Paluzza laboratorio internazionale: al CESFAM una settimana di studi sul Tagliamento con 35 universitari
Nel centro carnico lezioni e rilievi sul campo con studenti e docenti di quattro Paesi, coordinati dall’Università di Udine.
Per una settimana Paluzza ha ospitato un piccolo campus europeo dedicato al Tagliamento, trasformando il CESFAM in punto di incontro tra formazione universitaria, ricerca ambientale e osservazione diretta del territorio carnico. A lavorare tra aule e uscite sul campo sono stati 35 studenti affiancati da 10 docenti arrivati da Italia, Spagna, Polonia e Svizzera.
L’iniziativa è stata coordinata dal Dipartimento di Scienze agro-alimentari, ambientali e animali dell’Università di Udine e ha portato in Alto Friuli un programma intensivo centrato sul fiume e sui suoi equilibri naturali. Il titolo del percorso era “Discovering Tagliamento River - A multidisciplinary approach from water flow and vegetation to land management”.
Paluzza come base per lezioni e rilievi
La sede operativa è stata il Centro servizi per le foreste e le attività della montagna, struttura che ha accolto sia i momenti di studio sia le fasi più pratiche del lavoro. Nello stesso luogo si sono svolte lezioni, analisi dei dati e preparazione delle uscite, con un collegamento diretto ai punti scelti per i monitoraggi.
Per il territorio udinese si tratta di una conferma del ruolo che Paluzza può svolgere nell’ospitalità di attività scientifiche legate alla montagna, alle foreste e alla gestione dell’ambiente. Il CESFAM si è così ritagliato ancora una volta una funzione centrale come supporto a percorsi formativi di respiro internazionale.
Il lavoro sul Tagliamento
Il progetto si è concentrato sull’area ripariale del Tagliamento, dove gli studenti hanno seguito tutte le tappe dell’indagine: dall’impostazione delle domande di ricerca fino alla raccolta e lettura dei risultati. L’attività ha riguardato in particolare suolo, vegetazione e sedimenti, con attenzione anche ai processi geomorfologici lungo il corso del fiume.
Accanto ai rilievi tradizionali sono stati usati strumenti tecnologici avanzati. Tra questi droni con sensori multispettrali, immagini satellitari e sistemi GPS, impiegati per leggere con maggiore precisione le trasformazioni ambientali e il comportamento dell’ecosistema fluviale.
Università coinvolte e quadro del progetto
Alla Summer School hanno preso parte studenti e docenti delle aree ambientali, naturali e agrarie provenienti dall’Università di Udine, dalle università di Navarra e Girona in Spagna, dalla Kazimierza Wielkiego di Bydgoszcz in Polonia e dalla ZHAW di Zurigo in Svizzera.
L’esperienza rientra nelle attività di internazionalizzazione del programma Erasmus+ BIP 2026, il Blended Intensive Programme, e del progetto Across – European University for Cross-Border Knowledge Sharing. A sostenere l’iniziativa sono stati anche il Cluster Legno Arredo Sistema Casa FVG, il Cluster forestale FVG e la Regione FVG.
Il risultato è stato un percorso multidisciplinare costruito attorno a uno dei fiumi più osservati dell’arco alpino, con la Carnia e Paluzza al centro di una settimana di studio che ha unito dimensione accademica e valore del territorio.