Rinasce un Campo di prigionia in Friuli: ecco di cosa si tratta davvero | VIDEO

Riqualificazione del Campo Pg57 a Premariacco: a Nordest24 ci racconta tutto Doriano Dreas.

19 gennaio 2026 20:59
Rinasce un Campo di prigionia in Friuli: ecco di cosa si tratta davvero | VIDEO -
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PREMARIACCO (UD) – Nel territorio friulano prende forma un progetto di grande valore storico e culturale legato all’area dell’ex Campo di prigionia Pg57 a Premariacco, un luogo che per decenni è rimasto silenzioso, ma mai dimenticato. A Nordest24 ci racconta tutto di questo progetto e, in particolare, le storie dietro, il responsabile operativo: Doriano Dreas.

Cenni storici sul Campo Pg57

Il campo, come altri presenti sul territorio, accoglieva migliaia di prigionieri e si estendeva su un’area ampia, organizzata in baracche e strutture funzionali alla vita quotidiana degli internati. Tra le vicende più significative si colloca la costruzione della Chiesetta, realizzata dagli stessi prigionieri come luogo di raccoglimento e spiritualità. Con la fine della guerra, il Campo Pg57 è stato completamente distrutto. L’unica struttura rimasta in piedi è stata proprio la Chiesetta, che nel tempo è andata in rovina, rischiando di scomparire definitivamente dal patrimonio storico locale. LEGGI ANCHE: «Unico in Europa»: in Friuli rinasce il Campo di prigionia Pg57. Ecco il progetto e dove si trova

La Chiesetta tra rovina e rinascita

Alla domanda se oggi la Chiesetta esista ancora, la risposta è chiara: “Si, è stata ricostruita grazie all'Associazione ANGET, che ne cura anche le visite”. Un intervento fondamentale che ha permesso di salvare l’unica testimonianza materiale del campo, trasformandola in un punto di riferimento per chi desidera conoscere e comprendere quella pagina di storia.

L’origine del nuovo progetto di riqualificazione

L’idea di avviare un progetto più ampio nasce dopo la visione di un video realizzato da Nadalutti insieme allo scrittore Tonino. All’interno del docufilm viene documentata la visita alla Chiesetta di uno scrittore australiano, Mark Boskell, un passaggio capace di trasmettere una forte carica emotiva e narrativa. Quel racconto per immagini ha acceso l’attenzione sulla necessità di fare un passo ulteriore, andando oltre la sola conservazione dell’edificio religioso e immaginando una valorizzazione complessiva dell’area.

In cosa consiste il progetto

Valutando la presenza di un terreno libero adiacente alla Chiesetta, si è pensato di sviluppare un nuovo docufilm, più completo, che includa anche una ricostruzione del campo in 3D. A questo lavoro di divulgazione visiva si affianca l’idea di iniziare una ricostruzione fisica del campo, pur senza riprodurne le dimensioni originali. L’obiettivo è offrire una rappresentazione fedele e comprensibile del contesto storico, capace di rendere tangibile ciò che oggi non esiste più.

Dai primi appoggi istituzionali alle fasi operative

Il progetto è stato presentato al Comune di Premariacco, che lo ha subito apprezzato, e successivamente anche al vicepresidente Anzil, che ha espresso il proprio sostegno. Grazie a un bando regionale sarà ora possibile avviare una prima fase concreta: la costruzione di una baracca posizionata vicino alla Chiesetta. La struttura avrà la funzione di ospitare una mostra permanente e un plastico del campo, diventando uno spazio di approfondimento storico e didattico. Successivamente, il progetto proseguirà per fasi successive, ampliando gradualmente l’area riqualificata.

Finalità culturali e valore per la comunità

Le finalità dell’iniziativa vanno oltre l’aspetto strutturale. Il progetto intende trasmettere valori fondamentali, come il rifiuto della guerra, l’importanza della collaborazione e il ruolo centrale della memoria, con un’attenzione particolare rivolta ai giovani. Inserire la storia del Campo Pg57 nel contesto dei conflitti e dei genocidi del Novecento significa offrire strumenti per comprendere il presente e ribadire quanto sia essenziale non dimenticare. Accanto alla dimensione educativa, l’intervento rappresenta anche un’importante opportunità di promozione del territorio, grazie all’integrazione con altri progetti culturali e alla possibilità di sviluppare percorsi di visita e iniziative condivise.

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