Montasio, segnalato un calo di marmotte: esposto alla Forestale e alla Procura di Udine

Il Partito Animalista Italiano Fvg chiede verifiche sull’altopiano sopra Tarvisio: sotto osservazione l’area del Rifugio Brazzà.

26 agosto 2026 18:42
Montasio, segnalato un calo di marmotte: esposto alla Forestale e alla Procura di Udine -
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Sull’altopiano del Montasio, uno dei punti più frequentati dell’area montana del Tarvisiano, viene segnalata una presenza di marmotte molto inferiore rispetto alla scorsa stagione. La questione, che riguarda quindi anche il territorio della provincia di Udine, è stata portata all’attenzione delle autorità competenti dal Partito Animalista Italiano del Friuli Venezia Giulia.

L’associazione parla di un possibile episodio di bracconaggio, ipotesi che al momento resta da accertare. Secondo quanto riferito dal movimento, alcune segnalazioni raccolte nelle ultime settimane indicherebbero una diminuzione marcata degli animali, in particolare nella zona del Rifugio Brazzà e nei dintorni.

La segnalazione inviata a Tarvisio e in Procura

A formalizzare il caso è stata la portavoce regionale del PAI, Irene Giurovich, che ha trasmesso una comunicazione alla Stazione Forestale di Tarvisio, coinvolgendo per conoscenza anche la Procura della Repubblica di Udine.

La richiesta avanzata è chiara: verificare sul campo se il calo segnalato abbia un riscontro reale attraverso monitoraggi della popolazione presente sul Montasio, con controlli più frequenti nelle aree indicate da chi frequenta la zona.

Tra i punti evidenziati dal partito c’è anche la necessità di effettuare sopralluoghi mirati, così da comprendere se dietro alla riduzione degli avvistamenti vi siano cause naturali oppure eventuali condotte illecite.

Il sospetto e i limiti delle segnalazioni raccolte

Il PAI sostiene che alcune marmotte potrebbero essere uccise illegalmente, anche per ricavarne la pelliccia. Si tratta però di informazioni che, allo stato attuale, non sono accompagnate da dati ufficiali, censimenti o conteggi pubblici capaci di misurare con precisione l’eventuale riduzione.

Per questo lo stesso esposto viene presentato come una richiesta di verifica. Il punto centrale, infatti, non è soltanto la denuncia del sospetto, ma la necessità di controlli che permettano di capire se la situazione descritta corrisponda a quanto sta accadendo davvero sull’altopiano.

Le parole dell’associazione

Secondo Irene Giurovich, a preoccupare sarebbe soprattutto il netto ridimensionamento della presenza di questi animali rispetto all’anno scorso, sulla base di testimonianze raccolte in forma confidenziale. Proprio la natura indiretta di queste informazioni rende decisivo un riscontro da parte degli organi preposti.

Il partito aggiunge che alcune persone che lavorano o si muovono abitualmente nell’area avrebbero elementi potenzialmente utili, ma esiterebbero a esporsi apertamente. Da qui la richiesta di garantire riservatezza a chi dovesse fornire indicazioni alle autorità.

Tra le criticità segnalate c’è anche quella dei tempi: secondo quanto riferito al movimento, in qualche occasione chi veniva indicato come sospetto sarebbe riuscito ad allontanarsi prima dell’arrivo dei controlli.

Un tema che riguarda la tutela della fauna in Friuli

La vicenda si inserisce in un quadro più ampio che, nelle ultime settimane, ha riportato l’attenzione sulla tutela della fauna selvatica in Friuli Venezia Giulia. Il Montasio, già osservato per altri temi ambientali, torna così al centro del dibattito per una questione delicata che tocca un’area simbolica della montagna udinese.

Adesso saranno eventuali monitoraggi e verifiche sul territorio a stabilire se dietro il minor numero di marmotte viste sul Montasio vi sia davvero un’attività di bracconaggio oppure altre cause. Per il momento resta un allarme lanciato da un’associazione, sul quale si chiedono accertamenti puntuali.

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