Paluzza laboratorio internazionale: al CESFAM una settimana di studi sul Tagliamento con 35 universitari

Nel centro carnico lezioni e rilievi sul campo con studenti e docenti di quattro Paesi, coordinati dall’Università di Udine.

A cura di Web Team Web Team
02 ottobre 2026 11:13
Paluzza laboratorio internazionale: al CESFAM una settimana di studi sul Tagliamento con 35 universitari -
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Per una settimana Paluzza ha ospitato un piccolo campus europeo dedicato al Tagliamento, trasformando il CESFAM in punto di incontro tra formazione universitaria, ricerca ambientale e osservazione diretta del territorio carnico. A lavorare tra aule e uscite sul campo sono stati 35 studenti affiancati da 10 docenti arrivati da Italia, Spagna, Polonia e Svizzera.

L’iniziativa è stata coordinata dal Dipartimento di Scienze agro-alimentari, ambientali e animali dell’Università di Udine e ha portato in Alto Friuli un programma intensivo centrato sul fiume e sui suoi equilibri naturali. Il titolo del percorso era “Discovering Tagliamento River - A multidisciplinary approach from water flow and vegetation to land management”.

Paluzza come base per lezioni e rilievi

La sede operativa è stata il Centro servizi per le foreste e le attività della montagna, struttura che ha accolto sia i momenti di studio sia le fasi più pratiche del lavoro. Nello stesso luogo si sono svolte lezioni, analisi dei dati e preparazione delle uscite, con un collegamento diretto ai punti scelti per i monitoraggi.

Per il territorio udinese si tratta di una conferma del ruolo che Paluzza può svolgere nell’ospitalità di attività scientifiche legate alla montagna, alle foreste e alla gestione dell’ambiente. Il CESFAM si è così ritagliato ancora una volta una funzione centrale come supporto a percorsi formativi di respiro internazionale.

Il lavoro sul Tagliamento

Il progetto si è concentrato sull’area ripariale del Tagliamento, dove gli studenti hanno seguito tutte le tappe dell’indagine: dall’impostazione delle domande di ricerca fino alla raccolta e lettura dei risultati. L’attività ha riguardato in particolare suolo, vegetazione e sedimenti, con attenzione anche ai processi geomorfologici lungo il corso del fiume.

Accanto ai rilievi tradizionali sono stati usati strumenti tecnologici avanzati. Tra questi droni con sensori multispettrali, immagini satellitari e sistemi GPS, impiegati per leggere con maggiore precisione le trasformazioni ambientali e il comportamento dell’ecosistema fluviale.

Università coinvolte e quadro del progetto

Alla Summer School hanno preso parte studenti e docenti delle aree ambientali, naturali e agrarie provenienti dall’Università di Udine, dalle università di Navarra e Girona in Spagna, dalla Kazimierza Wielkiego di Bydgoszcz in Polonia e dalla ZHAW di Zurigo in Svizzera.

L’esperienza rientra nelle attività di internazionalizzazione del programma Erasmus+ BIP 2026, il Blended Intensive Programme, e del progetto Across – European University for Cross-Border Knowledge Sharing. A sostenere l’iniziativa sono stati anche il Cluster Legno Arredo Sistema Casa FVG, il Cluster forestale FVG e la Regione FVG.

Il risultato è stato un percorso multidisciplinare costruito attorno a uno dei fiumi più osservati dell’arco alpino, con la Carnia e Paluzza al centro di una settimana di studio che ha unito dimensione accademica e valore del territorio.

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