Più margine ai Comuni friulani nella manovra regionale: via libera del Cal al pacchetto da 6,7 miliardi
L’intesa arriva da Udine: 20 milioni annui in più al sistema delle autonomie locali e nuove risorse per il personale del Comparto unico.
I Comuni del Friuli Venezia Giulia avranno più spazio di bilancio nella prossima manovra regionale. Dalla riunione del Consiglio delle Autonomie locali tenuta a Udine è arrivato infatti l’assenso unanime al provvedimento economico della Regione, che mette sul tavolo 6,7 miliardi di euro e amplia di 190 milioni la disponibilità rispetto allo scorso anno.
Per il territorio udinese il passaggio ha un peso politico e amministrativo evidente, perché riguarda direttamente la tenuta dei servizi comunali, la gestione corrente degli enti e la possibilità di affrontare costi cresciuti negli ultimi anni, dalle opere pubbliche all’energia.
Al termine dell’incontro, l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli ha descritto un quadro giudicato solido nonostante il contesto internazionale complesso, spiegando che la manovra punta a rafforzare in particolare sanità, sociale, autonomie locali e investimenti rivolti a famiglie e imprese.
Le risorse che arrivano agli enti locali
Uno dei punti più rilevanti per i municipi riguarda l’aumento delle somme destinate al sistema delle autonomie locali. L’assessore regionale Pierpaolo Roberti ha indicato in 20 milioni di euro all’anno l’incremento complessivo previsto dalla manovra, con effetti distribuiti su tutti i 215 Comuni della regione.
La misura si divide in due voci: 10 milioni in più attraverso il Fondo unico comunale e altri 10 milioni grazie alla riduzione del contributo richiesto ai Comuni per la finanza pubblica. Secondo quanto spiegato dalla Regione, il primo importo sarà ripartito in modo proporzionale tra le amministrazioni, mentre il secondo seguirà criteri definiti con il coinvolgimento dello stesso Cal.
Si tratta di fondi correnti, quindi utilizzabili per sostenere l’attività ordinaria degli enti. È questo l’aspetto più osservato anche dai sindaci, alle prese con bilanci che devono continuare a garantire servizi essenziali senza scaricare le difficoltà sui cittadini.
Il nodo servizi: dai lavori pubblici alle famiglie
Nel corso dell’incontro è stato ricordato che i Comuni stanno affrontando una fase complicata, segnata dall’aumento dei prezzi delle materie prime, dei costi energetici e delle spese legate agli interventi pubblici. In questo quadro, la Regione conferma linee di finanziamento che toccano ambiti molto concreti per le comunità locali.
Tra questi rientrano gli interventi ambientali, la sicurezza del territorio, le infrastrutture, il sostegno agli affitti, l’eliminazione delle barriere architettoniche, i servizi per l’infanzia, le politiche per le famiglie e gli investimenti in cultura e sport.
Barbara Zilli ha inoltre richiamato la crescita delle risorse assegnate al funzionamento degli enti locali nel periodo 2023-2027, con un aumento superiore al 23 per cento e un ulteriore incremento nella nuova legge di stabilità. Per la Regione, il segnale va letto come una scelta di continuità nel rapporto con le amministrazioni del territorio.
Sanità e personale, due capitoli centrali
Un altro capitolo della manovra riguarda la programmazione sanitaria. L’assessore alle Finanze ha ricordato che le aziende sanitarie potranno contare fin dall’avvio dell’esercizio sulle risorse necessarie, così da impostare l’attività con maggiore certezza ed evitare correzioni successive durante l’anno.
Accanto ai servizi, resta aperto il tema del personale comunale. La manovra finanzia infatti il prossimo contratto 2025-2027 del Comparto unico con l’obiettivo di proseguire il riallineamento economico tra dipendenti degli enti locali e dipendenti regionali.
Per Roberti, il traguardo è rendere i Comuni più attrattivi dal punto di vista lavorativo e limitare il trasferimento di personale verso l’amministrazione regionale. Il ragionamento della Regione è semplice: uffici più stabili significano una macchina comunale più efficiente e risposte più rapide per i cittadini.
L’intesa unanime espressa dal Consiglio delle Autonomie locali rappresenta ora il passaggio politico che accompagna la manovra verso l’esame in Consiglio regionale, previsto a dicembre. Per i Comuni friulani il nodo sarà capire quanto rapidamente queste misure potranno tradursi in bilanci più sostenibili e servizi meglio difesi sul territorio.
Da Udine arriva dunque un via libera che, al di là dei numeri complessivi, parla soprattutto di amministrazioni locali, personale e tenuta dei servizi quotidiani: i fronti su cui i cittadini misureranno nei prossimi mesi l’efficacia reale della manovra regionale.