Mondiali, chi ha lasciato più stelle a casa? Gli esclusi eccellenti
Mondiali 2026, tante esclusioni eccellenti tra Europa e Sudamerica. Le scelte dei ct accendono il dibattito tra tifosi e analisti
Ogni edizione dei Mondiali di calcio costringe i commissari tecnici a scelte difficilissime e talvolta impopolari: lasciare a casa calciatori di valore assoluto e di comprovata qualità internazionale. È una tradizione quanto antica il torneo stesso, eppure continua inesorabilmente a generare dibattiti accesi tra appassionati, giornalisti specializzati e tecnici di fama consolidata. L'edizione 2026 non fa eccezione a questa consolidata tradizione, con diverse nazionali che hanno dovuto necessariamente sacrificare nomi illustri sull'altare della coesione tattica e dello spazio limitato nella rosa a disposizione.
Le scelte europee
Inghilterra, Spagna e Francia hanno affrontato decisioni delicate e controverse durante le convocazioni ufficiali per il torneo mondiale. L'Inghilterra, ad esempio, ha scelto una strada ibrida e equilibrata, mantenendo veterani affermati e di provata esperienza ma lasciando fuori talenti emergenti e non che avrebbero potuto offrire alternative tattiche interessanti, come Phil Foden, Morgan Gibbs-White, Harry Maguire e Cole Palmer. La Spagna, invece, ha privilegiato la continuità tattica e progettuale rispetto a pure considerazioni di qualità individuale cristallizzata. Hanno fatto molto discutere le scelte di lasciare fuori gente come Dani Carvajal, Alvaro Morata e Dean Huijsen. E poi la Francia, che dal canto suo, ha confermato la volontà consolidata di bilanciare esperienza internazionale collaudata e freschezza generazionale innovativa ma a scapito di qualche giocatore atteso da tutti. Parliamo di calciatori come Pierre Kalulu, Eduardo Camavinga, Khephren Thuram e Kolo Muani. Ad ogni buon conto, i tifosi non sembrano denunciare chissà quale depotenziamento di Inghilterra, Spagna o Francia: queste tre nazionali stando a quanto dicono gli addetti ai lavori, i giornalisti ed anche le indicazioni sulle scommesse per i Mondiali sono le tre grandi favorite per alzare la Coppa del Mondo 2026. Forse le scelte più curiose riguardano soprattutto il Brasile, in particolare per quanto riguarda la decisione di premiare Neymar.
Il caso brasiliano più discusso
E arriviamo proprio alla situazione più curiosa e dibattuta a livello internazionale. Quella del Brasile. La Seleção ha sorpreso per alcune esclusioni eccellenti che hanno dato ampio spunto a discussioni edibattiti appassionati tra gli addetti ai lavori. Le scelte del commissario tecnico Carlo Ancelotti rispecchiano una precisa e coerente filosofia tattica di fondo, tuttavia alcuni nomi erano già ampiamente anticipati e circolati nei mesi precedenti alle convocazioni ufficiali e definitive. Nomi fuori dalla lista come Ederson, João Pedro e Militão non sono andate giù a tantissimi tifosi. Così come le esclusioni eccellenti di Andrey Santos e Richarlison. La scelta di Ancelotti è stata quella delle gerarchie e dell’esperienza, lasciando però a casa gente che poteva garantire energia, corsa e imprevedibilità.
Gli altri casi
Le scelte più sorprendenti e discusse riguardano indubbiamente il Brasile, come abbiamo visto, ma anche in altre nazionali hanno dovuto fare i conti con scelte non sempre apprezzate dai tifosi. Il caso più eclatante è stato quello dell’Argentina e di Paulo Dybala, giocatore di talento, protagonista della meravigliosa stagione della Roma di Ranieri, e che ha sempre infiammato gli innamorati dell’Albiceleste. Ma è allo stesso tempo il ragazzo che più di tutti è stato vittima di tantissimi infortuni negli ultimi anni, con la conseguenza di avere periodi di assenza prolungata dal campo. E a proposito di infortunati sono tanti gli esclusi eccellenti per causa di forza maggiore, alle prese con infortuni. Parliamo di Serge Gnabry, che sarebbe stato probabilmente titolare con la Germania ma ha dovuto rinunciare per uno strappo agli adduttori della coscia sinistra. Stesso destino per Fermin Lopez e la nazionale spagnola, fermato da una frattura del metatarso. E le sue chance di giocare le avrebbe avute anche Hugo Ekitiké con la Francia ma l’infortunio al tendine d’achille ha scelto per lui.