Pride a Udine, l’intervento di Honsell: «Una città credibile se tutela i diritti di tutti»

L’ex sindaco e oggi consigliere regionale collega la manifestazione del 2026 al primo appuntamento udinese e rilancia il tema dell’inclusione.

A cura di Web Team Web Team
03 ottobre 2026 20:29
Pride a Udine, l’intervento di Honsell: «Una città credibile se tutela i diritti di tutti» -
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Nel dibattito che accompagna il Fvg Pride 2026, da Udine arriva anche la presa di posizione di Furio Honsell, già sindaco del capoluogo friulano e oggi consigliere regionale di Open Sinistra FVG. Il suo messaggio si concentra sul significato pubblico della manifestazione e sul ruolo che la città intende esprimere sul terreno dei diritti.

Honsell ha raccontato di aver preso parte al corteo con partecipazione emotiva, mettendo in relazione l’edizione di quest’anno con quella di nove anni fa. Nelle sue parole, il Pride rappresenta un passaggio che parla alla comunità udinese e alla sua identità civile.

«Ho partecipato 9 anni dopo il primo, al Pride FVG 2026 a Udine con commozione. Sia allora che oggi questo è un momento moralizzatore per questa città. È un'affermazione di accoglienza, di libertà. I diritti o sono per tutti o non sono», ha dichiarato.

Il significato politico per la città

Il cuore dell’intervento sta proprio nel richiamo a un’idea di Udine come luogo capace di riconoscersi nei valori dell’accoglienza e della libertà. Per Honsell, il Pride non è soltanto un evento simbolico, ma un momento che incide sulla discussione pubblica e sul modo in cui la città sceglie di presentarsi.

Il tema era già entrato con forza nel confronto cittadino anche in relazione al patrocinio del Comune di Udine. In questo quadro, l’uscita dell’ex sindaco si inserisce come un ulteriore tassello di una discussione più ampia che riguarda il rapporto tra istituzioni, spazio pubblico e diritti civili.

Il legame con il primo Pride udinese

Nel suo intervento, Honsell ha voluto sottolineare una continuità precisa tra il Pride del 2026 e il primo appuntamento svoltosi nove anni prima. Il riferimento non è solo temporale: secondo il consigliere regionale, resta intatto il valore sociale e politico di una manifestazione che torna a interrogare la città su inclusione e riconoscimento.

Da questo punto di vista, il richiamo alla formula «città dei diritti» riassume il senso della sua posizione. L’idea espressa è che i diritti abbiano significato solo se riconosciuti in modo universale, senza esclusioni.

Il profilo di Honsell nel contesto udinese

Furio Honsell ha guidato Udine dal 2008 al 2018 e oggi siede in Consiglio regionale con Open Sinistra FVG. La sua voce mantiene quindi un peso specifico nel confronto locale, soprattutto quando il tema tocca l’identità pubblica del capoluogo friulano.

L’intervento diffuso dopo il Pride insiste su tre assi principali: accoglienza, libertà e validità generale dei diritti. Una linea che, nelle intenzioni dell’ex sindaco, conferma il sostegno alla manifestazione e rilancia per Udine un profilo civico legato all’inclusione.

Per la città, il Pride 2026 resta così anche un banco di prova del dibattito pubblico: non solo una giornata di presenza in piazza, ma un’occasione per misurare la coerenza tra i principi richiamati dalle istituzioni e la loro traduzione nella vita civile.

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