Travain confermato alla guida del Fogolâr Civic di Udine
Alberto Travain riconfermato presidente del Fogolâr Civic di Udine: cultura, tradizioni e memoria civica al centro.
UDINE – Continuità, identità e memoria civica: Fogolâr Civic di Udin rinnova la fiducia al professor Alberto Travain, riconfermato alla guida del sodalizio al termine dell’assemblea ordinaria – la tradizionale vicinie – svoltasi il 14 gennaio 2026 negli spazi della Galleria Italian Secret al Mercatonuovo, nel cuore di Udine.
Un appuntamento partecipato e ricco di contenuti, che arriva dopo un intenso ciclo di riti civici e sociali del periodo natalizio, profondamente legati alla storia cittadina e alla memoria collettiva, con particolare riferimento alla figura del Patriarca Bertrando, riconosciuto come Patrono Civile della città.
Direttivo riconfermato e assemblea partecipata
Attorno allo stendardo da tavolo realizzato dalla ricamatrice cav. Antonietta Monzo Menossi, il direttivo uscente è stato integralmente riconfermato: oltre al presidente Travain, restano in carica le consigliere Renata Capria D’Aronco e Maria Luisa Ranzato. L’assemblea ha visto numerosi interventi dei soci, segno di un sodalizio vivo e radicato, capace di stimolare confronto e partecipazione.
Un 2025 fitto di iniziative
Il bilancio dell’attività svolta nel 2025 restituisce l’immagine di un’associazione estremamente attiva, impegnata tra Udine e Codroipo, seconda città della provincia. Dal Palio di Avrîl al Pali des Rosis, dalle rievocazioni storiche alle commemorazioni civili, passando per iniziative dedicate alla memoria di figure simbolo della storia friulana e a momenti di forte valore identitario.
Tra i fili conduttori dell’azione fogolarista emerge la volontà di riscoprire e reinterpretare la cultura cittadina friulana, con radici antiche cisalpine e transalpine, rendendola accessibile e comprensibile anche alle nuove generazioni.
Collaborazioni e confronto critico
Nella relazione morale, il presidente Travain ha evidenziato una collaborazione comunale giudicata settoriale e superficiale, a fronte di una sinergia regionale più solida e continuativa con ARLeF. Positivo anche il contributo del Gruppo Storico Borgo Pracchiuso e del progetto culturale “Codroipo nel tempo”, oltre al coinvolgimento delle scuole del Medio Friuli, ritenuto strategico per la trasmissione delle tradizioni civiche.
Non sono mancati momenti di dibattito acceso, come quello legato al murales dedicato a Leonardo Zanier, realizzato esclusivamente in italiano e non nella lingua friulana: un tema che ha acceso il confronto interno, confermando il ruolo del Fogolâr come pungolo critico della coscienza civica.
Le prospettive del 2026
Lo sguardo è ora rivolto al futuro. Tra le scadenze simboliche del 2026 spiccano il 50° anniversario del Terremoto del Friuli, l’80° della Repubblica italiana e soprattutto il tricentenario di Ludovico Manin, il cosiddetto “Doxe Furlan”, ultimo capo di Stato della Serenissima, figura storica che i fogolaristi intendono rivalutare oltre le letture risorgimentali.
Al centro restano i Palii allegorici, intesi come strumento di rilettura della tradizione in chiave contemporanea, con l’ipotesi di un coinvolgimento ancora più diretto delle scuole e persino del Consiglio comunale.
Un gesto simbolico per aprire il nuovo mandato
A suggellare la riconferma di Travain è stato un gesto carico di significato: l’omaggio all’arca del Beato Odorico del Friuli, nella chiesa del Carmine a Borgo Aquileia. Un simbolo che racchiude l’essenza del Fogolâr Civic: radicamento identitario e apertura al mondo, memoria locale e respiro universale.
Un orizzonte coerente con la missione statutaria del sodalizio, che continua a proporsi come scrigno della memoria civica e laboratorio culturale capace di connettere passato e presente, tradizione e nuove forme di solidarietà comunitaria.