Ospedale di Udine, la sosta torna al centro del dibattito: interrogazione sui posti per personale e pazienti
In Consiglio regionale il tema dei parcheggi al Santa Maria della Misericordia: chiesti dati su disponibilità, criteri di accesso e gestione degli stalli.
Al Santa Maria della Misericordia il nodo dei parcheggi riemerge nel confronto politico regionale, con un’attenzione particolare a chi ogni giorno entra in ospedale per lavorare o per una visita. A portare la questione in Aula è la consigliera regionale Simona Liguori, che ha presentato un’interrogazione rivolta alla Giunta Fedriga.
Il punto, nella sostanza, è semplice: capire quanti stalli siano oggi effettivamente disponibili nell’area dell’ospedale di Udine, quanti siano destinati al personale e con quali regole venga organizzato l’accesso. Un tema che riguarda la vita quotidiana della struttura e la sua funzionalità.
Che cosa viene chiesto alla Regione
Nell’atto ispettivo, Liguori domanda un quadro preciso della situazione attuale. Tra gli elementi richiesti ci sono il totale dei posti auto presenti e la distinzione tra quelli utilizzabili dai dipendenti e quelli a disposizione dell’utenza.
La consigliera chiede anche quali criteri vengano applicati per l’uso delle aree di sosta, oltre alle modalità con cui accessi e controlli vengono regolati. L’obiettivo è avere una fotografia chiara dell’organizzazione oggi in vigore all’interno del principale presidio sanitario udinese.
Un altro aspetto riguarda il rapporto tra capienza dei parcheggi, numero degli addetti e flusso giornaliero di persone che raggiungono l’ospedale. Proprio su questo confronto, nell’interrogazione, si sollecita la Regione a chiarire se esista già una valutazione strutturata.
Il peso del parcheggio sull’ingresso al lavoro
Nel ragionamento portato in Consiglio regionale, la questione non viene letta come un disagio secondario. Per Liguori, la possibilità di arrivare al posto di lavoro senza perdere tempo nella ricerca di uno stallo incide direttamente sulle condizioni di accesso alla sede lavorativa.
Il riferimento è soprattutto ai dipendenti che devono presentarsi in reparto all’inizio del turno e timbrare senza ritardi. Da qui l’osservazione politica: non è accettabile, sostiene la consigliera, che il tempo precedente all’ingresso venga assorbito da giri ripetuti alla ricerca di un parcheggio libero.
Una questione che riguarda anche chi arriva da fuori
Il tema, naturalmente, non tocca soltanto medici, infermieri e operatori. Ogni giorno il Santa Maria della Misericordia richiama pazienti, familiari e accompagnatori da Udine e da una parte ampia del territorio friulano, con un impatto costante sulla disponibilità degli stalli.
Per questo l’interrogazione si muove su un doppio binario: da un lato le esigenze del personale, dall’altro quelle degli utenti. Il punto politico è verificare se l’assetto attuale riesca davvero a rispondere alla pressione quotidiana che grava sull’area ospedaliera.
Nel dibattito cittadino il tema non è nuovo. Negli anni scorsi, nell’area del nosocomio, sono stati realizzati anche nuovi posti auto in prossimità del Padiglione 7. Ora però la richiesta avanzata in Regione punta a fare chiarezza sulla distribuzione concreta degli spazi oggi disponibili e sulla loro adeguatezza rispetto ai bisogni reali della struttura udinese.