevato e con caratteristiche costanti nel tempo.

Un comparto in espansione anche in Friuli

I numeri richiamati dal Consorzio raccontano un settore che si sta strutturando. Tra il 2023 e il 2026 gli oliveti regionali hanno oltrepassato quota 120 ettari, mentre nello stesso arco di tempo il Consorzio Produttori Olio EVO FVG ha moltiplicato per quattro sia le superfici coltivate sia il numero delle piante.

Per il presidente Bruno Della Vedova, la capacità di esprimere un olio extravergine di alta gamma legato al territorio regionale dipende da due fattori centrali: l’aggiornamento continuo e l’innovazione nelle pratiche agronomiche. È su questo binomio che il Consorzio intende costruire la fase successiva di sviluppo della filiera.

L’attività formativa, del resto, non parte da zero. Già nel 2026 il Consorzio ha promosso quattro corsi dedicati alla potatura a vaso policonico e agli oliveti ad alta densità, con una partecipazione definita significativa da parte di imprese e operatori del comparto.

Il calendario prosegue a luglio

Il programma continuerà il 20 luglio, ancora alle 16 nella sede di Martignacco, con un secondo incontro affidato a Davide Nucciarelli, tecnologo del Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università di Perugia e componente del gruppo di ricerca del professor Massimo Servili.

La prospettiva indicata dal Consorzio è chiara: trasformare l’espansione della coltura in una produzione sempre più regolare, competitiva e sostenibile, valorizzando il Friuli Venezia Giulia come area di nicchia capace di distinguersi anche nel panorama dell’olivicoltura più settentrionale.

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