Tarcento, assessora Zilli al Pignarûl Grant: "Tradizione che parla di comunità e futuro condiviso"

A Tarcento il Pignarûl Grant rinnova il rito epifanico: fuoco, auspici e identità friulana nel segno della comunità.

07 gennaio 2026 08:30
Tarcento, assessora Zilli al Pignarûl Grant: "Tradizione che parla di comunità e futuro condiviso" -
Condividi

TARCENTO (UD) – Il Pignarûl Grant si conferma uno dei riti più carichi di significato per il Friuli, un gesto antico che ogni anno rinnova il legame tra tradizione, comunità e speranza. Sul colle di Coia, accanto al Cjistielat, si è acceso il più grande falò propiziatorio del Friuli Venezia Giulia, punto di partenza simbolico da cui, secondo consuetudine, hanno preso vita anche i pignarûi delle frazioni e dei paesi vicini.

A sottolineare il valore profondo dell’evento è stata Barbara Zilli, assessore regionale alle Finanze, intervenuta al fuoco epifanico di Tarcento. «Il Pignarûl Grant è una tradizione profondamente simbolica per il popolo friulano e per il Friuli Venezia Giulia – ha affermato –: nel gesto ancestrale della lettura del fumo e del fuoco ritroviamo i buoni auspici per il nuovo anno e un messaggio forte di comunità, coesione e partecipazione».

La lettura del fumo e l’impegno per l’anno nuovo

Nel richiamare le parole del Vecchio Venerando, figura centrale del rito, che ha tratto gli auspici dalla direzione del fumo, l’assessore ha evidenziato come il nuovo anno richieda impegno condiviso e responsabilità collettiva. Un messaggio che, nella cornice del grande falò, assume un valore ancora più forte, diventando invito a rinsaldare i legami e a lavorare insieme nelle comunità locali.

Un 2026 che richiama la memoria e la solidarietà

Zilli ha ricordato come il 2026 rappresenti un anno di particolare rilievo per l’identità friulana, segnato dal 50° anniversario del terremoto del Friuli. Un passaggio storico che richiama lo spirito di solidarietà, responsabilità e coesione che allora permise la rinascita dei territori e che oggi torna ad essere riferimento per affrontare le sfide del presente.

Il ruolo dei volontari e una tradizione che unisce

Un ringraziamento sentito è stato rivolto ai volontari che hanno realizzato il falò alto 15 metri, agli Alpini di Coia, alla Pro Loco, all’amministrazione comunale, alle Forze dell’ordine, ai mascarârs e a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’evento, capace di richiamare migliaia di persone.

Lo spettacolo di luce ha rappresentato il momento culminante della tre giorni di festa organizzata dalla Pro Loco insieme al Comune, una tradizione che si rinnova dal 1928 e che continua a essere un forte elemento di identità, partecipazione e valori condivisi per l’intera comunità del Friuli Venezia Giulia.

Segui Prima Udine