Rinnovo del comparto unico bloccato, da Udine Venanzi incalza la Regione

Il vicesindaco punta il dito sulla gestione del confronto con la Corte dei conti: per i dipendenti comunali servono risposte e tempi certi.

23 agosto 2026 18:07
Rinnovo del comparto unico bloccato, da Udine Venanzi incalza la Regione -
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A Udine la bocciatura della preintesa sul contratto del comparto unico regionale riapre una questione che riguarda da vicino anche gli uffici comunali. Dopo lo stop della Corte dei conti sul rinnovo 2022-2024, il vicesindaco Alessandro Venanzi torna a chiedere alla Regione un cambio di passo, sostenendo che il dossier andasse preparato con maggiore solidità prima del passaggio davanti agli organi di controllo.

L'esponente del Partito democratico, che in Fvg segue il tema degli enti locali, lega il caso alle condizioni del personale che lavora nei Comuni. Il punto, osserva, non è solo tecnico: il rinvio pesa su lavoratori che aspettano da tempo risposte economiche e un quadro più stabile.

Il riflesso sugli enti locali

Nella lettura di Venanzi, il nodo più concreto riguarda chi manda avanti i servizi comunali ogni giorno. Parla di organici ridotti e stipendi meno competitivi, un mix che rende più difficile trattenere personale negli enti locali, anche in un territorio dove la tenuta delle strutture amministrative è già sotto pressione.

Per questo, insiste sulla necessità di strumenti capaci di rendere più attrattivo il lavoro nel comparto pubblico locale. Il riferimento è a misure economiche e finanziarie che possano dare continuità agli organici e non lasciare i Comuni senza margini per affrontare il ricambio del personale.

La critica politica alla Giunta

Il vicesindaco di Udine concentra però le sue osservazioni soprattutto sul metodo seguito dalla Giunta Fedriga. A suo giudizio, i rilievi emersi nel confronto con la Corte dei conti non avrebbero dovuto arrivare a questo punto del percorso, ma essere affrontati prima, nella fase di costruzione dell'intesa.

Venanzi sostiene che obiezioni di questo peso non possano essere trattate come un semplice incidente di percorso. Se la certificazione non è arrivata, è la sua valutazione politica, significa che nella gestione della pratica qualcosa non ha funzionato come avrebbe dovuto.

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Da qui la richiesta alla Regione di tornare sul fascicolo e di ripresentarsi con un impianto più accurato. Per il vicesindaco, gli impegni assunti nei confronti dei lavoratori non possono restare sospesi ancora, soprattutto dopo un'attesa che definisce troppo lunga.

Il tema dell'autonomia e dei rapporti istituzionali

Nel suo intervento Venanzi precisa di non voler entrare nelle singole contestazioni tecniche mosse dalla magistratura contabile. Il passaggio, però, secondo lui ha un peso istituzionale che non va ridotto, anche perché la stessa maggioranza regionale in altre occasioni ha richiamato il valore delle valutazioni espresse dalla Corte dei conti.

La vicenda, aggiunge, tocca anche il modo in cui il Friuli Venezia Giulia esercita la propria autonomia speciale. Presentarsi con competenza e credibilità davanti agli organi di controllo, nella sua lettura, è parte stessa della difesa dell'autonomia regionale, non un aspetto secondario.

Venanzi distingue infine il piano politico da quello operativo. Il Consiglio regionale, osserva, si muove dentro le prerogative dell'autonomia; alla Giunta spetta invece il compito di tradurre quelle scelte in atti costruiti con precisione. Ed è su questo terreno esecutivo che, da Udine, il giudizio del vicesindaco resta nettamente critico dopo lo stop al rinnovo del contratto 2022-2024.

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