Trasporto pubblico a Udine, sciopero molto partecipato: la Regione chiede un confronto su Arriva

Dopo la mobilitazione del 10 settembre, Liguori annuncia un’interrogazione: adesione alta soprattutto sulle linee urbane.

12 settembre 2026 22:40
Trasporto pubblico a Udine, sciopero molto partecipato: la Regione chiede un confronto su Arriva -
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La protesta del personale di Arriva Udine riporta al centro un tema che in città pesa ogni giorno su studenti, pendolari e famiglie: la tenuta del trasporto pubblico locale. La mobilitazione del 10 settembre ha infatti raccolto percentuali rilevanti, soprattutto sulle linee urbane, e ora il caso approda anche sul piano politico regionale.

A intervenire è la consigliera regionale Liguori, che legge quei numeri come un segnale da non sottovalutare. Secondo la sua valutazione, la partecipazione dei lavoratori evidenzia un malessere interno che non può essere archiviato come episodio secondario, proprio perché riguarda un servizio essenziale per Udine e per il territorio.

Le percentuali registrate tra urbano ed extraurbano

Nel dettaglio, l’adesione allo sciopero ha toccato l’80% nel servizio urbano e il 60% in quello extraurbano. Due dati che, per consistenza, fotografano una partecipazione ampia alla protesta promossa dal sindacato autonomo Asi-Au.

La differenza tra i due comparti non cambia il giudizio politico espresso dalla consigliera: per Liguori, la risposta del personale mostra l’esistenza di criticità diffuse dentro Arriva Udine, con possibili effetti diretti sull’organizzazione quotidiana degli spostamenti in città e fuori dal capoluogo.

Il passaggio in Consiglio regionale

Per questo la vicenda è destinata ad arrivare in Consiglio regionale attraverso un’interrogazione. L’obiettivo annunciato è ottenere chiarimenti dalla Giunta sul quadro delle relazioni sindacali all’interno dell’azienda e chiedere un’iniziativa di mediazione.

Il punto, nelle parole della consigliera, non riguarda soltanto il confronto tra impresa e lavoratori. C’è anche la necessità di evitare che la tensione sfoci in nuove astensioni dal lavoro, con ricadute immediate su chi utilizza autobus e collegamenti pubblici nel Friuli centrale.

Un passaggio delicato per la mobilità udinese

Il tema arriva in una fase particolarmente sensibile per Udine, legata alla ripresa dei servizi scolastici e alla gestione dei flussi ordinari di mobilità. In questo quadro, ogni interruzione o riduzione del servizio può incidere in modo pesante sulla routine di migliaia di utenti.

Da qui la richiesta di affrontare il problema in tempi rapidi, mettendo al centro sia la continuità delle corse sia la qualità del servizio. Per Liguori serve un’attenzione immediata da parte delle istituzioni e dei vertici aziendali, così da ridurre il rischio di nuove proteste nelle prossime settimane.

La mobilitazione, oltre ai numeri, lascia quindi una questione aperta per Udine: capire se il confronto interno ad Arriva riuscirà a trovare un punto di equilibrio prima che le tensioni tornino a riflettersi sulla rete del trasporto pubblico locale.

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