Doppia lieve scossa di terremoto in Friuli Venezia Giulia

Due scosse di terremoto ravvicinate in Friuli vicino Preone: magnitudo, orari e dettagli degli eventi registrati.

14 aprile 2026 22:56
Doppia lieve scossa di terremoto in Friuli Venezia Giulia  -
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Due scosse di terremoto a breve distanza l’una dall’altra sono state registrate nella serata di oggi in Friuli Venezia Giulia, precisamente nell’area montana vicino a Preone, in provincia di Udine. Gli eventi, di bassa magnitudo, sono stati rilevati a pochi minuti di distanza, attirando l’attenzione degli esperti e dei residenti della zona.

Il primo evento sismico è stato registrato alle 22:01, con una magnitudo ML 2.0. L’epicentro è stato localizzato a 5 chilometri a sud-est di Preone (UD), con coordinate geografiche 46.3552 di latitudine e 12.9033 di longitudine. La profondità stimata è stata di circa 10 chilometri, un dato che rientra nella norma per questo tipo di fenomeni.

Poco più di mezz’ora dopo, alle 22:34, una seconda scossa ha interessato la stessa area. In questo caso la magnitudo è stata leggermente superiore, pari a ML 2.4, con epicentro a 6 chilometri a sud-est di Preone. Le coordinate registrate sono 46.3535, 12.9078, mentre la profondità è stata stimata in 11 chilometri.

La zona coinvolta rientra in un’area già nota per una certa attività sismica moderata, tipica dell’arco alpino orientale. Le due scosse, pur essendo di intensità contenuta, rappresentano un esempio di micro-sismicità locale, fenomeno frequente ma generalmente privo di conseguenze.

Non si segnalano al momento danni a persone o edifici, né particolari criticità. Tuttavia, in alcuni centri abitati vicini all’epicentro, le vibrazioni potrebbero essere state lievemente percepite, soprattutto ai piani alti delle abitazioni.

Eventi di magnitudo compresa tra 2.0 e 2.5 sono classificati come lievi e difficilmente causano effetti significativi. Tuttavia, la loro registrazione è fondamentale per il monitoraggio continuo del territorio e per comprendere l’evoluzione della dinamica sismica locale.

Gli esperti sottolineano come sequenze di questo tipo non siano necessariamente indicative di fenomeni più intensi, ma rappresentino un normale rilascio di energia accumulata nel sottosuolo.

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