Invecchiamento attivo, la Regione Fvg cambia passo: «nuova alleanza con il Terzo settore»
Invecchiamento attivo e Terzo settore, la Regione FVG punta su integrazione socio-sanitaria e volontariato.
Le politiche per l’invecchiamento attivo e il rafforzamento del Terzo settore diventano centrali nella strategia regionale per affrontare una società che cambia rapidamente. In Aula, l’assessore alla Salute, politiche sociali e disabilità Riccardo Riccardi ha ribadito come la trasformazione demografica imponga modelli organizzativi nuovi, più coerenti con una domanda di salute che oggi è sempre più sociale e sociosanitaria, e non soltanto clinica.
L’intervento è avvenuto nel corso della discussione sulle clausole valutative relative al contrasto alla solitudine e alla disciplina organica su volontariato e associazioni di promozione sociale.
Sistema da riorganizzare: integrazione e sostenibilità
Secondo l’assessore, riconoscere che il bisogno sta cambiando significa avere il coraggio di rivedere l’intero impianto organizzativo. Non basta analizzare i dati o mappare i fenomeni: occorre ripensare strumenti, procedure e modelli operativi per evitare livelli elevati di inappropriatezza nelle risposte ai cittadini.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare con decisione l’integrazione socio-sanitaria, creando un sistema capace di intercettare fragilità complesse e di offrire percorsi personalizzati. Un percorso che si inserisce in un quadro più ampio di attenzione alle politiche sociali regionali, come dimostrano anche iniziative di sensibilizzazione sul territorio, tra cui l’incontro dedicato alle malattie rare promosso a Campoformido (giornata sulle malattie rare).
Terzo settore leva strategica per la comunità
Nel nuovo assetto delineato dalla Regione, il Terzo settore non viene considerato un semplice supporto, ma un alleato strategico nella costruzione di una rete territoriale più solida. La revisione normativa avviata, a cinquant’anni dal terremoto del Friuli, punta proprio a riconoscere e valorizzare questo protagonismo.
Il Friuli Venezia Giulia è tra le regioni con il più alto rapporto tra volontari e popolazione residente: un patrimonio umano e sociale che rappresenta un punto di forza decisivo per la sostenibilità del sistema.
La coerenza tra diritti e doveri, unita alla capacità di mettere in rete istituzioni e associazioni, viene indicata come condizione essenziale per garantire servizi efficaci e inclusivi.
In questo scenario, il ruolo del volontariato si intreccia con altre azioni regionali orientate al sostegno delle famiglie e delle fragilità, come nel caso del fondo affitti 2026 a Udine, misura che testimonia l’attenzione verso le situazioni di vulnerabilità economica.
Contrasto alla solitudine e nuove prospettive
Il tema della solitudine, sempre più diffuso soprattutto tra le persone anziane, è stato al centro del confronto in Aula. Promuovere l’invecchiamento attivo significa investire su partecipazione, inclusione e autonomia, prevenendo l’isolamento sociale e rafforzando il senso di comunità.
La Regione guarda quindi a un modello in cui sanità e sociale lavorano in modo integrato, superando compartimenti stagni e favorendo collaborazioni stabili con il mondo associativo. Una visione che si inserisce in un contesto più ampio di innovazione e trasformazione territoriale, come evidenziato anche dagli appuntamenti dedicati all’innovazione digitale e alle politiche di sviluppo, tra cui l’evento Fvg Connect 2026 a Trieste (innovazione digitale e territorio).
La linea tracciata da Trieste è netta: di fronte a una popolazione che invecchia e a bisogni sempre più complessi, servono modelli organizzativi integrati, investimenti mirati e una forte alleanza con il Terzo settore per garantire risposte efficaci, sostenibili e realmente vicine ai cittadini.