Turismo di comunità, il Friuli Venezia Giulia punta sulla rigenerazione dei territori

Turismo di comunità e rigenerazione territoriale al centro dell’evento in Friuli Venezia Giulia con esperti e istituzioni.

31 marzo 2026 11:33
Turismo di comunità, il Friuli Venezia Giulia punta sulla rigenerazione dei territori -
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UDINE - È andato in archivio con grande successo l'evento dedicato alla rigenerazione dei territori e al ruolo strategico del turismo di comunità nel Friuli Venezia Giulia.

L’incontro, moderato dal giornalista Emilio Casalini e organizzato da Confcooperative Alpe Adria con il patrocinio dell’Università degli studi di Udine e in collaborazione dell’Ordine dei Giornalisti del FVG, ha coinvolto istituzioni, esperti e rappresentanti di diverse realtà locali, offrendo un quadro ambizioso e innovativo per il rilancio sostenibile delle aree più vulnerabili e ricche di storia.

La giornata si è aperta con i saluti istituzionali, tra cui quelli di Serena Mizzan (Presidente di Confcooperative Alpe Adria), Loris Basso (Presidente di Italea FVG), Stefania Garlatti Costa (Consigliera regionale delegata all’Identità friulana, plurilinguismo e biodiversità urbana), Pierpaolo Roberti (Assessore regionale alle autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e immigrazione) e Mauro Bordin (Presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia). Questi interventi hanno sottolineato l’importanza di un approccio collaborativo e integrato per valorizzare il patrimonio territoriale e culturale del Friuli Venezia Giulia.

Il primo panel, dedicato alla rigenerazione dei territori attraverso le comunità, ha presentato esempi concreti di modelli di turismo sostenibile e cooperativo. A Napoli, la Cooperativa Sociale La Paranza ha illustrato le iniziative di turismo sociale e inclusivo, mentre in Emilia-Romagna, la Cooperativa di Comunità Corte di Rigoso ha condiviso le strategie di valorizzazione dei borghi attraverso il coinvolgimento attivo della popolazione locale. In Friuli Venezia Giulia, l’Associazione Alberghi Diffusi ha mostrato come il turismo diffuso possa favorire la ripresa dei piccoli centri montani, creando opportunità di lavoro e preservando le tradizioni. A supporto di queste esperienze, il Prof. Francesco Costantini dell’Università di Udine ha approfondito il ruolo del turismo di comunità come leva per la rigenerazione dei territori, evidenziando i benefici di un modello che mette al centro le persone e il patrimonio locale.

Il secondo panel si è concentrato sul “turismo delle radici” come modello internazionale di successo. Marina Gabrieli del MAECI ha illustrato il progetto finanziato dal PNRR, volto a valorizzare le identità italiane all’estero e a promuovere il ritorno dei discendenti italiani nei territori di origine. Cristina Lambiase ha condiviso esperienze di coinvolgimento e ritorno di comunità italiane nel mondo, mentre i rappresentanti dei Comuni delle Radici in Friuli Venezia Giulia, tra cui il sindaco di Dogna, Simone Peruzzi, e l’assessora Chiara Aglialoro di Sagrado, hanno raccontato come la memoria storica e il senso di identità siano strumenti potenti di rigenerazione territoriale.

Nelle sue conclusioni, Emilio Casalini ha sottolineato come il futuro dei territori passi attraverso una narrazione condivisa, il rispetto delle tradizioni e l’innovazione sostenibile.

L’intera giornata ha evidenziato come il turismo di comunità e il recupero delle radici identitarie possano diventare motori di sviluppo per il Friuli Venezia Giulia, contribuendo non solo alla crescita economica, ma anche alla coesione sociale e alla valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale. Un percorso che guarda al domani con ottimismo e responsabilità.

In contemporanea, sono stati allestiti tre laboratori con studenti dell’Università e dell’Istituto Stringher di Udine.


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