Nuovo palazzetto a Udine, Honsell rivendica il Carnera: «Quei lavori erano necessari»
Nel confronto cittadino sui 20 milioni per il basket, l’ex sindaco difende gli interventi fatti al Palacarnera e respinge l’idea di un fallimento.
Il futuro del basket udinese riporta al centro anche le scelte del passato. Nel dibattito aperto in città sull’ipotesi di destinare 20 milioni a un nuovo palazzetto, Furio Honsell interviene per sostenere che l’operazione compiuta anni fa al Carnera non possa essere liquidata come un errore.
L’ex sindaco di Udine, oggi consigliere regionale di Open Sinistra Fvg, contesta in modo netto la lettura secondo cui le amministrazioni da lui guidate avrebbero lasciato in eredità un intervento sbagliato. La sua tesi è che allora si trattò di un adeguamento indispensabile, utile a rendere l’impianto nuovamente utilizzabile.
Il confronto sui 20 milioni riaccende il tema Carnera
La discussione politica cittadina si è riaperta attorno al progetto per un nuovo impianto dedicato al basket. In questo contesto Honsell ha scelto di tornare sulle opere eseguite oltre quindici anni fa al Palacarnera, respingendo l’etichetta di «disastro» attribuita a quella stagione amministrativa.
Secondo la sua ricostruzione, i lavori non furono pensati come una trasformazione radicale della struttura, ma come un intervento mirato per rispettare le prescrizioni di sicurezza. In particolare, Honsell richiama la messa a norma sul fronte antincendio e antisismico.
La difesa dell’ex sindaco
Nel suo intervento pubblico, il consigliere regionale replica a una posizione emersa nel confronto udinese e riconducibile alla consigliera comunale di Destra Giulia Manzan. Per Honsell, attribuire a quelle giunte un fallimento sul palazzetto non corrisponde a quanto avvenuto.
L’ex primo cittadino insiste anche sul quadro economico di quegli anni, che definisce molto più ristretto rispetto a quello attuale. Richiamando quella fase, osserva che con risorse limitate il Comune riuscì comunque a restituire alla città un impianto agibile.
Nella sua valutazione, il Carnera ha poi svolto il compito per cui era stato rimesso in sesto, accompagnando il percorso del basket udinese fino alla serie A1.
Il richiamo alla nascita dell’Apu
Honsell separa inoltre i piani del ragionamento: da una parte riconosce il peso delle capacità imprenditoriali e sportive del presidente Pedone, dall’altra rivendica il contesto in cui prese forma la rinascita della pallacanestro cittadina.
Ricorda infatti che, in una fase in cui Udine non aveva più una squadra ai livelli cittadini, un gruppo di appassionati decise di contribuire direttamente per iscrivere una formazione a un campionato minore. Da lì, sottolinea, nacque l’Apu 15 anni fa, esperienza alla quale afferma di aver partecipato personalmente.
Una lettura politica delle scelte di allora
Il punto che Honsell vuole fissare nel confronto di queste settimane è chiaro: gli interventi al Palacarnera, a suo giudizio, non possono essere considerati uno spreco, ma una scelta necessaria in quel momento storico per tenere vivo un presidio sportivo importante per Udine.
Pur senza negare il ruolo dell’attuale dirigenza del club, l’ex sindaco rivendica quindi anche la parte avuta dalle amministrazioni comunali da lui guidate. La sua posizione è che quelle decisioni abbiano contribuito in modo concreto a mettere la città nelle condizioni di sostenere la crescita del basket udinese.
Il tema resta ora dentro un confronto più ampio sul nuovo palazzetto e sulle priorità di investimento per lo sport in città. Ma nella discussione, Honsell chiede che il passaggio sul Carnera venga valutato per ciò che fu: un adeguamento ritenuto allora essenziale per garantire continuità all’impianto.