San Francesco ospita a Udine il confronto su musei ed emergenze: il Friuli torna al centro del dibattito

Nell’ex chiesa due giornate promosse con ICOM Italia per discutere come difendere il patrimonio culturale tra calamità, crisi e nuovi rischi.

16 ottobre 2026 17:18
San Francesco ospita a Udine il confronto su musei ed emergenze: il Friuli torna al centro del dibattito -
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Udine torna a ragionare sul rapporto tra tutela dei beni culturali e gestione delle emergenze, riportando al centro una memoria che in Friuli resta concreta: quella della ricostruzione e della salvaguardia del patrimonio dopo il sisma del 1976.

Nell’ex chiesa di San Francesco si è aperto il convegno nazionale e internazionale dedicato alla cultura della prevenzione applicata ai beni storici e artistici, promosso da ICOM Italia insieme ai Civici Musei di Udine. L’iniziativa mette attorno allo stesso tavolo studiosi, professionisti dei musei e specialisti italiani e stranieri.

A Udine il convegno ICOM sulla protezione del patrimonio culturale

La scelta di Udine non ha soltanto un valore logistico. Il capoluogo friulano e, più in generale, il territorio regionale rappresentano un punto di riferimento quando si parla di protezione del patrimonio in situazioni critiche, proprio per l’esperienza maturata dopo il terremoto e per il lavoro sviluppato negli anni sul fronte della prevenzione.

Un tema che parte dal Friuli e guarda oltre i confini

Il programma si sviluppa nelle giornate di venerdì 16 e sabato 17 ottobre e affronta un nodo sempre più attuale: come prepararsi a difendere opere, collezioni e luoghi della cultura davanti a eventi estremi e scenari di rischio in evoluzione.

Tra i temi al centro del confronto ci sono la pianificazione delle emergenze, l’organizzazione degli interventi, la gestione dei rischi e il coordinamento tra enti pubblici, istituzioni culturali e figure tecniche. L’obiettivo è tradurre l’esperienza accumulata in strumenti utili per il presente.

A rendere ancora più significativo l’appuntamento è anche la coincidenza con i cinquant’anni dal terremoto del Friuli, ricorrenza che invita a rileggere una stagione decisiva per la tutela del patrimonio locale e nazionale.

A Udine il convegno ICOM sulla protezione del patrimonio culturale

Le presenze istituzionali all’apertura

All’avvio dei lavori sono intervenuti l’assessore comunale alla Cultura Federico Pirone, l’assessore alla Protezione civile Andrea Zini e Roberto Revelant, sindaco di Gemona del Friuli e presidente dell’Associazione Comuni Terremotati e Sindaci della Ricostruzione del Friuli.

Hanno portato il loro contributo anche Stefano Grimaz, professore di Geofisica applicata e titolare della cattedra Unesco, il capitano Giorgio Zarantonello, comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Udine, e monsignor Sandro Piussi, delegato episcopale per i beni culturali dell’Arcidiocesi di Udine.

A Udine il convegno ICOM sulla protezione del patrimonio culturale

La rete internazionale costruita attorno al convegno

L’appuntamento udinese nasce con una collaborazione ampia, che coinvolge il Gruppo di lavoro Prevenzione, Sicurezza ed Emergenza di ICOM Italia, i comitati nazionali ICOM di Slovenia e Croazia e i comitati internazionali ICOM AVICOM, ICOM Security e ICOM Storage.

È un impianto che conferma la dimensione non solo nazionale dell’incontro: la protezione del patrimonio culturale viene affrontata come una responsabilità condivisa, che richiede confronto continuo e scambio di pratiche tra Paesi diversi.

A Udine il convegno ICOM sulla protezione del patrimonio culturale

Il valore simbolico dell’ex chiesa di San Francesco

Nel suo intervento, Federico Pirone ha richiamato il ruolo avuto dal Friuli nella stagione successiva al terremoto del 1976, sottolineando come proprio da quella prova sia nata una visione nuova della tutela del patrimonio, considerato parte essenziale dell’identità collettiva e della ricostruzione delle comunità.

L’assessore ha ricordato anche il significato del luogo che ospita il convegno: dopo il sisma, l’ex chiesa di San Francesco accolse e custodì beni di grande valore, in particolare di carattere religioso, trasferiti qui per essere messi al sicuro. Un precedente che oggi rende ancora più eloquente il confronto avviato a Udine.

Pirone ha infine allargato lo sguardo alle minacce contemporanee, dai cambiamenti climatici ai conflitti, fino agli effetti di trasformazioni tecnologiche molto rapide. Da qui l’idea che proteggere la cultura non riguardi soltanto la conservazione materiale delle opere, ma anche la tenuta civile delle comunità che in quel patrimonio continuano a riconoscersi.

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