Fine delle speranze: il corpo di Donatella Malisa rinvenuto senza vita lungo la Napoleonica
Ritrovato sulla Napoleonica il corpo di Donatella Malisa, scomparsa il 20 gennaio. Nessun segno di violenza, indagini concluse.
È di Donatella Malisa, 43 anni, il corpo senza vita rinvenuto nel pomeriggio di sabato in una zona impervia lungo la strada Napoleonica. La conferma ufficiale è arrivata in serata dalla Questura, al termine delle complesse operazioni di recupero della salma.
La donna risultava scomparsa dal 20 gennaio, giorno in cui aveva fatto perdere ogni contatto. Il cadavere è stato individuato casualmente da un passante, che ha immediatamente allertato i soccorsi, facendo scattare la macchina delle verifiche e degli accertamenti.
Dai primi riscontri effettuati sul posto non sono emersi elementi riconducibili a un’azione violenta di terzi. Secondo quanto riferito dai soccorritori e dagli inquirenti, l’ipotesi ritenuta più plausibile è quella di un gesto estremo compiuto dalla donna. Saranno comunque gli atti formali a chiarire ogni dettaglio della vicenda.
Sul luogo del ritrovamento sono intervenuti numerosi operatori e mezzi specializzati, tra cui il Soccorso alpino, i Vigili del fuoco, la Polizia scientifica, le volanti e il medico legale. Presenti anche la procuratrice Patrizia Castaldini e i pubblici ministeri Ilaria Iozzi e Alessandro Perogio, che hanno coordinato le attività di competenza.
Nella stessa giornata, poco prima delle 13, un ulteriore intervento ha impegnato il Soccorso alpino a Sella Nevea. Una giovane sciatrice slovena, impegnata in un’uscita fuoripista nei pressi del Rifugio Gilberti, è precipitata all’interno di un buco profondo circa dieci metri e molto stretto.
La sciatrice è stata recuperata incolume grazie all’intervento dell’elisoccorso regionale, con il supporto dei tecnici di stazione già presenti sulle piste. Le operazioni si sono svolte tramite manovre di corda particolarmente tecniche, data la conformazione del punto di caduta.
Al campo base erano presenti anche altri soccorritori della stazione di Cave del Predil del Soccorso alpino e la Guardia di Finanza, che hanno collaborato alle operazioni di messa in sicurezza e assistenza alla persona coinvolta.