Commercio nei piccoli comuni, l’allarme in Friuli: “Così si svuotano i territori”

Bordin a Premariacco rilancia il sostegno a commercio e servizi nei piccoli comuni del Friuli Venezia Giulia.

31 marzo 2026 17:44
Commercio nei piccoli comuni, l’allarme in Friuli: “Così si svuotano i territori” -
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PREMARIACCO – Il futuro del commercio di vicinato e dei servizi nei piccoli comuni torna al centro del dibattito in Friuli Venezia Giulia. Un tema sempre più delicato, legato non solo all’economia, ma anche alla tenuta sociale dei territori, alla qualità della vita dei residenti e alla capacità delle comunità di restare vive, attrattive e competitive.

A riaccendere l’attenzione sul tema è stato il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Mauro Bordin, intervenuto a Premariacco in occasione dell’assemblea regionale di Confcooperative Fvg del settore Consumo e Utenza, ospitata nella sala convegni della Cooperativa di Consumo. All’incontro hanno preso parte anche i consiglieri regionali Mauro Di Bert e Massimiliano Pozzo.

Nel suo intervento, Bordin ha posto l’accento su una trasformazione che negli ultimi anni ha cambiato profondamente il volto del commercio, soprattutto nei centri minori. A incidere sono stati diversi fattori: la crescita dell’e-commerce, la presenza sempre più forte dei grandi poli commerciali, ma anche i mutamenti demografici che hanno colpito molte aree del territorio regionale.

Il risultato, ha evidenziato, è sotto gli occhi di tutti: numerose realtà locali si trovano in difficoltà, con effetti che non riguardano soltanto il piano economico. Quando un negozio chiude o un servizio viene meno, infatti, si indebolisce anche il tessuto della comunità, si riducono i punti di riferimento per cittadini e famiglie e aumenta il rischio di isolamento, specie nei paesi più piccoli.

Una riflessione che si collega anche alle strategie più ampie messe in campo sul territorio regionale, dove si guarda con attenzione sia alla valorizzazione delle aree interne sia ai progetti capaci di rafforzare identità e attrattività locale, come dimostra anche la corsa di Pordenone verso il 2027 con turismo e accoglienza al centro.

Bordin ha richiamato quindi l’impegno della Regione nel sostenere i contesti più esposti alla perdita di servizi e attività economiche. L’obiettivo dichiarato è accompagnare il cambiamento senza lasciare indietro i territori più fragili, attraverso misure capaci di rafforzare le attività locali, incentivare il turismo e contrastare due fenomeni che preoccupano sempre di più: spopolamento e desertificazione commerciale.

DESERTIFICAZIONE UNA DELLE PRINCIPALI SFIDE FVG
DESERTIFICAZIONE UNA DELLE PRINCIPALI SFIDE FVG

Secondo il presidente del Consiglio regionale, il problema non può essere affrontato con soluzioni rapide o semplificate. La chiusura dei negozi, ha osservato, rappresenta sempre un segnale pesante per una comunità. Le serrande abbassate raccontano infatti una perdita che va oltre l’attività economica: significano meno presidio sociale, meno relazioni, meno servizi quotidiani.

Per invertire la rotta, ha spiegato, servono tempo, strumenti efficaci e una visione capace di leggere uno scenario che negli ultimi anni è cambiato in profondità. In questo percorso, la Regione ha già attivato interventi concreti e messo a disposizione risorse rilevanti, ma la sfida resta aperta e richiede continuità.

Nel suo ragionamento, Bordin ha allargato il focus all’intero sistema economico locale, ribadendo la volontà dell’amministrazione regionale di continuare a sostenere non soltanto il piccolo commercio, ma anche il mondo dell’artigianato, i prodotti del territorio, i servizi turistici, il comparto nautico e le realtà della montagna.

Si tratta, in sostanza, di una strategia che punta a valorizzare le peculiarità di ogni area, trasformando le specificità locali in un elemento di forza. Un approccio che dialoga anche con altre iniziative di promozione e rigenerazione diffuse in regione, dal turismo di comunità in Friuli Venezia Giulia ai progetti di innovazione urbana e sostenibilità, come la nuova rete di teleriscaldamento green annunciata a Cervignano.

In questa prospettiva, il commercio non viene letto come un settore isolato, ma come una componente decisiva di un ecosistema più ampio, fatto di presenza umana, attrattività, servizi di prossimità e capacità di mantenere vivo un paese. Dove resta aperta una bottega, un presidio cooperativo o un servizio essenziale, resta più forte anche il legame tra cittadini e territorio.

Il passaggio più forte dell’intervento ha riguardato proprio i piccoli comuni, dove la sopravvivenza di negozi e servizi rappresenta una sfida centrale per il futuro dell’intera regione. In questi contesti, ogni chiusura pesa doppio: sul piano economico e su quello sociale.

Per questo, il tema affrontato nell’assemblea di Premariacco assume un valore che va ben oltre il singolo comparto. Si parla di qualità della vita, di capacità di trattenere residenti, di rendere più attrattivi i territori anche per chi potrebbe scegliere di viverci o investire. Un nodo che riguarda anche la mobilità, l’accoglienza e la possibilità di offrire opportunità nuove, come dimostra anche la recente partenza della linea transfrontaliera tra Gorizia e Nova Gorica, letta da molti come un tassello importante per aumentare connessioni e servizi.

Bordin ha quindi ribadito che il sostegno al sistema economico locale dovrà continuare, con una particolare attenzione verso quelle realtà che più di altre rischiano di subire gli effetti del cambiamento. Il messaggio emerso da Premariacco è chiaro: il commercio di prossimità resta un presidio fondamentale e non può essere lasciato solo davanti alle trasformazioni del mercato.

L’assemblea di Confcooperative Fvg ha offerto anche l’occasione per ribadire il valore della cooperazione come strumento di tenuta territoriale e di risposta condivisa alle difficoltà. In un contesto segnato da mutamenti rapidi e complessi, la collaborazione tra soggetti diversi viene indicata come una delle leve più importanti per costruire soluzioni solide.

Da qui l’appello finale del presidente del Consiglio regionale a rafforzare il dialogo tra istituzioni, associazioni di categoria, mondo cooperativo, imprese e comunità locali. Solo mettendo insieme competenze, esperienze e visioni, ha sottolineato, sarà possibile costruire risposte davvero efficaci e durature.

Il confronto aperto a Premariacco, dunque, rilancia una questione destinata a restare al centro dell’agenda regionale: salvaguardare commercio e servizi nei piccoli comuni significa difendere la vitalità dei territori, sostenere le economie locali e impedire che intere comunità perdano pezzi essenziali della propria identità.

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