Impressionismo e modernità a Udine: 84 capolavori in mostra a Casa Cavazzini | VIDEO

A Udine una grande mostra internazionale: 84 opere da Monet a Picasso in arrivo a Casa Cavazzini dal Kunst Museum di Winterthur.

29 gennaio 2026 16:31
Impressionismo e modernità a Udine: 84 capolavori in mostra a Casa Cavazzini | VIDEO -
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UDINE - Dal cuore dell’Impressionismo alle soglie della modernità, passando per le grandi fratture e le rivoluzioni che hanno cambiato per sempre la storia dell’arte europea. Dal 30 gennaio al 30 agosto 2026, Casa Cavazzini – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Udine – accoglie “Impressionismo e modernità. Monet, Van Gogh, Picasso, Kandinsky, Magritte. Capolavori dal Kunst Museum di Winterthur”, una mostra di straordinaria rilevanza internazionale che porta in Friuli Venezia Giulia 84 opere di alcuni tra i più grandi maestri dell’arte tra Otto e Novecento. Si tratta di un percorso unico che attraversa oltre mezzo secolo di ricerca artistica, esponendo capolavori – tra gli altri – di Vincent Van Gogh, Claude Monet, Camille Pissarro, Alfred Sisley, Pablo Picasso, Piet Mondrian, Vasilij Kandinsky, René Magritte, Max Ernst, Paul Klee e Giorgio de Chirico.

Prodotto dalla Regione Friuli Venezia Giulia con PromoTurismoFVG, Comune di Udine e MondoMostre, il percorso espositivo è curato da David Schmidhauser, capo curatore del Kunst Museum di Winterthur, e da Vania Gransinigh, responsabile dell’unità organizzativa Civici Musei di Udine e conservatore responsabile di Casa Cavazzini. Al centro del progetto uno dei nuclei più significativi della collezione del Kunst Museum Winterthur, con un focus sull’arte dall’Impressionismo alla Modernità classica fino alla Seconda guerra mondiale. Accanto ai capolavori di Monet e Pissarro, il percorso si snoda tra Post-impressionismo, Cubismo e Surrealismo, tracciando le traiettorie che conducono all’astrazione, fino agli esiti radicali di Piet Mondrian e alle forme organiche di Hans Arp, in un dialogo continuo tra visione, materia e pensiero.

LA MOSTRA

Il ricco percorso espositivo di “Impressionismo e modernità. Monet, Van Gogh, Picasso, Kandinsky, Magritte. Capolavori dal Kunst Museum Winterthur” propone un ampio racconto delle trasformazioni che hanno attraversato l’arte europea tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, mettendo in luce la nascita della modernità artistica attraverso alcune delle sue correnti fondamentali. Una storia che muove i suoi passi a partire dall’Impressionismo, che segna una rottura decisiva con la tradizione accademica del tempo: artisti come Claude Monet, Camille Pissarro e Alfred Sisley scelgono di abbandonare i soggetti storici per concentrarsi sulla vita quotidiana, sulla natura e sulla percezione istantanea, facendo della luce, del colore e dell’atmosfera i veri protagonisti del dipinto. Nel solco di questa ricerca si inserisce anche Vincent Van Gogh, la cui pittura intensa, vibrante e materica, apre a una dimensione espressiva inedita, rivelandosi anticipatrice del prossimo futuro.

Dal superamento dell’Impressionismo nasce il Post-Impressionismo, rappresentato da Pierre Bonnard, Édouard Vuillard e Maurice Denis, che concepiscono il quadro come una superficie autonoma, in cui colore, linea e composizione acquistano un valore espressivo indipendente dalla semplice osservazione del reale. Contemporanea di questa ricerca è il Cubismo che, nei primi anni del Novecento, rivoluziona definitivamente il linguaggio figurativo: con artisti fondamentali come Pablo Picasso e Georges Braque ma anche Juan Gris e Fernand Léger, la realtà viene scomposta e ricomposta in forme geometriche, mettendo in discussione la prospettiva ottica tradizionale e aprendo la strada a una visione analitica dello spazio.

Nel corso della mostra viene dato anche grande spazio al Surrealismo, una visione artistica figlia delle fascinazioni novecentesche per il mondo del sogno, dell’inconscio e dell’immaginazione: nelle opere dei grandi maestri come René Magritte, Max Ernst, Yves Tanguy e Giorgio de Chirico la realtà viene trasfigurata e distorta, e la pittura diventa così un accostamento di elementi incongrui, aprendo l’arte a dimensioni misteriose e simboliche.

L’ultima sezione è dedicata all’Astrattismo, che si sviluppa in diverse direzioni. Da un lato con il concretismo geometrico di artisti come Piet Mondrian e dal gruppo olandese De Stijl, che mirano a una pittura fondata su equilibrio, ritmo e ordine, in cui linea, superficie e colore diventano elementi autonomi capaci di creare una realtà visiva pura. Dall’altro lato, accanto a questa visione razionale, prende forma l’astrazione organica: più libera e poetica, è rappresentata da artisti come Paul Klee, Vasilij Kandinsky e Sophie Taeuber-Arp che imboccano vie del tutto personali, giocose e poetiche, ispirandosi a processi naturali di crescita, movimento e metamorfosi, dando vita a forme fluide, dinamiche e in costante trasformazione. La scultura occupa un posto di rilievo: da Auguste Rodin ad Aristide Maillol, da Constantin Brancusi fino a Hans Arp, che chiude il percorso con le sue sculture e rilievi astratti.

Alessandro Venanzi, vice Sindaco del Comune di Udine plaude alla collaborazione istituzionale: “Questo è un momento particolarmente bello e significativo per la nostra città e per l’intera comunità udinese e friulana. Desidero esprimere un sincero ringraziamento alla Regione Friuli Venezia Giulia, a MondoMostre e al Kunstmuseum di Zurigo, che in collaborazione con il Comune di Udine rendono possibile un’esposizione di respiro europeo a Casa Cavazzini, portando nella nostra città opere di assoluto livello internazionale. A Udine tornano le grandi mostre, con un progetto di valore, a conferma della posizione centrale della cultura nella nostra città, che può così godere di enormi vantaggi, non solo in termini turistici ma anche di conoscenza e crescita per la nostra comunità. Investire in cultura è oggi una scelta strategica: nel 2024 i comuni a vocazione culturale hanno attratto il 63,2% delle presenze turistiche, con oltre 60 milioni di visitatori nei musei statali. Una scelta che guarda soprattutto ai giovani, che hanno una partecipazione al turismo culturale superiore di oltre il 10% alla media italiana. La volontà condivisa è quella di trasformare Udine sempre più in una meta di arrivo e non in una semplice tappa di passaggio nei flussi turistici. Era un obiettivo dichiarato e ciò che stiamo facendo in questo senso, accanto a Promoturismo FVG, è tangibile. “Impressionismo e Modernità” rappresenta per questo un’ulteriore spinta straordinaria: abbiamo le caratteristiche per essere un punto nevralgico di grandi eventi culturali e turistici della nostra regione”.

Federico Pirone, assessore alla Cultura, all'istruzione e ai rapporti con l'università del Comune di Udine sottolinea che “in un tempo in cui il rischio di piegare la cultura a logiche consumistiche è più che mai presente, è fondamentale invece credere e investire in una visione culturale capace di guardare lontano e di produrre effetti duraturi. Anche per questo motivo, la mostra visitabile da fine mese a Udine si inserisce pienamente in una programmazione organica che vede nella cultura e nei musei uno strumento di crescita per la nostra comunità e di dialogo con un pubblico sempre più ampio e internazionale. Il progetto espositivo ‘Impressionismo e modernità. Capolavori dal Kunst Museum di Winterthur’ rappresenta un’occasione straordinaria per Udine, perché mette in relazione i grandi percorsi dell’arte europea tra Otto e Novecento con le collezioni e la vocazione internazionale di una sede museale come Casa Cavazzini. La collaborazione con il Kunst Museum di Winterthur, che ringraziamo insieme al direttore Konrad Bitterli, la Regione Friuli Venezia Giulia e Mondo Mostre, rafforza inoltre un concetto a cui noi teniamo molto: quello di museo come laboratorio di conoscenza, aperto e in continuo dialogo la comunità”.

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