Pride del 3 ottobre, il dibattito politico passa da Udine: Pellegrino difende i patrocini
La consigliera regionale di Avs interviene sulla manifestazione in programma in città e critica gli enti che hanno scelto di non sostenerla.
Udine si prepara a ospitare il Fvg Pride 2026 e, insieme all’organizzazione della giornata, cresce anche il confronto politico attorno ai patrocini concessi dalle istituzioni. A intervenire è Serena Pellegrino, consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, che legge il sostegno di Comuni ed enti come un segnale preciso sul terreno dei diritti.
L’appuntamento è fissato per sabato 3 ottobre e, secondo l’esponente di Avs, la manifestazione porterà il capoluogo friulano dentro una discussione che non riguarda soltanto l’evento in sé, ma il ruolo delle istituzioni di fronte alle richieste di uguaglianza avanzate dalla comunità Lgbtqia+.
Nel suo intervento, Pellegrino definisce il Pride un passaggio importante sul piano civile e politico, sottolineando come la partecipazione formale degli enti pubblici assuma un valore che va oltre il simbolo. Per la consigliera, il territorio regionale starebbe mostrando un atteggiamento diverso rispetto al passato su questi temi.
Udine al centro della giornata del Pride
Per il 3 ottobre risultano già delineati gli elementi principali della manifestazione: dal patrocinio comunale al percorso del corteo, fino al programma previsto per la giornata. Un quadro che, dal punto di vista politico, rafforza il peso dell’iniziativa proprio nella città che ospiterà l’evento.
Pellegrino insiste sul fatto che la presenza istituzionale non debba essere letta come un atto secondario. A suo giudizio, riconoscere ufficialmente una manifestazione di questo tipo significa affermare che la tutela dei diritti riguarda l’intera comunità e rientra pienamente nelle responsabilità pubbliche.
Il giudizio positivo sui patrocini concessi
La consigliera regionale esprime apprezzamento verso le amministrazioni che hanno scelto di aderire, citando in particolare il Comune di Udine e gli altri soggetti istituzionali che hanno deciso di accompagnare il Pride con un sostegno formale.
Nella sua lettura, l’adesione rappresenta il segno di istituzioni capaci di interpretare la società contemporanea e di rispondere a una domanda di riconoscimento che arriva da una parte ampia della cittadinanza. Per questo il patrocinio viene indicato come un atto politico chiaro, non come un passaggio meramente burocratico.
Lo scontro con chi ha detto no
Accanto al plauso rivolto agli enti che hanno dato il via libera, Pellegrino punta il dito contro chi ha negato il proprio sostegno o si è schierato contro la manifestazione. Le posizioni contrarie vengono definite dalla consigliera come espressione di una visione ideologica e chiusa.
Secondo l’esponente di Avs, rifiutare il patrocinio al Pride equivale a non riconoscere un cambiamento sociale già in atto e a prendere le distanze da una richiesta di pari dignità portata avanti da migliaia di persone. Per questo, nella sua analisi, non si tratterebbe di una scelta neutrale, ma di una presa di posizione precisa sul fronte dei diritti civili.
Guardando alla data del 3 ottobre, Pellegrino indica proprio nella partecipazione al corteo che attraverserà Udine la risposta politica e pubblica alle contestazioni delle ultime settimane. La stessa Avs ha annunciato la propria presenza in piazza, con l’obiettivo di ribadire che sul tema dell’uguaglianza e del riconoscimento dei diritti non intende arretrare.