Paluzza, dalla festa per Secab un confronto su servizi e lavoro in Alta Carnia
Nel 115° anniversario della cooperativa elettrica, a Paluzza si è discusso di spopolamento, imprese, energia e risorse della Strategia aree interne.
Più che una celebrazione, a Paluzza è stata una verifica sullo stato di salute della montagna friulana. Il 115° anniversario di Secab ha offerto lo spunto per ragionare su un tema che in Alta Carnia resta centrale: come mantenere vivi i paesi, sostenere l’economia locale e garantire servizi a chi sceglie di restare.
Il confronto si è svolto durante il convegno “Costruire futuro. Montagna, cooperazione, comunità”, promosso dalla Società elettrica cooperativa Alto But insieme al Dipartimento di Scienze economiche e statistiche dell’Università di Udine. All’incontro ha partecipato anche l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli.
Le risorse previste per l’area montana
Tra i punti messi sul tavolo c’è stata la programmazione della Strategia nazionale per le aree interne 2021-27. Per il Friuli Venezia Giulia il pacchetto complessivo vale circa 60 milioni di euro, mentre 13,5 milioni sono destinati all’Alta Carnia.
Le linee di intervento richiamate durante il convegno riguardano ambiti che per il territorio udinese sono decisivi: servizi ai cittadini, innovazione, digitalizzazione, welfare di comunità e sostegno allo sviluppo economico. Un quadro che punta quindi non solo alle opere, ma anche alla tenuta sociale delle vallate.
Nel suo intervento, Zilli ha rimarcato che i finanziamenti da soli non sono sufficienti se non vengono accompagnati da una prospettiva stabile e da investimenti sulle persone. Il nodo, in sostanza, è creare condizioni che permettano soprattutto ai più giovani di vivere e lavorare in montagna senza dover guardare altrove.
Spopolamento, imprese e collegamenti
Il tema della denatalità è emerso come uno dei fattori più pesanti per le zone montane, dove la perdita di residenti incide direttamente su scuola, attività economiche e servizi di prossimità. Accanto a questo, però, è stata sottolineata anche la capacità delle comunità locali di cercare nuove occasioni di crescita.
Fra le priorità indicate figurano la valorizzazione dei prodotti del territorio, la filiera corta, una viabilità più efficiente, reti digitali adeguate e misure capaci di rendere più competitivo chi fa impresa in area montana.
Nel ragionamento rientrano anche gli strumenti fiscali già introdotti dalla Regione. È stata ricordata, in particolare, l’eliminazione dell’Irap per attività produttive e liberi professionisti, varata nel 2019 con l’obiettivo di aiutare le realtà esistenti e rendere più attrattive anche le zone periferiche.
L’energia come presidio locale
A Paluzza il tema energetico ha avuto un peso particolare anche per la storia stessa di Secab. La cooperativa elettrica rappresenta da oltre un secolo un punto di riferimento per il territorio e viene letta come esempio concreto di autonomia, radicamento e servizio per le comunità montane.
Non a caso, durante l’incontro si è tornati anche sul valore della cooperazione tra imprese, enti locali e realtà del territorio. L’idea emersa è che i progetti di scala sovracomunale possano offrire risposte più solide rispetto a iniziative isolate, soprattutto in aree dove numeri e distanze rendono più complessa l’organizzazione dei servizi.
Dal convegno di Paluzza esce quindi un messaggio chiaro per l’Alta Carnia e più in generale per la montagna friulana: il futuro passa da collegamenti, scuola, lavoro, welfare e innovazione, ma anche dalla capacità delle comunità di fare rete. L’anniversario di Secab ha così assunto un significato che va oltre la ricorrenza, riportando al centro una questione cruciale per il territorio udinese.